“La cattedrale del mare” di Ildefonso Falcones

“La cattedrale del mare” di Ildefonso Falcones

Recensione di Chiara Minutillo

La cattedrale del mare

“Saliamo sul’albero?” domandò Joanet, credendo che fossero i rami a attirare l’attenzione dell’amico.
“No”, rispose Arnau, mentre individuava un uccello cui affidare un messaggio per sua madre.
Cosa poteva dire alla Vergine Maria? Cosa si dice di solito, a una madre? Joanet alla sua non diceva mai niente; si limitava ad ascoltarla e annuire… o a scuotere la testa, ma, ovviamente, lui non avrebbe potuto sentire la sua voce e le sue carezze, pensò Arnau.
“Saliamo?”
“No!” gridò Arnau, smorzando il sorriso di Joanet. “Tu hai già una madre che ti vuole bene, non hai bisogno di spiare quelle degli altri.”
“Ma tu no”, gli rispose Joanet. “Se saliamo…”
… Che le voleva bene! Era quello che dicevano i figli a Guiamona. Dille così, uccellino, chiese in silenzio. Arnau lo vide volare in cielo. Dille che le voglio bene.
“Allora? Saliamo?” insistette Joanet, già aggrappato con una mano ai rami più bassi.
“No. Non ne ho più bisogno neanch’io…”
Joanet si staccò dall’albero e interrogò l’amico con uno sguardo.
“Anch’io ho una madre.”
“Nuova?”
Arnau esitò.
“Non lo so. Si chiama Vergine Maria.”

Arnau e Joanet, due bambini di otto e sei anni, amici per caso, fratelli per scelta.

C’è qualcosa che li accomuna nelle loro vite. Arnau non ha madre, ma, in compenso, ha un padre che lo ama al punto di aver ucciso per salvarlo. Al punto da essere diventato un servo fuggiasco.

Joanet, d’altro canto, ha una madre, anche se non l’ha mai vista. Però, può sentire la sua voce e le sue carezze, che provengono dalla finestra della prigione in cui è stata murata per adulterio. Joanet non ha un padre, o meglio, non sa chi sia.

Entrambi portano addosso il loro fardello di sofferenza.

Joanet, però, riesce a trovare in Bernat, genitore di Arnau, un padre. Mentre Arnau, nella genuinità dei suoi otto anni, si accontenta di trovare una madre a cui può parlare, ma di cui non può sentire il tocco o la voce.

Quando la incontra per la prima volta, Arnau rimane di pietra, esattamente come la statua che si trova davanti. Tuttavia, la sua fede è così forte, o forse lo è il suo desiderio di avere una madre, che gli pare di vedere la Vergine Maria mentre gli sorride.

Il luogo in cui è custodita la statua diventa, quindi, una meta quotidiana.

Diventa una base a cui tornare ogni giorno, per parlare, per sperare, per confidarsi. Un posto da amare è da difendere, perché la Vergine Maria è la madre di tutti.

“Tutte le chiese appartengono a qualche uomo!” sbottò Arnau. “Devo trovare una chiesa di donne; la Vergine Maria dev’essere lì.”
Joanet continuò a camminare con espressione assorta.
“Conosco un posto…” disse alla fine. “Sono tutte donne. È dove finiscono le mura, proprio sul mare. Lo chiamano…” Joanet fece uno sforzo per ricordare. “Lo chiamano Santa Clara.”
“Neanche quello è della Vergine.”
“Ma è pur sempre una donna. Sono sicuro che tua madre è con lei. Potrebbe forse stare con un uomo che non sia tuo padre?”

“La cattedrale del mare”, il primo libro di Ildefonso Falcones, è un romanzo storico ambientato in una Barcellona medievale.

Ogni vicenda della vita di Arnau ruota attorno alla costruzione della Cattedrale del Mare. È in quel cantiere che Arnau vede per la prima i volta i bastaixos, una confraternita di scaricatori portuali, estremamente devoti alla Madonna del Mare, alla quale devono il loro lavoro e la loro vita. È tra quelle mura in costruzione che Arnau diventa uno di loro.

