“Ho un castello nel cuore” di Dodie Smith

“Ho un castello nel cuore” di Dodie Smith

Recensione di Elisabetta Corti

Ho un castello nel cuore

Cassandra Mortmain scrive il suo diario seduta sulla cucina, con i piedi nel lavello. Non è il posto più caldo, ma è abbastanza luminoso per continuare a provare la scrittura veloce nel diario che sta tenendo.

Sono piccole prove per diventare scrittrice. Seguendo i passi di suo padre James il cui romanzo, “Jacob Wrestling” fu oggetto di lettura nelle università americane.

È un peccato che James Mortmain abbia completamente perso la vena artistica. Passa le giornate nella serra del castello ormai in rovina in cui la famiglia Mortmain vive. E’ rimasto anche poco o nulla dei mobili, venduti man mano che ce n’era la necessità.

La famiglia Mortmain, comunque, rimane eccentrica e particolare nonostante la povertà. James, diventato vedovo anni prima, si è risposato con una giovane modella che sente un particolare attaccamento per la natura. Cassandra è la figlia più piccola, appassionata di lettura e scrittura. Rose, è la figlia maggiore un po’ snob, che proprio non accetta di vivere in povertà.

E Stephen, il figlio della donna di servizio, che è stato “adottato” dalla famiglia dal giorno in cui ha perso la madre.

È proprio Cassandra che ci racconta di questa famiglia sgangherata, e della sera in cui tutto cambiò.

La sera in cui un’auto comparve vicino al castello e si impantanò nel fango.

La sera in cui arrivarono i Cotton.

La famiglia Mortmain si trova così a conoscere i loro nuovi padroni di casa. A cui devono anni di affitto che non possono assolutamente permettersi di pagare.

Ma i Cotton non sono venuti per ritirare compensi, sono solo attratti dal castello e forse… anche da quello che contiene.

“Ho un castello nel cuore” è il primo romanzo di Dodie Smith. Scritto mentre si trovava in California con il marito durante la seconda guerra mondiale, si denota la nostalgia dell’autrice per la terra di nascita.

Si viene trasportati nella campagna inglese degli anni 30, anche se i riferimenti temporali sono poco accennati.

Per quanto la scelta del titolo italiano sia abbastanza azzeccata, l’originale (“I capture the castle”) descrive perfettamente il lavoro di Cassandra.

Nei pochi mesi in cui la storia si svolge, infatti, Cassandra cattura e in un certo senso ferma il castello in un fotogramma.

Le vicende che in esso e poco lontano da esso si svolgono, catturano anche Cassandra, che da narratrice si ritrova inevitabilmente protagonista della sua stessa storia.

Se il romanzo si apre con una Cassandra ragazzina, già intelligente ed acuta, esso si chiude con una donna che sta per sbocciare.

Gli avvenimenti toccano tutti i protagonisti del libro, inserendo man mano anche personaggi secondari che fanno però da fondamenta a tutta la storia.

Un romanzo leggero come la primavera che sboccia al castello e alla torre di Belmotte, lasciando alle spalle il gelido inverno.

Un invito a sperare e non disperare, ed a notare quanta incredibile differenza possa fare l’amore.

 

Titolo: Ho un castello nel cuore
Autore: Dodie Smith
Editore: Rizzoli

Puoi acquistare il libro qui.

 

 

 

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