“La spia” di Paulo Coelho

“La spia” di Paulo Coelho

recensione di Caterina Stile

spia

“Come potevo essere esattamente me stessa, se non sapevo esattamente chi ero?

La ballerina partita alla conquista dell’Europa? La moglie umiliata delle Indie Orientali?

L’amante dei potenti?

La donna definita un'”artista volgare” da quella stampa che, poco prima, l’ammirava e l’idolatrava?”

Questa è Mata Hari.

Una donna che ha fatto della sua femminilità un’arma per la libertà, pagandone il prezzo con un’accusa ingiusta e una condanna a morte.
La sua storia prende forma dalle sue stesse parole: una lunga lettera scritta mentre è in carcere ad attendere il plotone d’esecuzione.
Mata Hari va incontro alla morte con la dignità che l’ha caratterizzata per tutta la vita, stendendo prima un resoconto delle sue azioni, scavando a fondo dentro se stessa con la consapevolezza di non riuscire a trovare altra colpa che non un amore incondizionato per la vita e la libertà di espressione anche attraverso il corpo.

È concreta la sua analisi, impregnata di quell’amarezza di chi si sente abbandonata da tutti, compresi gli uomini più potenti ai quali si è concessa senza pudori.

Sono gli stessi che ne hanno fatto prima uno strumento di piacere, poi un capro espiatorio, un simbolo della lotta “giusta”, pur sulla base di supposizioni e non di prove.

Mata Hari non rinnega il suo passato, non lo disdegna anche se scrive:

“passo la vita tormentata da incubi di cui sono l’artefice”.

Accetta il suo destino, brutalmente forzato, consapevole di morire non per l’accusa di spionaggio, ma per aver sfidato le consuetudini puritane di una Francia che non era pronta a tanto.

Nel suo ultimo romanzo, La spia, edito nel 2016,  Paulo Coelho riesce ad addentrarsi nei meandri della mente di donna e non di una donna qualunque ma di una Giovanna d’Arco, vittima di una giustizia strumentalizzata.

Vittima della sorte o carnefice del suo destino dunque?

L’autore scrive nelle ultime pagine di essersi attenuto ai fatti storici riportando diverse “confessioni” di ufficiali e avvocati che hanno presenziato al processo e che dichiarano l’assoluta inesistenza di prove confutabili per la sua condanna.
A prescindere dai fatti storici, la penna di Coelho giustifica irrimediabilmente la sua protagonista facendosi scudo dietro una confessione femminile fatta di momenti di ingenuità poco credibile, di speranze disattese, di illusioni fatiscenti.

Uno stratagemma ben riuscito grazie all’esperienza dell’autore anche se a tratti l’ago della bilancia pende un po’ troppo da una parte togliendo credibilità al personaggio.

Di fronte a una condanna ingiusta non si può giustificare ogni azione: Mata Hari è riuscita a scardinare le regole che vedevano la donna come moglie e madre utilizzando il proprio corpo.

Altre donne sono riuscite nello stesso intento attraverso sofferenza e lotte che non hanno garantito loro gli agi e le ricchezze di cui lei si è circondata.

Idealizzata in cerca di una sorta di riscatto, nel romanzo Mata Hari resta una donna piena di dignità perfino di fronte alla morte:

“Danzerò. Farò risuonare nella mia mente mille note musicali
e muoverò il corpo seguendo i diversi ritmi. Ancora una volta, avrò coscienza di chi sono: una donna libera!”

Sinossi

Parigi, prigione di Saint-Lazare, 1917. Una donna attende con fierezza il proprio destino. Ha un solo desiderio: che sua figlia sappia la verità, che non creda ad altri che a sua madre.

E così prende carta e penna per raccontarle la sua vita avventurosa e controversa.

Lei è Mata Hari, la donna più desiderabile e desiderata del suo tempo: ballerina scandalosa, seduttrice infallibile degli uomini più ricchi e potenti, capace di diventarne cortigiana, amante e fidata confidente; e, forse per questo, di suscitare gelosie e invidie nelle donne e mogli dell’aristocrazia parigina.

Lei è la donna dai molti nomi: Margaretha, il nome di battesimo; Mrs MacLeod, come la chiamavano a Giava; H21, il nome in codice che i tedeschi le avevano attribuito durante la guerra.

Il passato di Mata Hari è oscuro, il suo presente sempre pericoloso: ha dedicato la sua vita alla libertà e al desiderio, ha sfidato i pregiudizi della società, e ora sconta l’accusa infamante di spia.

La sua unica colpa: essere una donna libera.

Paulo Coelho torna con uno straordinario ritratto di donna, un romanzo d’avventura e di formazione, frutto di una ricerca basata su documenti inediti, ma condotta con lo sguardo del narratore che, nella vita di Mata Hari, coglie un messaggio di straordinaria attualità per le donne e gli uomini di oggi.

Titolo: La spia
Autore: Paulo Coelho
Edizione: Sant Jordi Asociados, 2016
Link d’acquisto:

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Emma Fenu

Nata e cresciuta respirando il profumo del mare di Alghero, ora vivo, felicemente, a Copenhagen, dopo aver trascorso un periodo in Medio Oriente.

Sono Laureata in Lettere e Filosofia e ho, in seguito, conseguito un Dottorato in Storia delle Arti.
Scrivo per lavoro e per passione.
Mi occupo da anni di storia delle Donne, critica, letteratura al femminile e iconografia di genere; tengo un corso di scrittura creativa; recensisco libri, intervisto scrittori; organizzo e partecipo ad eventi culturali; gestisco siti e blog dedicati al mondo della cultura, fra cui “Cultura al Femminile”.

Ho pubblicato un saggio, “Mito e devozione nella figura di Maria Maddalena”, un romanzo – inchiesta, “Vite di Madri. Storie di ordinaria anormalità”, sul lato oscuro della maternità, racconti, fiabe e poesie e una saga familiare, “Le dee del miele”, che si snoda in una Sardegna intrisa di mito e memoria, dove sono le donne le custodi della vita e della morte. Scrivo fiabe, racconti e collaboro per varie antologie.

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