5 Domande su Northanger Abbey

5 Domande su Northanger Abbey

di Antonia Romagnoli

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L’abbazia di Northanger (Northanger Abbey), pubblicato in Italia anchecon i titoli Caterina e Katherine Morland, è forse il romanzo meno amato fra le opere di Jane Austen: fu terminato nel 1803, ma pubblicato solo nel 1818, dopo la morte della scrittrice, insieme a Persuasione, in un’edizione curata dal fratello di Jane, Henry Austen.

Fra la conclusione della stesura e la pubblicazione passarono molti anni perché l’editore che nel 1804 lo aveva messo sotto contratto non lo pubblicò e, solo dopo la morte dell’autrice, la famiglia ne recuperò i diritti e poté pubblicarlo altrove.

Anche l’editore forse era dell’opinione che l’opera fosse poco commerciale?

Perché Northanger Abbey non piace ai lettori? No, queste non sono le prime domande, ma solo piccole considerazioni!

In effetti, Northanger Abbey è un romanzo che si dischiude come un fiore segreto agli occhi di un lettore attento, che supera il primo impatto spiazzante e ha la pazienza di lasciarsi condurre dalla sottile ironia dell’autrice in un viaggio da equilibrista fra generi letterari, in compagnia di personaggi pieni di verve e tratteggiati meravigliosamente, ma che a volte sembrano quasi caricature.

Northanger Abbey, sotto vari punti di vista, offre in effetti spunti letterari interessanti, sul rapporto fra generi letterari. Oggi si parlerebbe, per quest’opera, di contaminazione.

E chissà come farebbe Jane Austen a inserirla nelle categorie di Amazon?

Ma ora vi invito a viaggiare nel tempo e a scoprire con me alcune piccole curiosità sul costume e sulla vita dell’epoca Regency grazie alle vicende narrate in Northanger Abbey.

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Perché per Catherine è così importante il soggiorno a Bath?

Fin dalla prima pagina, in cui ci viene presentata la protagonista, ciò che viene sottolineata è la sua assoluta normalità, eccezion fatta per la sua numerosa famiglia comprendente ben dieci figli (niente di più che una “bella famiglia” comunque…).

Viene tratteggiata la condizione economica del padre, che subito ci porta a concludere che Catherine non è ragazza destinata a un eclatante debutto, o a un soggiorno sensazionale a Londra per una Stagione. La sua occasione arriva per caso, grazie alla benevolenza dei vicini senza figli che la portano con loro a Bath.

Bath, località termale rinomata e ottimamente frequentata, era seconda solo a Londra come luogo in cui debuttare.

In realtà il vero debutto, riservato alle giovani di nobile schiatta o con conoscenze importanti, aveva il suo culmine nella presentazione a corte: chi non aveva questa fortuna, debuttava in forme più discrete. Chi poteva permetterselo aveva un ballo dato in proprio onore; in alternativa ci si doveva accontentare degli inviti a quelli degli altri e degli eventi pubblici.

L’obiettivo era comunque lo stesso per tutte: trovare marito.

L’operazione era dispendiosa, perché richiedeva un guardaroba adeguato, mezzi e conoscenze. Gli Allen erano disposti, per quanto nelle loro possibilità, a venire incontro alle esigenze (minime) di Catherine, conducendola a proprie spese nel “posto giusto”.

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Perché se non conosci nessuno nella sala da tè non puoi presentarti da solo?

Le regole della società erano abbastanza rigide ma semplici: una persona di rango inferiore non poteva presentarsi o rivolgersi a una di rango superiore, ma doveva attendere d’essere presentata o interpellata. Anche fra estranei vigeva la stessa regola: occorreva perciò una conoscenza comune per poter fare nuove amicizie.

“Com’è sgradevole”, sussurrò Catherine, “non avere nemmeno una conoscenza!”

“Sì, mia cara”, rispose Mrs. Allen, con perfetta serenità, “è davvero molto sgradevole.”

