“Il collo di visone” di Mary Carol

Pubblicato da Emma Fenu il

 

“Il collo di visone” di Mary Carol

Contest Amarcord

C’erano quattro giorni di vacanze per la festa dei Santi, la commemorazione dei defunti e il quattro novembre, giorni tradizionalmente freddi e spesso nevosi dalle mie parti.
Rachelina arrivò dal capoluogo con il marito per trascorrere quei quattro giorni in paese con la madre ormai sola, dopo la morte del nonno e del papà.
Finalmente era di ruolo Rachelina! Aveva un discreto stipendio e poté comprarsi un bel collo di visone per il suo cappotto di lana.
Le stava molto bene e lo mostrò con vanità, non priva di orgoglio, alla madre, la quale, a dire il vero, non rimase affatto impressionata.
La donna, con l’aria di chi ha visto ben altro, aprì l’armadio e le mostrò il cappotto di visone della giovane nuora “senz’arte né parte”, arrivata qualche ora prima dalla capitale come fosse l’imperatrice di tutte le Russie.
Rachelina staccò il collo dal cappotto e, stizzita, lo lanciò in una cassapanca.
Si recò in cattedrale e al cimitero indossando il suo cappotto senza alcun orpello.
Per quanto mi risulta, quel collo di visone non fu mai riutilizzato.


Emma Fenu

Nata e cresciuta respirando il profumo del mare di Alghero, ora vivo, felicemente, a Copenhagen, dopo aver trascorso un periodo in Medio Oriente. Sono Laureata in Lettere e Filosofia e ho, in seguito, conseguito un Dottorato in Scienze dei Sistemi Culturali. Scrivo per lavoro e per passione. Mi occupo da anni di storia delle Donne, di letteratura e  iconografia di genere; sono presidente e fondatrice del portale "Cultura al Femminile" e dell'omonima associazione culturale; amministro la pagina facebook "Letteratura al Femminile; scrivo recensioni e articoli per magazine e siti; insegno italiano agli stranieri; tengo corsi di scrittura creativa; organizzo eventi culturali in tutta Italia; sono attiva contro la violenza sulle donne. Ho collaborato come giurata o autrice per varie antologie. Ho pubblicato un romanzo - inchiesta, "Vite di Madri. Storie di ordinaria anormalità", sul lato oscuro della maternità; una saga familiare, "Le dee del miele", che si snoda in una Sardegna intrisa di mito e memoria, dove sono le donne le custodi della vita e della morte; una fiaba contro i pregiudizi sessisti, "Il segreto delle principesse"; una silloge illustrata di filastrocche sul concepimento e sull'adozione, "E' da una fiaba che tutti arriviamo"; un saggio storico antropologico su Maria Maddalena, "Nero e rosso di Donna. L'ambiguità della femminilità".

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