5 domande su Persuasione di Jane Austen

5 domande su Persuasione di J. Austen

di Antonia Romagnoli

persuasione

la prima edizione

Persuasione è l’ultimo romanzo scritto e completato da Jane Austen.

Jane non ebbe la gioia di vederlo pubblicato: poco dopo averne terminato la stesura, infatti, la Austen ebbe gravi problemi di salute, che un anno dopo la condussero alla morte.

L’opera, dunque, fu pubblicata a cura del fratello Henry, nel 1818, in un’edizione unica con Northanger Abbey.

In questo volume, edito da Murray (lo stesso editore di Emma), Henry svelò in una nota biografica l’identità dell’autrice, fino a quel momento rimasta anonima.

Il titolo Persuasion fu probabilmente concordato da Henry Austen e dall’editore: Jane infatti morì prima di poter prendere una decisione al riguardo, ma è probabile che la sua scelta sarebbe stata The Elliotts.

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Sir Elliott e le figlie, nel film bbc

Persuasione è diverso, sotto vari aspetti, da tutti i romanzi precedenti, in primis per la maturità che traspare dal testo e che permette ai personaggi di raggiungere uno spessore ancora maggiore rispetto a tutti i precedenti.

Le tematiche che si intrecciano nell’opera sono diverse, fra queste spicca il rapporto fra le classi sociali, che si interseca al tema dell’essere e apparire.

Fra le opere di Jane Austen, Persuasione è forse la più romantica: ma non solo d’amore si parla. Anne e la sua storia hanno mille sfaccettature, tutte da cogliere. L’amore e la costanza dei sentimenti, la maturità e l’indipendenza di pensiero sono solo alcune delle tracce che Jane Austen ci permette di seguire, pagina dopo pagina, quadro dopo quadro.

Uno spaccato della società in epoca Regency, raccontato con il grande acume di un’autrice che non smette mai di stupirci.

Ok, Ok… vi avevo promesso cinque curiosità! Pronti? Via!

Perché sir Elliot tiene così tanto al titolo?

Sir Walter Elliot, di Kellynch Hall, nel Somersetshire, era un uomo che, per suo diletto, non prendeva mai in mano altro libro che il Baronetage; lì trovava occupazione per un’ora d’ozio e consolazione in una di tristezza. (Persuasione, cap. I)

Il baronetage è un volume, pubblicato da John Debrett, che dal 1769, che raccoglie nomi, date importanti e parentele dei baronetti inglesi. La pubblicazione di affianca al più prestigioso Peerage, che invece tratta la nobiltà, dal titolo più basso (baronia). I baronetti sono al di fuori della vera nobiltà. È il titolo più basso ereditabile (il cavalierato, sempre sir, invece, è nominale).

Sir Walter è molto fiero del proprio rango, quanto lo è della propria avvenenza. La sua è la famiglia più importante del circondario. Nessuna delle fortune di cui è tanto fiero però è dovuta alle sue capacità: il titolo è ereditato e non acquisito per meriti, la bellezza, altrettanto.

Si tratta del personaggio più vanesio mai creato da Jane Austen, quasi un’icona del mondo nobiliare che l’autrice è sempre stata restia a trattare. In lui vediamo già le ombre del declino, che inizierà di lì a breve, della nobiltà inglese, indebitata e incapace di gestire patrimoni e tenute.

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La famiglia Elliott a Bath: ridurre le spese, ma non il tenore di vita era indispensabile per il buon nome del baronetto…

Perché deve affittare la casa e non vende invece qualcosa?

C’era solo una piccola parte della tenuta della quale Sir Walter potesse disporre, ma anche se ogni acro fosse stato alienabile, non avrebbe fatto nessuna differenza.

Aveva acconsentito all’ipoteca fin dove possibile, ma non avrebbe mai acconsentito a vendere.

No, non avrebbe disonorato il suo nome fino a quel punto. La tenuta di Kellynch sarebbe stata trasmessa completa e integra come l’aveva ricevuta lui.

Ai titoli nobiliari erano sempre legati beni, in particolare tenute e palazzi di vario genere, che venivano trasmessi insieme al titolo al primo maschio in linea ereditaria: questi non potevano essere né venduti né passati in eredità ad altri.

Dunque sir Elliott può disporre di ben poco, ma che ritiene necessario lasciare intatta l’eredità.

Sovente i palazzi nobiliari, il cui mantenimento costava più delle rendite che generavano, venivano spogliati di arredi e di ogni oggetto prezioso che poteva essere rimosso. Sir Elliott, di buono, aveva almeno questo senso d’onore, anche se a gestione economica faceva proprio acqua! Vendere la casa? Non avrebbe mai potuto. Affittare era l’unica opzione possibile.

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Illustrazione di Brock per l’edizione del 1909.
Anne e la sorella Mary, depressa e poco amata da tutti.