“Che dobbiamo fare? I signori e le signore a questo tavolo sembra come se si chiedano perché ci siamo messe qui… sembra come se ci fossimo intrufolate nel loro gruppo.”

“E sì, sembra proprio così. È molto sgradevole. Vorrei che avessimo molte conoscenze.”

“Io vorrei che ne avessimo almeno una; sarebbe qualcuno da cui andare.”

(Northanger Abbey, vol. I cap. II)

I locali come le Rooms avevano in realtà un Maestro di Cerimonie, che si occupava anche di fare le presentazioni richieste. E sarà quello a presentare loro Mr. Tilney, su richiesta del gentiluomo, e finalmente Catherine potrà danzare.

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Di che cosa parlano i romanzi che piacciono tanto a Catherine, e perché ne ricaviamo una visione così negativa?

Catherine è una lettrice onnivora, come ci viene spiegato all’inizio del romanzo. Pope, Thompson, Shakespeare, le formano il carattere. Ma la sua attenzione, anche nei classici, è attratta in particolare dalle tinte più fosche: ella non cerca tanto una formazione quanto l’emozione. E quale lettura è più emozionante del genere gotico, così di moda ai tempi della Austen?

“Avete mai letto Udolpho, Mr. Thorpe?”

“Udolpho? Oh, signore! no; non leggo mai romanzi; ho di meglio da fare.”

Catherine, mortificata e imbarazzata, stava per scusarsi per la domanda, ma lui glielo impedì dicendo, “I romanzi sono così pieni di assurdità e stupidaggini; non ce n’è stato nemmeno uno appena decente dopo Tom Jones, salvo Il monaco; l’ho letto l’altro giorno, ma quanto agli altri, sono le cose più stupide del creato.”

“Credo che Udolpho potrebbe piacervi, se lo leggeste; è così interessante.”

“No, no davvero! O meglio, se ne dovessi leggere qualcuno, sarebbero quelli di Mrs. Radcliffe; i suoi romanzi sono abbastanza divertenti, sono degni di essere letti; in quelli c’è un po’ di spirito e di belle descrizioni.”

“Udolpho è stato scritto da Mrs. Radcliffe”, disse Catherine, un po’ esitante, per paura di mortificarlo.

(Northnanger Abbey, Vol. I cap. VII)

Il romanzo gotico recupera atmosfere e ambientazioni medievaleggianti, cupe, misteriose, e unisce elementi paranormali a intrighi e trame. Il preferito di Catherine, I misteri di Udolpho della Radcliffe, narra le avventure della giovane Emily, che resta orfana e in balia degli eventi: le vicende più incalzanti avvengono tutte nel castello di Udolpho, che la giovane Catherine, piena di fantasia, assocerà a Northanger Abbey, infilandosi in tutta una serie di buffe situazioni.

Avventuroso anche il romanzo Tom Jones, scritto da Henry Fielding nel 1749, mentre il Monaco di Matthew Gregory Lewis, citato da Thorpe e – per fortuna – non letto dalla fanciulla, è un crogiuolo di situazioni scabrose… tanto da ricevere espliciti apprezzamenti da De Sade!northanger abbey

Rapporti illeciti, avvelenamenti, stregoneria e omicidi fecero de Il monaco uno dei romanzi di maggior successo dell’epoca, ma costrinsero l’autore a curarne una seconda edizione meno scandalosa.

Altro romanzo citato poco più avanti nel dialogo è Camilla, di Fanny Burney. Catherine dichiara di non averlo letto. In effetti niente temi gotici per il “noioso” Camilla, romanzo che propone invece riflessioni sull’educazione femminile. Di romanzi parla anche l’autrice, fra queste pagine, in un breve excursus in cui nel difende il valore. Nella pagina in cui l’Autrice pone queste riflessioni cita anche altre opere di Fanny Burney, Cecilia e Belinda. Dalle lettere della Austen sappiamo quanto a fondo l’autrice conoscesse questi romanzi, tanto da essere fra i finanziatori proprio della pubblicazione di Camilla, per pubblicare il quale la Burney aveva aperto una sottoscrizione. Insomma, come dire che a Catherine erano proprio ignoti i romanzi (veri) di formazione…

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Isabella è davvero… ehm… allegra come sembra?

