“Cassetti e segreti” di Maria Cristina Sferra

“Cassetti e segreti”

di Maria Cristina Sferra

(Contest Amarcord)

cassetti e segreti

Mio nonno era un sarto da uomo e lavorava in casa.

La cucina, unico locale riscaldato della piccola abitazione, ospitava tutto l’occorrente.

Insieme alla stufa a legna, al tavolo da pranzo in formica con le sedie, alla credenza e al piccolo lavandino, c’erano una macchina per cucire a pedale, uno specchio molato appeso inclinato, un enorme tavolo di legno su cui lavorare e il filo da imbastire che penzolava perennemente, scendendo da un grosso rocchetto fissato al soffitto.

Il tavolone di legno aveva due cassetti giganti che contenevano alcuni strumenti del mestiere e altre piccole cose che, sosteneva lui borbottando, non erano di nessun interesse.

 

Quando ero bambina, l’assalto ai cassetti del tavolo da lavoro del nonno era uno dei miei passatempi preferiti.

Più lui mi vietava di aprirli, più cresceva il mio desiderio di farlo.

Così lo curavo, aspettando qualche raro momento di distrazione, per poter ficcare il naso nello scrigno dei suoi segreti.

 

A costo di sgridate solenni e a più riprese, riuscii a scoprire un rosario in una scatoletta, vecchie monete e monetine di poco valore, immaginette dei santi, un logoro mazzo di carte, qualche cianfrusaglia, alcune foto osé di pin-up dell’epoca ben nascoste sotto i campioni di stoffe.

Ma c’era anche dell’altro che ancora non sapevo.

 

Un bel giorno arrivò un cliente a provare l’abito che il nonno gli stava confezionando.

Come era d’uso, l’ospite venne fatto accomodare nel salotto, non certo in cucina.

Finalmente, insieme al distinto signore, era arrivata anche una buona occasione per continuare, indisturbata, la mia esplorazione dei cassetti.

 

Rovistando con cura fino in fondo, trovai un involto di carta velina, lo aprii e scoprii che conteneva una serie di cartoline con foto d’epoca raffiguranti coppie di innamorati o belle fanciulle dalle gote rosee.

Incuriosita, le girai e lessi quel che era scritto dietro.

Rimasi un po’ delusa nel vedere che si trattava di semplici saluti che i miei nonni si spedivano quando erano fidanzati, nient’altro che rispettosi e distaccati pensieri in punta di penna di due giovani distanti tra loro una decina di chilometri. Di più non si poteva fare, a quei tempi.

 

Ma lo stupore fu enorme quando scoprii che i francobolli erano stati scollati e sollevati con cura, in alcuni punti persino strappati, per scoprire i messaggi che in quel minuscolo spazio erano stati nascosti. Tutti i baci taciuti, tutti gli abbracci promessi, tutte le dichiarazioni d’amore si trovavano lì. La storia intima dei miei nonni sotto un quadretto di carta.

 

Allora riposi il pacchetto dove lo avevo trovato e conservai il loro segreto.

Ora conservo le loro cartoline, insieme all’infinita tenerezza per avere, un giorno lontano, scoperto l’animo romantico di quel brontolone di mio nonno.

 

21 gennaio 2017

Maria Cristina Sferra

Maria Cristina Sferra, giornalista professionista e graphic designer. Insaziabile lettrice, scrive per lavoro e per passione. Autrice indipendente, ha pubblicato il romanzo “A mezzogiorno del mondo (una storia d'amore)”, la silloge poetica “Il soffio delle stagioni”, la raccolta di racconti rosa "L'amore è una sorpresa".

4 commenti:

  1. Quanta emozione sai dare. Un bacio ed il piu’ tenero infinito abbraccio.

  2. Mi associo al commento del tuo papà…
    Ti abbraccio Forte

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