“Tempi memorabili” di Carlo Cassola

“Tempi memorabili” di Carlo Cassola

Recensione di Lina Mazzotti

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“Tempi memorabili” è un racconto breve di Carlo Cassola, ambientato negli anni ’30.

Il protagonista è Fausto Errera un ragazzo romano di quindici anni, ultimo figlio di una coppia anziana. È sensibile e riflessivo, ama leggere, comporre poesie e adora l’odore della carta dei libri, condivide con il padre la passione delle poesie di Carducci. Descrive in prima persona e in modo intimo le vacanze e il viaggio verso Marina di Cecina con la madre.

Nominando in tutta la narrazione appena i fratelli e il padre, relegandoli a ruoli quasi marginali come a sottolineare un distacco con la famiglia e specialmente dall’infanzia che assume un ruolo secondario.

“Da bambino non amava il mare. E anche in questo gli pareva di essere diverso dagli altri…era l’umiliazione di non saper nuotare e di non saper remare; era anche la mancanza di compagnia.”

Ma è il mare il luogo dei suoi pensieri e delle sue riflessioni nelle lunghe passeggiate, lo sfondo di piccole vicende ma decisive.

Il rito delle vacanze era iniziato come gli anni precedenti ma questa volta piccoli incidenti all’arrivo e nei primi giorni di mare sottolineano il cambiamento, allontanandolo gradualmente dalla monotonia.

“Fausto si mise allora a seguire le orme di due piedi scalzi: avendo cura di ricalcarle. Ma a un certo punto lo sconosciuto s’era spostato sulla battima, dove il mare aveva cancellato ogni traccia del suo passaggio.”

È breve il tempo della vacanza dove segue le abitudini, le orme conosciute, per poi cambiare velocemente direzione crescendo senza accorgersene. La sua timidezza gli crea disagi e noia non sopportando le strade polverose e la gente provinciale.

“Anche questo gli era antipatico di Marina, il modo sfrontato con cui la gente ti guardava.”

Così nei primi giorni per stare tranquillo nella sua solitudine rimane seduto vicino alla madre, scusa per isolarsi abbandonandosi alle sue fantasticherie. Una mamma dalle tinte sbiadite, distratta e priva di slanci ciò evidenzia il contrasto fortissimo con il figlio per l’emotività che nei due si rivela come distanza definitiva tra diverse generazioni, vissuti e sensibilità.

Fausto nella spiaggia si misura in incontri con alcuni coetanei formando un minimo di esperienza, che consente di allacciare discorsi e paragoni ingarbugliati con chiacchierate smilze, approcci timidi ma senza rendersene conto si formano dei giorni speciali che diventeranno i tempi memorabili.

Tra dubbi e incertezze si confronta con gli altri, ritrova i bagnini Telemaco e Enrico amico di sempre e conosce lo smaliziato Nedo un ragazzo di Cecina, un ragazzino poco raccomandabile delle Fornaci che lo incuriosisce ma insieme lo inquieta e Michele studente in vacanza nel bagno accanto.

Ma gli incontri più stimolanti sono con le ragazzine villeggianti: Gabriella e Vittorina, giocano tutti insieme e iniziano le prime confuse simpatie.

Nello stesso tempo Fausto continua ad osservare tutto molto attentamente con la sua predisposizione ad avanzare con curiosità e si accorge di due sorelle Bice e Lina e la loro amica Anna Cavorzio lavoratrici del posto, ancora non sa cosa cerca e come chiamare ciò che prova ma proprio per quello vuole capire e proseguire.

Il vero cambiamento arriva improvviso come una folgorazione di brillante bellezza e il mondo si colora in un attimo.

“A un tratto pensò: “Ma ne sono già innamorato! Me ne sono innamorato subito, fin dal primo momento in cui l’ho vista…” La rivelazione era giunta improvvisa, e fausto balzò in piedi. Si mise a camminare in fretta verso la caserma. Le barche ostruivano il passo, ed egli entrò nell’acqua bassa della rada. Si fermò: vedeva la propria immagine, appena composta dal tremolio. “Io amo Anna”, disse a se stesso. Barcollò quasi: la felicità gli era montata alla testa, dandogli le vertigini.”

In questo preciso momento inizia una nuova stagione della vita, Fausto lascia definitivamente l’infanzia per entrare nell’adolescenza. L’amore per Anna è un sentimento nuovo, acerbo, inesplorato e senza un percorso da seguire infatti non si dichiara, ma è una sensazione totalizzante che fa pensare al “per sempre”.

 “Fausto camminava adagio, guardando le donne sulle porte, gli uomini che rientravano dal lavoro in bicicletta, le frotte di soldati in libera uscita. E tutti gli parevano sereni e contenti, come se la presenza di Anna esercitasse un benefico influsso sulla vita del paese.”

Anche riprendendo a leggere svogliatamente i Miserabili si accorge che Marius e Cosette non l’annoiavano più, perché immaginava Cosette come Anna e prestava a Marius il suo sentimento.

Tutto s’inchina al cospetto di una donna e dell’amore e restituendo il valore giusto ad ogni cosa.

“Gli bastava che Anna esistesse. Bastava questo pensiero a renderlo felice. E siccome era un pensiero costante, Fausto era costantemente felice. Né sentiva il bisogno di farlo sapere agli altri.”

Sono tempi memorabili quelli descritti da Carlo Cassola in questo romanzo pubblicato nel 1966, un racconto dai tratti autobiografici, ricordi di carta e suggestione con la sua capacità alla semplicità, spesso sottovalutata.

Racconta con stile minimale ed essenziale il vivere comune in modo soggettivo perciò irripetibile, creando circostanze concrete con un’immedesimazione che avanza costantemente verso un finale inatteso perché non anticipato.

Cassola anche in questo libro ,Tempi memorabili, segue la sua attenzione alla realtà con uno sguardo a coglierne tutti gli aspetti spesso nascosti oppure ovvi, tanto ovvi che li si dà per scontati, restituendo attraverso i personaggi normali il sentimento della vita con i suoi doni le sue sensazioni e ricordi.

Sinossi

Il quindicenne romano Fausto trascorre l’estate a Marina di Cecina. Siamo nei primi anni Trenta, i giorni scorrono lenti in giochi e amicizie di spiaggia.

Tra dubbi e insicurezze, Fausto si confronta con gli altri. Fa la scoperta dell’amore, prima incerto tra Gabriella e Anna, poi pago soltanto del suo magico stato di grazia; e scopre anche la vocazione letteraria.

Una duplice epifania, alla quale in Tempi memorabili (1966) – che riprende e dilata un precedente racconto – Cassola dà forma rappresentando l’attesa della vita nel tempo sospeso della vacanza e fissando come indimenticabile il passaggio dall’infanzia all’adolescenza.

Titolo: Tempi memorabili
Autore: Carlo Cassola
Data edizione: 2016
Genere: Narrativa
Editore: Mondadori
Pagine: 115
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Lina Mazzotti [LiZ]

Ho sempre lavorato con bambini e anziani nell’ambito socio sanitario e nell’insegnamento. Lettrice vorace, amo scrivere poesie, collezionare aforismi, praticare l’handmade. Vivo a contatto con la natura e i miei dolci gatti.

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