“La fine dell’estate (1992-2015)” di Elisa Sartarelli

 

“La fine dell’estate (1992-2015)” di Elisa Sartarelli

Recensione di Emma Fenu

dell'estate

 

La fine dell’estate, oggi, è per me un momento magico.

Settembre inebria la memoria di aromi d’infanzia, di tisane alla vaniglia, di carta stampata, di cera di candele, di terra bagnata dalla pioggia, di fumo sprigionato dai comignoli.

Settembre promette il ticchettio dei ferri da maglia, lo scorrere rapido delle dita sulla tastiera del portatile, lo scampanellio della slitta di Babbo Natale, il trillo del forno che annuncia che la crostata è pronta.

Ci fu un tempo, tuttavia, in cui la spiaggia che cominciava a svuotarsi di turisti, lasciandomi padrona della mia isola, aveva odore e sapore di precoce nostalgia.

Ci fu un tempo l’estate la bevevo a sorsate golose, come Alice nel Paese delle Meraviglie, anche se, una volta cresciuta, non potevo più tornare indietro.

Ci fu un tempo in cui avevo 14 anni, ed era il 1992.

“ Mare, mare, mare

ma sai che ognuno c’ha il suo mare dentro al cuore sì

e che ogni tanto gli fa sentire l’onda

mare, mare, mare

ma sai che ognuno c’ha i suoi sogni da inseguire sì

per stare a galla e non affondare no, no…”

Mare mare, L. e D. Carboni, 1992

La fine dell’estate è un romanzo breve destinato, secondo le intenzioni dell’autrice, soprattutto ad una fascia di lettori molto giovani: lo stile è semplice e scorrevole e le tematiche affrontate, ossia l’amore e l’amicizia, sono raccontate in relazione ad un periodo specifico della vita, ossia l’adolescenza.

Elisa Sartarelli, giornalista pubblicista, blogger e scrittrice, si propone di stabilire un confronto fra il vissuto dalla propria generazione, quella degli over 30, e la realtà odierna. A tal fine sottolinea, senza scivolare in toni paternalistici, gli elementi di comunanza, relativi alla sfera sentimentale e emozionale, e quelli di distacco, relativi all’introduzione della tecnologia e all’avvento dei social network.

“Son rimasto io da solo al bar

gli altri sono tutti quanti a casa

e quest’oggi verso le tre son venuti quattro ragazzini

son seduti lì vicino a me con davanti due coche e due caffè

li sentivo chiacchierare han deciso di cambiare tutto questo mondo che non va.

Sono qui con quattro amici al bar che hanno voglia di cambiare il mondo.”

Quattro amici, G. Paoli, 1991

I protagonisti del libro sono un gruppo di ragazzini di sedici anni che si incontrano ogni anno in vacanza in Sicilia, al mare, e intrecciano una fitta rete di relazioni destinate a nascere e a risolversi nel breve spazio di una stagione nel cui corso si inscena una sorta di rito iniziatico ai rapporti dell’età adulta.

La voce narrante appartiene ad una undicenne, sorella minore di una componente del gruppo, che proprio nell’estate del 1992, la prima in cui le saranno concesse le uscite serali, abbandonerà la culla delle certezze dell’infanzia e getterà le basi della propria personalità che, in futuro, affermerà in modo più completo.

I personaggi sono definiti in modo accurato, anche attraverso il ricorso a dialoghi che mantengono freschezza e immediatezza.

Emerge una pluralità di condizioni nelle quali, anche da adulti, tramite il ricordo, è possibile immedesimarsi per poi formulare considerazioni e riflessioni.

C’è chi è troppo bella per essere accettata dalle altre componenti del gruppo.

C’è chi non è abbastanza bella e deve truccarsi anche in spiaggia.

C’è chi non è abbastanza magra e deve sottoporsi a severi regimi alimentari.

C’è chi viene giudicata troppo ingenua e infantile.

C’è chi viene giudicata troppo disinvolta nei rapporti con i ragazzi.

C’è chi cerca di integrarsi tramite il pettegolezzo.

C’è chi ha precocemente appreso che è più facile manipolare gli altri, che rispondere delle proprie colpe.

L’adolescenza è davvero un’età in cui il dolore non ha peso? Davvero “sono solo cose da ragazzi”?

La fine dell’estate fa comprendere agli adulti le difficoltà del percorso di crescita e fa sentire gli adolescenti compresi.

Soprattutto per le ragazze, vittime tutt’oggi di pregiudizi sessisti e sottoposte a modelli stereotipati, le relazioni con il gruppo non sono facili né esenti da sofferenza.

Eppure… eppure quegli anni, quelli in cui tutto era scoperta, futuro e promessa, sono così dolci da ricordare.

Grazie a Elisa Sartarelli per avermi donato un tuffo nel mare del passato.

Io c’ero quando si telefonava dalle cabine.

Io c’ero quando si scrivevano le cartoline.

Io c’ero quando si tiravano i sassolini alla finestra, per comunicare nottetempo.

Io c’ero.

“Anche se il futuro ha dei muri enormi

io non ho paura e voglio innamorarmi.”

Non amarmi, A. Baldi, 1992

Titolo: La fine dell’estate (1992- 2015)

Autore: Elisa Sartarelli

Edizione: LFA Publisher, 2016

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Emma Fenu

Nata e cresciuta respirando il profumo del mare di Alghero, ora vivo, felicemente, a Copenhagen, dopo aver trascorso un periodo in Medio Oriente. Sono Laureata in Lettere e Filosofia e ho, in seguito, conseguito un Dottorato in Storia delle Arti. Scrivo per lavoro e per passione. Mi occupo da anni di storia delle Donne, critica, letteratura al femminile e iconografia di genere; tengo un corso di scrittura creativa; recensisco libri, intervisto scrittori; organizzo e partecipo ad eventi culturali; gestisco siti e blog dedicati al mondo della cultura, fra cui "Cultura al Femminile".Ho pubblicato un saggio, "Mito e devozione nella figura di Maria Maddalena", un romanzo - inchiesta, "Vite di Madri. Storie di ordinaria anormalità", sul lato oscuro della maternità, racconti, fiabe e poesie e una saga familiare, "Le dee del miele", che si snoda in una Sardegna intrisa di mito e memoria, dove sono le donne le custodi della vita e della morte. Scrivo fiabe, racconti e collaboro per varie antologie.

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