“Uno strano destino a Miciopolis” di Liliana Sghettini

“Uno strano destino a Miciopolis”

Testi di Liliana Sghettini – Illustrazioni di Francesca Di Nardo

Recensione di Ilaria Biondi

MiciopolisSono cresciuta in una casa di campagna, circondata da un grande prato.

Ogni ricordo della mia infanzia è associato a immagini soavi.

Colorate e profumate di genuinità.

I fiori che la mia mamma coltivava con passione.

Le verdure che crescevano floride nell’orto, sfidando la perenne penuria di acqua.

E, soprattutto, le voci dei tanti animali che affollavano il cortile.

Un coro allegro e sbarazzino, che riempiva le lunghe giornate estive e le interminabili notti d’inverno.

Una Babele sgangherata, nella quale anche Pippi Calzelunghe si sarebbe di certo trovata a suo agio!

La pecora Nerina.

Le caprette tibetane.

Le oche con il loro starnazzare stridulo e chiassoso.

Il corteo delle galline.

Le anatre con i loro piumosi cuccioli.

I buffi conigli.

I vitellini dei nonni, che mi succhiavano la mano grassoccia.

Li amavo tutti, indistintamente.

Ma le mie ore bambine appartenevano in particolare al cane Lola e al gatto Fufi, che vivevano in casa con noi, scaldandosi al calore della stufa e reclamando le nostre attenzioni.

Fufi viveva in simbiosi con me e non saprei immaginare quei giorni lontani senza la sua birichina presenza al mio fianco.

Leggere la fiaba Uno strano destino a Miciopolis è stato pertanto, per me, come tornare a casa.

Ho sofferto, insieme a Pacifico, al suo nonno e alla piccola Serena per le leggi insensate che gravavano, come nube polverosa, sulla vivace cittadina.

Ho gioito, insieme a loro, del ritrovato affetto.

Dell’abbraccio di arcobaleno e coccole che ha spazzato il cielo grigio, riportando l’azzurro e il sole.

Un microcosmo, quello di Miciopolis, che attraverso la lente straniante della più viva e tenera Fantasia, rispecchia vizi e virtù del nostro quotidiano vivere.

La stoltezza degli adulti, che spinti dalla paura e dalla presuntuosa convinzione di essere i supremi depositari del Vero e del Giusto, impongono divieti irrazionali passibili di produrre gravi conseguenze.

La saggezza dei piccoli e dei vecchi, che con la loro purezza di sguardo – non ancora o non più annebbiato dalle sovrastrutture che attanagliano e soffocano l’età di mezzo – sanno andare oltre.

Oltre i timori e i pregiudizi.

Oltre le chiusure e le differenze.

Animati da uno stupore rivoluzionario che scorge, con cuore trasparente, i limiti ciechi e irragionevoli della mente.

Il solo “strumento” al quale si affidano e nel quale confidano i grandi, per farsi guidare e consigliare nell’intricato e spinoso sentiero della vita.

“Pacifico era un micetto affettuoso e adorava ascoltare le storie di Nonno Nerone, che raccontavano di tempi lontani in cui i gatti erano animali domestici.

Il nonno in gioventù si era opposto a quella legge ma non era servito a nulla se non a causargli parecchi problemi con le autorità gattesche e con la sua famiglia che, da allora, non incontrava quasi più.

Incontrava volentieri invece il nipotino Pacifico che sembrava somigliargli molto.”

La comunità degli uomini.

La comunità dei gatti.

Due mondi che hanno imparato a convivere pacificamente.

Ma che sono separati da un muro invisibile, tenace e impietoso di reciproca diffidenza.

Solo il ponte gettato da Pacifico, Serena e il nonno Nerone scavalcherà il vuoto, annullando le distanze tra queste due isole caparbiamente rinchiuse su se stesse.

Un dialogo che si riannoda.

Di parole.

Di cuori.

Di affetto.

Di calore.

