Ungaretti pittore di anime

Ungaretti pittore di anime

di Antonia Romagnoli

ungaretti

Giuseppe Ungaretti
da Flikr

Oggi nasceva nel 1888 Giuseppe Ungaretti.

Non è quel tipo di poeta che a scuola ti fanno amare, è un po’ come un improvviso scoglio che incontri nel percorso di Italiano. Tu vai con la tua barchetta nelle acque tranquille della poesia e arrivi al Novecento, scontrandoti con il suo ermetismo che subito stride sul legno della tua traballante imbarcazione.

Via tutto quello che credevi di aver capito, la metrica, la forma, la poetica, il ritmo quieto dei grandi romantici che a suon di figure retoriche e rime ti aprivano pian piano la strada alla comprensione, mentre un buon professore, remando con te, pareva condurti al porto sicuro.

ungaretti nolde

Emile Nolde, 1930, mare con barca a vela.
Un quieto tramonto, colori che come belve aggediscono l’animo. E tutto si destabilizza, e la bellezza ferisce.

D’improvviso, bang, arriva lui, una noce piena di dolore, che se rompi quel guscio, stretto e avaro, dei suoi versi, ti riversa in grembo un gheriglio amaro, fatto quelle visioni che mai mai mai vorresti avere negli occhi.

Quelli di Ungaretti sono gli occhi di un giovane vecchio, invecchiato con l’orrore della guerra.

E tu a scuola sei giovane, troppo, per voler far tuo quel suo pensiero vegliardo.

Poi cresci, e lo ritrovi, per caso, magari sui quaderni dei tuoi figli che come te, un tempo, lo congedano sbrigativamente con un “non si capisce niente”.

ungaretti

L’attesa, Felice Casorati.
L’anima mia attende il signore più che le sentinelle l’aurora (sal. 129).
Ungaretti dipinge l’anima che anela a un Assoluto che sembra aver dimenticato la sua creatura. Un Assoluto che si fa vuoto. (Imagine flikr)

Anche la loro barchetta urta lo scoglio, anche loro se ne allontanano disgustati.

Ma tu no. Tu, per un attimo, butti gli occhi in quell’abisso e lo comprendi. Anche te, pur senza guerre, la vita ha reso, nel frattempo, vegliardo: e tutto a un tratto Ungaretti ti entra dentro, e poco importa se non capisci, se quei versi fatti di pennellate fulminee non risultano, come vorresti, di immediata comprensione.

Come un quadro, la sua poesia si fa emozione. Non sai come, ma senti che anche la tua anima è rappresentata in questo dipinto.

ungaretti impressionista

Monet, Lavacourt sotto la neve, 1881.
La realtà perde consistenza e si fa luce e impressione.

Ungaretti, pittore di anime, a tratti impressionista come un dolce Monet, altre espressionista con la violenza di Nolde. Dipinge la sua, di anima. E pure la tua.

Una cosa che sto imparando, proprio giocando con l’arte Ottocentesca, da profana quale sono in tutti i campi artistici e letterari:  quanto è vero che “non si vede bene che col cuore”, come diceva il papà del Piccolo Principe.

Il cuore è ciò che ci permette di vedere davvero un dipinto. E anche la poesia.

ungaretti e medardo rosso

Medardo Rosso, ecce puer (galleria Ricci Oddi, Piacenza): la corporeità nasce dalla luce.
Come un sasso levigato dall’acqua, anche l’anima esce levigata dal male inevitabile della vita. Ma quanta bellezza in queste forme!

Forse a Ungaretti piacerebbe che di fronte ai suoi versi diventassimo anche noi come sassi nel fiume, ci lasciassimo levigare dalla sua parola, lasciandola scorrere su di noi senza pensare.

E la forma, e la poetica, e la tecnica?

Questi sono i colori, questi sono i pennelli, queste sono la trementina e la tavolozza.

E noi? Facciamoci tela, lasciamolo dipingere. Lasciamo che per una volta l’anima ascolti e si lasci cullare.

ungaretti - sereno - il silenzio di DIo

Van Gogh, Notte stellata.
Un concerto di stelle vive. il canto dell’universo, o il silenzio di un divino che non sa più incarnarsi?

Sereno

Dopo tanta

nebbia

a una

a una

si svelano

le stelle

Respiro

il fresco

che mi lascia

il colore del cielo

Mi riconosco

immagine

passeggera

Presa in un giro

Immortale

 

Il mio blog www.antoniaromagnoli/write

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