Ebbene sì, ma senza esagerare.

Che Isabella sia una civetta senza scrupoli lo vediamo in molte occasioni, quando finge di rifuggire dagli sguardi di due giovanotti e nel frattempo quasi li insegue, quando ripetutamente manifesta il suo interesse al capitano Tilney…

In realtà, la possibilità di interrompere il fidanzamento con Mr. Morland, è uno dei pochi veri diritti che Isabella può vantare: per quanto sgradevole e non priva di conseguenze, la rottura degli impegni sentimentali è una prerogativa delle signorine. Morland, invece, non avrebbe potuto lasciarla senza creare scandalo e senza rovinare la reputazione di entrambi.

Isabella, da quanto si apprende nella lettera di James a Catherine, chiude i rapporti con lui immaginandosi fidanzata con il capitano Tilney, salvo poi tornare sui suoi passi millantando di non aver mai interrotto veramente il precedente legame.

Il vero personaggio senza scrupoli, alla fine, è proprio l’avvenente capitano, che si schiera con Willoughby e Wickham nelle file dei seduttori. Isabella non è sciocca quanto Lydia né romantica quanto Marianne: cerca di tornare sui suoi passi con una simpatica faccia tosta. Ma temo che il suo destino sia quello di fanciulla compromessa. Finché non troverà il pollo giusto da spennare!

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Le intuizioni di Catherine sono tutte assurde?

Catherine Morland è un personaggio molto particolare: divisa fra intuizioni e fantasie, è forse fra le eroine della Austen quella che si sviluppa maggiormente, forse seconda sola a Marianne. Mentre Marianne integra a suon di delusioni il buon senso di Elinor con la sua indole romantica, Catherine deve arrivare a vincere la propria irruente fantasia e a calarsi nel mondo reale.

Ma il mondo di Catherine è, appunto, non quello di riflessioni profonde, ma di intuizioni e sensazioni.

Spesso nell’arco del romanzo il passaggio verso un mondo adulto è un confine sottile che non viene oltrepassato. Accade ogni volta che la giovinetta comprende la realtà, ma per amicizia, o per gentilezza, o per non rinunciare alle fantasie sceglie le risposte più tortuose.

In particolare, Catherine fino all’ultimo giustifica Isabella, pur intuendo le vere motivazioni dell’amica. Allo stesso modo, l’amicizia coi Thorpe mette in crisi, pur se superficialmente, il suo codice morale.

Alle intuizioni sciocche, invece, Catherine sembra da sempre retta, soprattutto quando si lascia vincere dalle atmosfere dell’Abbazia.

Catherine, però, alla fine del romanzo, è divenuta un’eroina a tutto tondo, non di romanzi gotici, o di mirabolanti avventure, che pure ha avuto. Catherine diventa l’eroina della propria vita.

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Fonti

https://it.wikipedia.org/wiki/L’abbazia_di_Northanger

https://it.wikipedia.org/wiki/Jane_Austen

https://it.wikipedia.org/wiki/I_misteri_di_Udolpho

http://www.liberliber.it/mediateca/libri/r/radcliffe/i_misteri_del_castello/pdf/radcliffe_i_misteri.pdf

https://it.wikipedia.org/wiki/Il_monaco_(romanzo)

https://it.wikipedia.org/wiki/Tom_Jones_(romanzo)

https://it.wikipedia.org/wiki/Evelina_(romanzo)

http://www.jausten.it/abbaziadinorthanger.pdf

http://www.jausten.it/jalettureburneyceciliaintro.html

https://austenismi.wordpress.com/2014/06/18/camilla-fanny-burney/

http://www.shmoop.com/northanger-abbey/captain-frederick-tilney.html

 

2 commenti:

  1. Sempre interessanti i tuoi articoli, complimenti, ti seguo con attenzione 🙂

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