“Giulia, una donna fra due papi” di Silvia Lorusso

“Giulia, una donna fra due papi” di Silvia Lorusso

Recensione di Carolina Colombi

Giulia, una donna fra due papi

Romanzo storico, Giulia una donna fra due papi è affresco di vita rinascimentale.

È con sapienti e leggere pennellate che la scrittrice illustra un’epoca storica violenta e dominata da una smisurata brama di potere da parte degli uomini.

Nonostante il Rinascimento sia stato periodo artisticamente fecondo, che ha lasciato un segno importante nei secoli a venire.

È il 1503 quando Rodrigo Borgia, uomo potente fra i potenti, muore.

Ed è in quel momento che Giulia Farnese, soprannominata la “bella” per i suoi lineamenti fini e per i suoi capelli di grano, deve raccogliere i pezzi della sua giovane vita.

E da lì ricominciare.

Ma prima di allontanarsi da Carbognano, Giulia affida ricordi e pensieri alla sua fresca e sottile penna.

E lo fa, indirizzando le sue riflessioni a Lucrezia Borgia, sua amica e confidente, e figlia dello stesso cardinale.

“Ricordi Lucrezia? Nonostante avessimo solo cinque anni di differenza… voi, per un sacco di tempo mi avete chiamato zia!”

Giulia ricorda i suoi quindici anni, quando per la prima volta ha incontrato il Borgia, uomo spregiudicato, che pur di approdare al soglio pontificio non ha badato a nulla e a nessuno.

Sviluppato su differenti piani temporali, in Giulia, una donna fra due papi si assiste a un’alternanza di passato e presente.

A emergere è soprattutto la figura di questa giovane a cui non è stata data la possibilità di scegliere.

Perché vittima di un destino scritto da altri.

Ritratto di donna del Cinquecento, Giulia Farnese accetta con difficoltà il ruolo in cui la sua epoca la costringe.

Epoca in cui le donne erano strumenti nelle mani di coloro che, senza scrupoli, ne facevano oggetto di mercificazione.

Nel contesto di cui si racconta è il fratello Alessandro, futuro papa Paolo III, ad affidarla al cardinal Borgia, affinchè soddisfacesse i suoi appetiti carnali.

Giulia fa memoria del suo passato, dei sentimenti provati in quei giorni lontani: paura, nostalgia, desiderio di mettere fine alla sua storia clandestina col Borgia, e poter riabbracciare il marito Orso Orsini.

Ed è attraverso parole, delicate ma precise, che in questo bel romanzo evocativo, la nobile mette a nudo la propria anima.

“Giulia si sorprese a sentire il suono della propria voce infrangere il silenzio della stanza. Lacrime copiose le rigarono il viso.”

La giovane, dalla bellezza sfolgorante e di nobile lignaggio, ha sofferto.

È stata ferita dalle umiliazioni a cui è dovuta sottostare, ma non ha ceduto alla debolezza, non si è lasciata sopraffare dalla sofferenza.

La sua mente è rimasta libera, libera di pensare, salvando in questo modo la propria dignità.

Nelle sue lettere Giulia descrive una realtà che non le appartiene, pur essendone stata protagonista indiscussa e criticata.

Realtà dove l’intreccio fra gli uomini, assai discutibile, era parte di quel mondo: ricatti, meschinità di una società governata soltanto dai maschi e dove le donne non avevano alcuna voce.

“Ricordo come se fosse ieri gli sguardi indagatori alla presentazione ufficiale della mia bambina Laura figlia di Orso Orsini e Giulia Farnese.”

Ma nelle missive di Giulia non solo intrighi di palazzo e racconto di un periodo di instabilità, di lotte intestine, che hanno portato il Borgia a diventare papa.

Anche riferimenti ben precisi alla condizione delle donne della sua epoca, a cui erano preclusi gli studi, così come la consuetudine dei tempi voleva.

Ma la giovane Farnese ha trovato nella scrittura un mezzo per liberarsi dagli abusi subiti.

E nel romanzo, la scrittura si fa tramite per condurre il lettore a visitare un’epoca lontana.

Lontana ma vicina per l’empatia che suscita la figura di Giulia: vivida e moderna.

Il ritratto che erompe dall’abile e sciolta scrittura dell’autrice, è quello di una donna dei nostri tempi.

È appropriato quindi, definire Giulia, una donna fra due papi testo di assoluta attualità.

Perché specchio del passato si fa anche immagine del presente.

A tutt’oggi infatti, sono ancora molte le donne vittime della loro condizione femminile.

E nella narrazione, così ben esplicitata da Silvia Lorusso, il genere femminile può trovare un po’ di sé e dei propri travagli quotidiani.

E riconoscersi nella battaglia intrapresa da Giulia Farnese per non cedere alla alienazione.

Perché il messaggio, che con forza evince dal romanzo, è soprattutto uno: occorre lottare per mantenere intatto il proprio sentire, la fede in sé e difendere la propria autenticità.

Raccontato con un registro elegante, nonostante l’incisività delle parole, Giulia, una donna fra due papi, permette al lettore di calarsi nei fatti di cui la scrittrice si è fatta portavoce, generando un libro coinvolgente dalla prima all’ultima parola scritta.

Oltre che a presentare i personaggi come realmente erano in quell’epoca lontana.

Ed è proprio in ciò che si cela il fascino di un romanzo storico.

Giulia, una donna fra due papi

Giulia, una donna fra due papi è romanzo storico

 

Sinossi

Finalmente dietro la storia della Sponsa Christi, appare la donna: Giulia Farnese. Un ritratto inedito e profondo di una figura femminile al centro di intrighi e trame di potere, che non si è sottratta al proprio destino, ma l’ha voluto vivere da protagonista e non da vittima. Bella, elegante, raffinata, questo ritratto le restituisce quella intensa umanità, che nessuno degli uomini che la possedevano, per folle desiderio, diritto familiare e amore coniugale (il cardinale e poi papa Rodrigo Borgia, l’ambizioso fratello Alessandro, il marito per procura Orsini) le poteva togliere.

Scheda libro – Giulia, una donna fra due papi

Titolo: Giulia, una donna fra due papi
Autore: Silvia Lorusso
Genere: Narrativa storica
Edizioni: Parallelo45
Anno di pubblicazione: 2015

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Un commento:

  1. Grazie Carolina Colombi, hai colto perfettamente lo spirito del mio romanzo 🙂

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