Per non interrompersi più…

Il gattino Pacifico e la piccola Serena, dopo essersi “annusati” e aver assaporato la dolcezza delle coccole che si sono furtivamente scambiati, scoprono di non potere più fare a meno l’uno dell’altra:

“Pacifico, frastornato, scappò via, pur avendo un chiodo fisso nella mente: il calore ricevuto dall’abbraccio di Serena. […]

Durante la notte fece un bellissimo sogno: correva allegramente in giardino con la sua padroncina e dormivano accovacciati l’uno accanto all’altra.”

Le parole di Liliana Sghettini e le immagini di Francesca Di Nardo raccontano, con poesia di semplice, limpida e assoluta bellezza, un istinto primordiale, che spesso come adulti non teniamo nella debita considerazione: la naturalezza con la quale i bambini si avvicinano al mondo degli animali, il bisogno insopprimibile dei piccoli di entrare in contatto con quelli che possono diventare dei meravigliosi e insostituibili compagni di crescita.

Senza volermi addentrare in un ambito nel quale non ho le necessarie competenze professionali, mi permetto tuttavia di notare quanto la convivenza con un animale, come è ormai noto, consenta di sviluppare nel bambino senso di responsabilità, rispetto e attenzione verso gli altrui bisogni.

L’amico a quattro zampe diventa inoltre una presenza affettiva solida e costante, che trasmette al bambino un profondo senso di sicurezza.

“La malattia che si era diffusa in città era solo frutto della mancanza di affetto alla quale le due razze si erano stupidamente condannate, si trattava di solitudine!!!”

 Il discorso potrebbe poi essere esteso alla Pet Therapy e alle sue positive ripercussioni, come ausilio nell’educazione e riabilitazione di bambini che soffrono di alcuni disturbi e patologie come l’autismo.

Miciopolis.

Uno scrigno prezioso che solletica la curiosità e nutre le emozioni dei più piccoli.

Un’avventura condita di allegria e tenerezza che strizza l’occhio anche ai lettori più grandi, offrendo loro stimolo e spunto di riflessione su una questione vitale come il rapporto tra uomo e animale.

Miciopolis.

Una danza di parole che, come farfalle allegre, volteggiano nel vento della Fantasia, posandosi con le loro ali leggere sui pensieri dei bambini.

Uno sboccio di colori, di pelo morbido e arruffato, di sorrisi e soffici smorfie: come resistere a queste illustrazioni, che carezzano come dolcissime fusa?

Mi sia consentito di fare un plauso alla casa editrice Il Temperino Rosso, che con coraggio e amore autentico per i buoni libri, scommette su giovani talenti come la scrittrice Liliana Sghettini e l’illustratrice Francesca Di Nardo, il cui sodalizio luminoso ci regala con Miciopolis un’opera prima di raro valore.

Come recita il titolo dell’opera grandiosa di Donatella Bisutti, “la poesia salva la vita”.

Così come lo fanno, mi permetto di aggiungere, i vecchi, i bambini, gli animali e le belle storie…

Sinossi

Gatto Artemio e la sua famiglia vivono in una ridente cittadina dove abitano anche seri e laboriosi esseri umani.
Uno dei suoi cinque cuccioli, Pacifico, è un gatto molto dolce e affettuoso e non si accontenta di condurre una vita “gattesca”, vorrebbe avere una padroncina che lo accolga in casa. Peccato che a Miciopolis vige una ferrea legge che vieta ogni rapporto tra uomini e gatti a causa della loro DIVERSITÀ. Riuscirà Pacifico a realizzare il suo sogno?

Titolo: Uno strano destino a Miciopolis
Autore: Liliana Sghettini (Illustrazioni di Francesca Di Nardo)
Genere: Fiaba
Editore: Temperino Rosso
Anno edizione: 2016
Pagine: 24

Link d’acquisto:

https://www.amazon.it/dp/B01N337MKU/ref=sr_1_1?ie=UTF8&qid=1486399015&sr=8-1&keywords=miciopolis

 

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