Uteri a perdere o a rendere? La maternità nel 2017

Uteri a perdere o rendere o vendere?

La maternità nel 2017

 di Emma Fenu

Madri a perdere.

Contenitori che, una volta svuotati, perdono il proprio valore generativo.

Uteri in prestito, in affitto, in vendita. Uteri in commercio, come recipienti che si conservano finché pieni.

E poi ci sono le Madri a rendere.

Contenitori di vita che donano e non smettono di essere pieni di risorse.

Cuori in regalo, di valore inestimabile, che creano famiglia, relazione,  comunione.

Madri di bambini e di amiche, madri, sorelle, compagne. Madri di uomini, padri o amanti o mariti.

Madri a rendere, sempre e comunque.

Beatrice Tauro, con uno stile delicato e scorrevole e con una sapiente divisione in capitoli, attrae il lettore in una storia che sembra quella di tutti: quattro donne si rincontrano dopo molti anni per volontà di una, la più stravagante, e iniziano a ricordare, fra sorrisi e lacrime, il periodo che hanno trascorso insieme a Roma, come coinquiline, durante l’università.

rendere vendere

Naturale è il reciproco “tirare le somme” che tali rimpatriate non risparmiano, soprattutto se si hanno superato i trent’anni e la vita attuale, da adulte, non è quella che si era immaginata da ragazze, disegnandone i contorni con le dita protese verso il soffitto di una camera ammobiliata, fra libri, sigarette e speranze.

Il soffitto era cielo, ora il cielo è solo soffitto.

Eppure questa è una storia di madri. Madri negate, aspiranti madri, madri per vocazione, madri di utero, madri di cuore, madri di mille altre madri.

L’epilogo, che non svelo, è un happy end provocatorio, quasi da figli dei fiori più che da figli dei social: induce alla riflessione sul desiderio-bisogno di genitorialità, su quanto esso possa sempre definirsi legittimo, e sul concetto di famiglia come espressione di una società in evoluzione.

Titolo: Madri a rendere
Autore: Beatrice Tauro
Edizione: Cinquemarzo, 2016
link d’acquisto:

https://www.amazon.it/dp/8869700828/ref=sr_1_1?ie=UTF8&qid=1487838560&sr=8-1&keywords=madri+a+rendere

Appena conclusa la lettura del romanzo di Beatrice Tauro, non ho potuto aspettare neppure un paio d’ore prima di iniziare un libro che già avevo in lista, ossia Non mi vendere, mamma!, scritto da Barbara Alberti e edito da Nottetempo nel 2016.

rendere vendere

I punti in comune fra le due opere non sono né numerosi né troppo palesi, perciò mi permettono una riflessione ad ampio raggio sulla maternità e sul nuovo ruolo della Donna e su quanto da essa la collettività odierna si aspetta, senza focalizzarmi su un temi specifici che portano con sé, giustamente, implicazioni politiche, come, per esempio, l’utero in affitto o la famiglia arcobaleno.

Barbara Alberti scrive una fiaba per adulti, come lo furono in origine le storie del focolare, ambientata, però, nel nostro mondo e nella nostra epoca, giocando sull’ironia e sull’iperbole per spiazzare e costringere il lettore a riflettere e a osservare i fatti dal punto di vista di chi non ha voce nei dibattiti e nelle dissertazioni: il feto.

È la storia di Asia, cresciuta, come Oliver Twist, nell’abbandono e nella povertà, a contatto con personaggi che tenteranno di  corromperne la purezza.

Nell’orfanotrofio incontra Lillo che diverrà, da adulto, il proprio compagno. Il ragazzo, rivelatosi subito fannullone, egoista e amorale, fa leva sul senso di sacrificio di lei e sull’amore materno, che la fanciulla istintivamente nutre, per costringerla a rubare e a prostituirsi.

Ma i guadagni non sono certo adeguati alle aspettative del pappone che, su internet, trova un modo molto più remunerativo per servirsi di Asia: darne l’utero in affitto a una coppia di ricchissimi texani, i Trump, che non vogliono le seccature di una gravidanza.

La storia procede rivelando brutture e grettezze che contrastano con l’animo innocente della protagonista, fino a quando si farà udire una vocina, quella del feto, che stravolgerà tutto, invitando Asia a non cederlo e a tenerlo con sé.

Affatto melenso, il piccolo è un vero seduttore e argomentatore che, grazie all’onniscienza e ai poteri che sono privilegio della condizione di pre-nato, farcirà i propri discorsi di citazioni di poesie, racconti, notazioni filosofiche, saggi e film d’autore.

Resta da chiederci chi sia la madre vera.

Quella legata dalla spirale del DNA? Quella che nutre nel proprio ventre? Quella che accoglie fra le braccia un bambino che non è biologicamente suo e che neppure ha partorito?

C’è una gerarchia di madri? Ci sono madri più madri di altre?

La madre vera è quella che ama e cresce il proprio bambino.

Ma, nell’evolversi scientifico e emozionale contemporaneo, non è tutto così semplice, perché manca una voce ed è a quella voce che, senza polemica, dobbiamo dare spazio, cercando di udirla con il cuore ma anche con lo studio antropologico, sociologico e psicologico.

Titolo: Non mi vendere, mamma!
Autore: Barbara Alberti
Edizione: Nottetempo, 2016
link d’acquisto:

https://www.amazon.it/Non-vendere-mamma-Barbara-Alberti/dp/8874526458/ref=sr_1_1?s=books&ie=UTF8&qid=1487838729&sr=1-1&keywords=non+mi+vendere+mamma

foto di copertina di Francesca Guerrini

Emma Fenu

Nata e cresciuta respirando il profumo del mare di Alghero, ora vivo, felicemente, a Copenhagen, dopo aver trascorso un periodo in Medio Oriente. Sono Laureata in Lettere e Filosofia e ho, in seguito, conseguito un Dottorato in Storia delle Arti. Scrivo per lavoro e per passione. Mi occupo da anni di storia delle Donne, critica, letteratura al femminile e iconografia di genere; tengo un corso di scrittura creativa; recensisco libri, intervisto scrittori; organizzo e partecipo ad eventi culturali; gestisco siti e blog dedicati al mondo della cultura, fra cui "Cultura al Femminile".Ho pubblicato un saggio, "Mito e devozione nella figura di Maria Maddalena", un romanzo - inchiesta, "Vite di Madri. Storie di ordinaria anormalità", sul lato oscuro della maternità, racconti, fiabe e poesie e una saga familiare, "Le dee del miele", che si snoda in una Sardegna intrisa di mito e memoria, dove sono le donne le custodi della vita e della morte. Scrivo fiabe, racconti e collaboro per varie antologie.

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