“Carne al muro” di Luisa Pagnoncelli

“Carne al muro” di Luisa Pagnoncelli

recensione di Domizia Moramarco

Carne al muro, edito dalla nascente casa editrice Letteratura alternativa, segna l’esordio potente e coraggioso di Luisa Pagnoncelli, autrice dall’animo ribelle che parla a nome di tutte le donne umiliate, soffocate e dimenticate.

“Come si insegna all’anima a volare?”

Questo è un libro che parla di libertà, di una ricerca che non è mai fine a sé stessa, ma dura conquista.

Ma cos’è la libertà se nessuno ci insegna cosa significa essere liberi al mondo? Cos’è la libertà per quell’essere multiforme che è la donna?

Composta da innumerevoli sfaccettature, l’anima di una donna è come un diamante che brilla, ma se lo privi della luce, quella pietra non splende più, si spegne e perde di valore.

Malena, voce narrante della storia, non ha mai esposto la sua anima a quella luce, l’hanno sempre messa in ombra, l’hanno oscurata.

Ma Malena sente, sin dalla sua dura infanzia è un essere smanioso di quella luce, famelico di vita, è un essere scisso fra una dimensione selvatica e addomesticabile.

Il suo appiglio per placare l’irrequietezza interiore diventa la scrittura, che le permette di leggersi dentro.

Ma a Malena la sua vita non basta mai:

“Ciò che conta è respirare, ma respirare non è vivere”

e allora cerca a lungo la sua libertà e sempre nei posti e nei modi sbagliati.

La libertà, allora, può diventare una arma a doppio taglio, può travolgerci e allora fin dove ci si può spingere a cercarla?

Se nessuno te la insegna, la libertà può diventare pericolosa, è illusione, è come bere un sorso d’acqua in un deserto, non basta mai e, quando si supera il confine fra lecito e illecito, rischia di diventare un voler farsi del male.

Quello che intraprende con sé stessa Malena è un viaggio nei posti più bui dell’anima e della società.

Smaniosa di una vita più esaltante e appagante, si rifugerà nel matrimonio, per poi evadere in incontri occasionali di sesso estremo.

“Per quanto sia altamente condannabile, questo comportamento mi ha tenuto in vita e mi ha salvata da una bulimia cronica”.

Vivrà per strada, a contatto con i clochard, creature prive di tutto, ma non della loro libertà di essere sé stessi; vivrà giorni di amore dannato con un’anima smarrita e tradita dalla vita come lei, un legame libero, dall’unione carnale e al tempo stesso sacrale:

“Con lui non era sesso, con lui facevo l’amore lo facevi piangendo e non c’è orgasmi più potente di quello che sale agli occhi.

L’anima si lascia trasportare dall’onda che coinvolge il corpo e sale, sale, sale, riempie gli occhi ed esonda”.

Attraversando il proprio Inferno interiore la protagonista scoprirà, a proprie spese che “PER IMPARARE LA LIBERTA’ CI VUOLE TEMPO E PRIGIONE”.

Scenderà nei luoghi più inesplorati dell’anima, dove solo i più coraggiosi scendono, ma il fondo non è per tutti e per risalire ci vuole determinazione, che Malena troverà nel voler salvare Lisa, figura a lei antitetica, alla quale si intreccerà a un certo punto la sua storia.

Se Malena è bruna (personaggio oscuro dalle mille ombre e parti nascoste da esplorare) Lisa è di carnagione chiara, bionda, una sorta di donna angelicata, dall’animo puro e sa ascoltare.

Questo dualismo luce-ombra si riflette nelle due forme estreme di amore che vivono le protagoniste: uno nudo, spogliato di ogni regola e convenzione, l’altro, suggellato da rito religioso, soffocato in un grido di dolore incapace di venir fuori.

Puro e autentico il primo, malato e castrante il secondo. Per Lisa non è facile capire di volersi liberare dalla sua schiavitù.

“Per guarire da una dipendenza devi esserne prima consapevole, devi capire che quella cosa ti sta divorando, che il tuo corpo si sta consumando.

