“Il viaggio della strega bambina” – di Celia Rees

“Il viaggio della strega bambina” – di Celia Rees

Recensione di Lisa Molaro

Il viaggio della strega bambina

L’autrice, Celia Rees, ci porta indietro nel tempo e ci presenta Mary: la strega bambina.

Delle dita sapienti e curiose, scorrono la cucitura di una trapunta di epoca coloniale.

Le pezze di stoffa, unite insieme, si sono fatte scrigno prezioso dentro cui nascondere l’anima e il cuore, le speranze e le paure. La testimonianza dei passi fatti sulla Terra madre: ‘le carte di Mary’, una specie di diario composto da annotazioni redatte al lume di una candela o al bagliore della fiamma tremula di un falò in mezzo alla foresta.

A scucire la coperta, a scardinare lo scrigno, è Allison Ellman.

Febbraio 2017, il mio viaggio di lettrice ha inizio.

Marzo 1659, si chiama Mary e inizia a parlarmi di sé.

Il diario, scritto ovviamente in prima persona, mi catapulta immediatamente indietro nel tempo, rendendomi spettatrice infelice di un momento storico pieno di paura e vigliaccheria: in Inghilterra le dita puntano volti, bisbigliano inganni, temono sotterfugi e senza esitazione incrociano maglie di ferrea trappola.

Le grida si scagliano, contro nuvole di libertà, mosse dalla troppa, presunta, saccenteria.

Rubini inanellano dita congiunte sopra la Bibbia.

“Non lascerai vivere colei che pratica la magia” Esodo, 22, 17

Occhi ingenui di una bambina senza madre né padre.

Occhi ingenui dell’innocenza che, insieme alla nonna, divide una piccola casetta, di legno, al limitare della foresta.

I suoi piedi affiancano aiuole d’erbe aromatiche e non solo. Tripudio di alchimia e beltà di vista.

I suoi occhi hanno visto le loro giacche nere e i loro cappelli alti, simili a campanili. Le sue orecchie hanno udito e forse le mani hanno tremato.

Le hanno portato via la nonna, troppi bisbigli e troppe accuse le facevano da prigione prima ancora che vi finisse realmente.

Lunghi spilloni acuminati le punsero la pelle alla ricerca di quel punto, iniquo, da cui non poteva uscire sangue, quel piccolissimo foro che credevano rivelatore, esangue, del demonio affamato.

Non lo trovarono.

Nuda la verità di fronte alla sporca infamia.

L’hanno legata a gambe incrociate, con l’alluce destro legato al pollice sinistro e viceversa, e così l’hanno gettata nel fiume.

Dal fiume alla piazza, dopo una condanna definitiva.

Il cielo trema, sagome scure si delineano su un palco di chiaro legno, tre persone si escludono da tutto.

Il viaggio di Mary, la strega bambina, ha inizio.

“In città vivono nove streghe, tre vestite di lana, tre vestite di stracci, tre del miglior velluto…”

Ben era stata istruita dalla nonna su come comportarsi in pubblico per non suscitare mai dubbi o fomentare l’ignoranza di ascoltatori affamati di roghi e condanne.

Una donna buona, ben vestita, ricca e potente, si mette sul suo cammino per poi da lì, rinegarsi subito alla sua vita.

Grazie al suo aiuto Mary scappa, aggregandosi a dei puritani separatisti, che volevano tenere ardente la fiamma del loro credo.

Dalla padella alla brace?

In nome di Dio.

America, lì ora si sarebbe diretta amalgamandosi a preghiere e colori scuri.

Restrizioni, mare mosso, soffio fetale, miracolo? Stregoneria? Polli, ratti e una moneta spezzata a metà.

Traversata, scrittura, divieto.

Paura, dubbio, sospetto, amicizia.

Salem, 1660.

Il reverendo ha potere religioso e civile.

Mary viene presa, fin dall’inizio del viaggio, sotto l’ala protettrice di una signora che cura con le erbe e aiuta a partorire.

Il reverendo è un falco che aguzza la vista; un setter inglese che annusa l’aria cercando l’odore di bugia e di tradimento.

Foreste, foglie, alberi, luna, lupi, indiani, spiriti, erbari.

“Fisserò un luogo a Israele, mio popolo, e ve lo pianterò perché abiti in casa sua e non sia più agitato e gli iniqui non lo opprimano come in passato…” Secondo libro di Samuele

Celia Rees, con una scrittura fluida e abbondanza di dettagli, mi ha intrappolata, indignata, affascinata, rapita, con le parole di questo diario.

Un romanzo storico che fa riflettere su quanto l’ignoranza generi paura e la paura generi catastrofi e distruzione di onestà.

Può la libertà di coscienza, tremare e fuggire come una ladra? La risposta è scontata, lo so, ma ciò non significa che si debba smettere d’indignarsi e di riflettere.

Il presente ha memoria.

Il marchio di “strega” è il diverso da incolpare per ciò che non si capisce.

Dialogare con la natura, con il cielo, con gli spiriti che si fanno involucro carnale attraverso gli animali. Dialogare con l’energia universale.

Preparare intrugli, odierne tisane, ascoltare il silenzio o riempirlo di parole indiane, pronunciate dentro una caverna nascosta alla vista dei bianchi.

Alla gogna l’anormale, che spaventa e sfida Dio con la sua irriverenza!

“Dicono che sono pagani, figli di Satana, che dobbiamo confidare in Dio perché ci guidi attraverso il deserto, come fece Mosè”

“Viaggio della strega bambina” è un romanzo storico che consiglio caldamente perché, in definitiva, è coinvolgente, ricco, potente e importante da leggere.

Io presto leggerò il seguito: “Se fossi una strega” pubblicato sempre dalla Salani Editore.

A voi buona lettura, a voi buon viaggio.

Lisa.

Sinossi:

“L’hanno rinchiusa in prigione per più di una settimana.

Prima l’hanno fatta camminare a passo di marcia, su e giù, su e giù in mezzo a loro, per un giorno e una notte, finché non è più riuscita nemmeno a zoppicare, tanto aveva i piedi gonfi e sanguinanti.

Non avrebbe confessato.

Così hanno deciso di dimostrare che era una strega”.

Le pagine di un diario sono cucite dentro una trapunta.

Una trapunta che giace indisturbata per oltre trecento anni, finché non viene aperta per essere pulita, e allora dalle sue pieghe cade una storia forte ed emozionante.

La storia di Mary, nipote di una strega.

Quando la nonna di Mary viene condannata a morte per stregoneria, Mary scappa per sfuggire allo stesso destino, prima nella campagna inglese e poi su una nave per l’America, dove spera di trovare una nuova casa, un luogo dove essere una persona nuova.

Scopre però che non è facile fuggire e presto cade vittima di superstizioni e sospetti che potrebbero farle subire lo stesso fato di sua nonna.

Mary è decisa a non farsi calpestare, torturare e uccidere per un crimine immaginario come la stregoneria.

Uno sguardo femminile sul mondo, una storia narrata con grande vividezza, come una ripresa cinematografica.

Titolo: Il viaggio della strega bambina
Autore: Celia Rees
Editore: Salani (12 maggio 2011)
Collana: Biblioteca economica Salani

https://www.amazon.it/viaggio-della-strega-bambina/dp/8862565666

 

 

 

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