Il piacere

Il piacere

di Marina Fichera

Senza nulla togliere al famoso testo dannunziano vorrei parlarvi del piacere. Ma non quello che proviamo se mangiamo una tavoletta di squisito cioccolato fondente svizzero o se facciamo “simpatici giochini da adulti”.
Voglio parlare dell’espressione usata dalle persone quando si incontrano per la prima volta: “Piacere di conoscerla!”.

Questa espressione in italiano è di sovente abbreviata al solo “Piacere!“, accompagnata da una vigorosa – tra gli uomini si improvvisa una gara a chi stringe di più, confessate… – e rapida stretta di mano e dallo sguardo dritto negli occhi dell’altro. Se proprio vogliamo fare i sofisticati possiamo sempre sfoggiare un “Molto lieto!”, espressione ormai un po’ desueta, che fa sempre il suo bell’effetto shabby chic.

Di tono completamente diverso il saluto in Francia: “Enchantée”. Incantato? E di cosa? E io perché dovrei esserlo a mia volta? Forse, visto che i francesi si considerano tutti grandi tombeur de femmes, non puoi che essere anche tu incantata alla loro conoscenza? Peccato che poi ti offrano una mano molliccia e allora è come se l’intera collina di Montparnasse implodesse su se stessa, un vero disastro. Ah, le chat mort!

Anche gli spagnoli sono su questa linea da piacioni, non discostandosi dal francese con il loro “Encantado”. Però almeno sono più vivaci nel porgere la mano. Olè!

I giapponesi dicono “Hajimemashite” e si inchinano per un tempo variabile tra pochi istanti e infiniti minuti. Uno davanti all’altro si porgono reciprocamente il biglietto da visita e mi raccomando che sia tenuto saldamente con le due mani! Tutto molto formale, tutto molto giapponese.

In Botswana non so come si dice, ma nel saluto tradizionale la mano destra si porge mettendo la mano sinistra sotto il gomito destro. In questo modo dimostri di non essere un disonesto che saluta con la destra e ti frega il portafoglio con la sinistra. Geniale! Anche in Nepal fanno esattamente lo stesso gesto, ma quando ti porgono qualcosa, soprattutto soldi.

In tedesco il “Piacere” è lungo come un trattato di filosofia: “Freut mich, dich kennenzulernen” naturalmente accompagnato da una virile stretta di mano e una bella birra bionda.

Prosit!

In cinese mandarino “Hen gaoxin renshi ni” è traducibile letteralmente con “Molto piacere di conoscerti”. Tremila anni di cultura e neanche un minimo sforzo di fantasia in questa circostanza. Che delusione…

Ma il top per me sono gli anglosassoni. “Nice to meet you!” cioè una cosa tipo “Fico incontrarti!” è senza dubbio uno dei saluti più informali e divertenti che ci siano. Se poi siete in USA anche una bella pacca sulla spalla destra non vogliamo negarla a nessuno. Gimme five!

Ma poiché gli anglosassoni sono sia anglo che sassòni (leggasi grandi sassi) c’é il rovescio della medaglia: “How do you do”. Il saluto più assurdo del mondo. Come lo traducete? In romanesco potrebbe essere “Aò, che stai a fà?” oppure “Come te butta?”. Peccato che questa forma sia una delle più formali al mondo, da regine, non da coatti!

Insomma, tutto il mondo è paese, ma credo che la sintesi sia semplice. Conosciamoci, guardiamoci negli occhi con rispetto e senza timori, con chiunque. E il nostro conoscersi non potrà che essere un piacere, perché l’incontro con l’altro è una delle esperienze migliori che ci sia dato fare!

2 commenti:

  1. Bella, spiritosa, vera nella sua leggerezza!
    Piacere di conoscerti, Marina.

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