Perché Anne è la meno considerata delle sorelle?

In epoca Regency i rapporti sociali e le precedenze erano strettamente regolamentati. Chi passava prima dalla porta, chi entrava prima nella sala del pranzo; chi riceveva per primo i saluti e a chi si poteva o meno rivolgere la parola.

L’unica eccezione? Buffo a dirsi, ma i posti a tavola erano molto più liberi rispetto all’epoca vittoriana: a capotavola i padroni di casa, gli altri posti a discrezione della padrona.

Anne è la seconda di tre sorelle: solo Elizabeth, la più grande (e quella che dovrebbe sposarsi prima…) aveva diritto a essere definita Miss Elliott; le minori erano Miss seguito dal nome. Essendo al di sotto della nobiltà vera, però, Elizabeth non è Lady, titolo spettante solo alla moglie del baronetto.

Anne, dunque, deve diritto di precedenza alla sorella maggiore. Ma poiché Mary, la minore, è già sposata, le passa avanti ed Anne è costretta a cedere il passo pure a lei.

Mary addirittura vorrebbe far valere il suo diritto di precedenza di fronte alla suocera (che in famiglia deteneva importanza per ruolo famigliare e anzianità): diritto che in effetti poteva vantare, essendo figlia di un baronetto. Facendolo notare, però, mostra solo di essere degna figlia di suo padre e vanesia come lui.

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A Lime, donne & marinai. Ma Attente al muretto, signorine!

Che rapporto c’è fra nobiltà e gradi militari?

Il legame fra nobiltà e gradi militari non è diretto. Alla carriera militare e alla marina accedevano di solito i figli cadetti dei nobili, non certo gli eredi che rischiavano di morire in battaglia (o per la dura vita da campo).

Accedere alla carriera militare richiedeva un investimento in denaro, non era da tutti potersi permettere i gradi, ma una volta ottenuti permettevano stili di vita decorosi e una posizione sociale di riguardo.

L’epoca di Jane Austen è periodo di guerra: marina e fanteria erano impegnate in battaglie, il cui esito permetteva a coloro che si mettevano in luce di fare ulteriore carriera e di sperare anche in investiture nobiliari.

È il caso di Lord Horatio Nelson, primo visconte Nelson e primo duca di Bronte, entrato in marina addirittura a dieci anni d’età, grazie all’intervento di uno zio (un’eco lo troviamo anche in Mansfield Park).

In Persuasione, l’Ammiraglio è un uomo di grande riguardo, tanto che persino sir Walter ammette che, per aspetto e decoro, non si sarebbe vergognato di mostrarsi in pubblico con lui!

Sempre Brock: le illustrazioni più belle dei romanzi di Jane Austen

Come si è arricchito Wentworth?

Il capitano Wentworth non aveva mezzi. Nella sua professione era stato fortunato, ma avendo speso con facilità quello che con facilità aveva guadagnato, non aveva accumulato nulla.

Ma era fiducioso che a breve sarebbe stato ricco; pieno di vita e di ardore, sapeva che presto avrebbe ottenuto una nave, e presto una posizione che l’avrebbe condotto a ciò che voleva.

Wentworth si arricchisce col comando della Laconia. Triste a dirsi, ma la ricchezza del capitano, che dipende dalla fortuna (Benwick infatti pur avendo lo stesso grado non ha altrettante ricchezze), deriva dal tipo di missione e dai risultati ottenuti.

il frontespizio dell’edizione illustrata Brock

Per dirla chiaramente, la fortuna di una nave era direttamente proporzionale al numero e al tipo di navi nemiche affrontate e vinte: il patrimonio si conquistava depredando i nemici (navi militari, ma anche mercantili). Il capitano otteneva gran parte del bottino, il resto veniva diviso fra i marinai in base a grado e valore.

“Ah! che bei tempi quando comandavo la Laconia! Come ho fatto soldi in fretta con lei. Un mio amico e io abbiamo piacevolmente incrociato insieme al largo delle Azzorre.

Povero Harville, sorella mia! Sai quanto avesse bisogno di soldi, molto più di me. Aveva moglie.

Che ragazzo straordinario! Non dimenticherò mai la sua felicità.

Ce la metteva tutta, soprattutto per amor suo. Avrei voluto averlo ancora con me l’estate successiva, quando ebbi di nuovo la stessa fortuna nel Mediterraneo.”

Persuasione, Volume primo, capitolo 8

 

 

https://it.wikipedia.org/wiki/Persuasione_(romanzo)

http://www.shmoop.com/persuasion/baronetage-symbol.html

http://www.antoniaromagnoli.it/write/titoli-nobiliari-inglesi/

https://it.wikipedia.org/wiki/Horatio_Nelson

I brani sono stati tratti dalla traduzione di Giuseppe Ieroli, per il sito Jasit.

http://www.jausten.it/persuasione.pdf

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