Devi toccare il fondo prima di desiderare di liberarti da quella catena.

Solo dopo, molto dopo, accetti di farti curare (…) d’altronde ognuno di noi è libero di scegliere i suoi piccoli grandi inferni”.

Sarà una dura lotta, perché:

“Si può fuggire, ci si può nascondere, ma i mostri sono destinati a tornare; ci devi combattere prima o poi o non saranno mai sconfitti”.

Quando pensano di aver conosciuto tutto il male, le due donne, unite ormai da una amicizia indissolubile, dovranno scontrarsi ancora contro la natura oscura dell’essere umano:

“Il mondo è fatto così, qualcuno vende l’anima, altri la comprano e, finché ci saranno soldi sporchi per comprare la gente, ci sarà sempre qualcuno talmente marcio che si lascerà comprare”.

Con stile suggestivo e intenso slancio passionale, Luisa Pagnoncelli rielabora una storia vera che le è stata consegnata, accompagnando il suo pubblico in una odissea dai sentimenti contorti, con i quali il lettore dovrà fare i conti,

interrogandosi e imponendosi un mea culpa dinanzi a una piaga sociale che dilaga con casi sempre più drammatici, sotto gli occhi di impotenti e, soprattutto, ipocriti spettatori.

 “Siamo Donne. Ogni secolo parla di noi, delle ingiustizie che abbiamo subito,

delle gogne, delle tante conquiste costate sacrificio.

Sangue e dolore.

(…)

Siamo Carne al muro.

(…)

Carne al muro quando veniamo usate,

maltrattate, umiliate, picchiate,

sfruttate, abusate, sottomesse, dimenticate.

Ma la donna è Carne che non si stacca dall’anima,

Spirito di carne che sopravvive alle catastrofi.

Siamo Donne. Ci hanno insegnato che a volte si cade,

a rialzarci non ce l’ha insegnato nessuno,

è congenito”.

Titolo: Carne al muro
Autore: Luisa Pagnoncelli
Edizione: Letteratura Alternativa, 2016
Link d’acquisto:
https://www.amazon.it/Carne-al-muro-Luisa-Pagnoncelli/dp/8894815005/ref=sr_1_1?ie=UTF8&qid=1487583069&sr=8-1&keywords=carne+al+muro

 

Emma Fenu

Nata e cresciuta respirando il profumo del mare di Alghero, ora vivo, felicemente, a Copenhagen, dopo aver trascorso un periodo in Medio Oriente. Sono Laureata in Lettere e Filosofia e ho, in seguito, conseguito un Dottorato in Storia delle Arti. Scrivo per lavoro e per passione. Mi occupo da anni di storia delle Donne, critica, letteratura al femminile e iconografia di genere; tengo un corso di scrittura creativa; recensisco libri, intervisto scrittori; organizzo e partecipo ad eventi culturali; gestisco siti e blog dedicati al mondo della cultura, fra cui "Cultura al Femminile".Ho pubblicato un saggio, "Mito e devozione nella figura di Maria Maddalena", un romanzo - inchiesta, "Vite di Madri. Storie di ordinaria anormalità", sul lato oscuro della maternità, racconti, fiabe e poesie e una saga familiare, "Le dee del miele", che si snoda in una Sardegna intrisa di mito e memoria, dove sono le donne le custodi della vita e della morte. Scrivo fiabe, racconti e collaboro per varie antologie.

2 commenti:

  1. “Carne al muro”, dalla recensione di Domizia Moramarco, appare un libro impegnativo che affronta una tematica …direi più tematiche da seguire con interesse e desiderio di capire. Sembra una “summa” di situazioni che per secolare tradizione hanno legato la donna ad una “odissea” tormentata, dalla quale non è facile uscire con libertà ritrovata. immagino che il lavoro della
    autrice, Luisa Pagnoncelli, non sia stato dei più facili e le auguro di suscitare tanta curiosità e condivisione.

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