“La cattedrale del mare” segue la vita di Arnau, da quando è solo un neonato fino a che diviene un bastaix, poi un soldato e un banchiere. Tuttavia, la vera protagonista di questo romanzo è la cattedrale stessa.

Santa Maria del Mar diventa un luogo in cui cercare conforto, protezione, amore e amicizia.

Le sue colonne forti e robuste sostengono volte che offrono riparo. Il suo enorme rosone offre luce in un mondo ottenebrato, fatto di guerre, rivalità, dispotismo, epidemie e persecuzione. È poi c’è lei, la Madonna del Mare, che tiene tra le braccia un bambino. Lo culla, lo protegge, gli dona amore. Ai suoi piedi c’è un’imbarcazione, simbolo della sua missione.

Leggere “la cattedrale del mare” è come partecipare alla costruzione Santa Maria del Mar. Ci sono momenti in cui la tensione non lascia scampo, i muscoli si irrigidiscono, come se stessimo trasportando un enorme macigno. Ci sono momenti in cui i lavori si interrompono, nonostante la narrazione prosegua. Eppure, ogni cosa sembra restare statica, perché si ha la sensazione che non tutto debba giungere per forza a una conclusione.

Il romanzo di Falcones fa arrabbiare, sorridere e piangere.

Sono molti i “perché?” che sorgono e non trovano risposta. Tutti quei “perché” a cui la storia non ha saputo dare spiegazione. Barcellona viene dipinta in tutta la sua drammaticità e vivacità. Il fascino del periodo più buio della storia umana viene restituito con poche e delicate pennellate di colore perché, nonostante tutto, “La cattedrale del mare” è un romanzo sulla speranza, la libertà e la fede.

“Se non è la cattedrale” intervenne Arnau indicando le alte colonne ottagonali, “che cos’è?”
“È la nuova chiesa che il quartiere della Ribera sta costruendo in segno di ringraziamento e di devozione a Nostra Signora la Vergine…”
Arnau sobbalzò.
“La Vergine Maria?” lo interruppe strabuzzando gli occhi.
“Naturalmente, ragazzo”, gli rispose l’uomo spettinandogli i capelli. “La Vergine Maria, Nostra Signora del Mare.
“E… dov’è la Vergine Maria?” domandò di nuovo Arnau, guardando il tempio.
“Lì dentro, nella chiesa minore, ma quando avremo finito, avrà il tempio più grande che sia mai stato dedicato alla Madonna!”
Lì dentro! Arnau non si fermò a ascoltare il resto: lì dentro c’era la sua Madonna. Di colpo, un rumore spinse tutti a alzare lo sguardo al cielo: uno stormo di uccelli si era alzato in volo dal punto più alto dei ponteggi.

SINOSSI

Barcellona, XIV secolo. Nel cuore dell’umile quartiere della Ribera gli occhi curiosi del piccolo Arnau sono catturati dalle maestose mura di una grande chiesa in costruzione. Un incontro decisivo, poiché la storia di Santa Maria del Mar sarà il cardine delle tormentate vicende della sua esistenza.
Figlio di un servo fuggiasco, nella capitale catalana Arnau trova rifugio e quella sospirata libertà che a tutt’oggi incarna lo spirito di Barcellona, all’epoca in pieno fermento: i vecchi istituti feudali sono al tramonto mentre mercanti e banchieri sono in ascesa, sempre più influenti nel determinare le sorti della città, impegnata in aspre battaglie per il controllo dei mari. Intanto l’azione dell’Inquisizione minaccia la non facile convivenza fra cristiani, musulmani ed ebrei… Personaggio di inusuale tempra e umanità, Arnau non esita a dedicarsi con entusiasmo al grande progetto della «cattedrale del popolo». E all’ombra di quelle torri gotiche dovrà lottare contro fame, ingiustizie e tradimenti, ataviche barriere religiose, guerre, peste, commerci ignobili e indomabili passioni, ma soprattutto per un amore che i pregiudizi del tempo vorrebbero condannare alle brume del sogno…

Autore: Ildefonso Falcones

Titolo: La cattedrale del mare

Editore: Longanesi

Anno edizione: 2010

Pagine: 642

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