“Eurídice Gusmão che sognava la rivoluzione” Martha Batalha

“Eurídice Gusmão che sognava la rivoluzione” di Martha Batalha

recensione di Sabrina Corti

In occasione del primo evento di Letteratura al Femminile, “Parole e immagini al femminile”, ho scelto di chiaccherare un po’ su un tema che mi è molto caro: la famiglia.

Da un punto di vista personale non posso che dire di essere stata molto fortunata sotto l’aspetto famigliare: i miei difetti sono tutti opera mia, i miei pregi sono tutti opera della mia famiglia.

Ma di famiglia mi occupo anche professionalmente.

E me ne occupo da un punto di vista patologico. Mi occupo di famiglia quando questa incontra la crisi dei sentimenti.

In modo molto poco politically correct, poi, ritengo che la famiglia sia “femmina”. Non tanto da un punto di vista etimologico e grammaticale, quanto da un punto di vista pratico.

Ritengo, cioè, che una donna riesca a fare “famiglia” anche da sola. E con ciò non intendo che una donna riesca a gestire la sua famiglia autonomamente, ma che una donna, anche sola e senza alcun congiunto, possa formare famiglia in sè e per sè.

Vedo poi, ancora, due tipologie di famiglie: la famiglia PONGO (in continua evoluzione, che si plasma a seconda delle mani che la modellano e degli eventi che la influenzano) e la famiglia DAS (che, una volta plasmata, rimane fissa e immobile… e anche un pochino grigia).

Mi sono imbattuta, del tutto causalmente, in un romanzo che probabilmente mai avrei scelto: Eurídice Gusmão che sognava la rivoluzione.

Ed è stata una rivelazione in punto di “famiglia”.

Nonostante il titolo, due sono le protagoniste del romanzo: Eurídice e Guida Gusmão. Altro motivo che mi ha fatto apprezzare questo testo: la storia di due sorelle così diverse tra loro ma con i medesimi fondamentali.

E allora: eccola la loro storia.

Brasile, Rio De Janeiro: 1930 o giù di lì.

A dispetto del titolo Euridice la rivoluzione non la fa.

E non ci pensa neppure a farla. La sogna e basta.

E immobilizzata in una famiglia medioborghese di Rio senza possibilità alcuna di dare sfogo alla propria voce. Ci prova (mettendosi a scrivere, a cucire abiti, ma sempre di nascosto dal marito e dai figli, senza mai il coraggio di fare alcunchè, figurarsi la rivoluzione) ma poi abbandona e si arrende.

Alle 17, sbaracca tutto e la sua casa ritorna esattamente come il marito (un piattone mai più visto) l’aveva lasciata prima di andare a lavorare: alla solita ora, nel solito ufficio, nel solito posto, al solito piano.

E’ il concetto di famiglia immobile: ormai plasmata in un certo modo e mai più malleabile.

Eurídice è invisibile al Mondo (e, in effetti, il titolo originale è ” La vita invisibile di Eurídice Gusmão”).

La sorella Guida, la maggiore, invece, fugge di casa in tenerissima età con un tal Marcos, uomo di famiglia ricchissima ed aristocratica, che scappa a sua volta non per amore di Guida quanto per affrancarsi da quella famiglia che egli odia.

Ma Marcos, che ad un certo punto l’autrice definisce Senzapalle, una volta appreso di non aver alcuna arte ed aver perduto la parte – ovvero la famiglia di origine che lo manteneva in tutto e per tutto –  molla Guida e torna da mamma.

Guida, manco a dirlo, è incinta.

E lei, sì, al contrario di sua sorella Euridice, la rivoluzione non solo la sogna ma la fa proprio. Le maniche rimboccate ben oltre i gomiti sfida tutta la società brasialiana degli anni quaranta.

Tornare dai genitori? Neppure a parlarne.

Per poter lavorare e tenere con sè il suo piccolo “Chico” sfida uno dei tabù mai violati: va a vivere con una prostituta (Filomena) che, per sopraggiunti limiti di età, e malattie veneree di varia tipologia, aveva mutato i propri affari offredosi come baby sitter per le altre donne del quartiere che non potevano accudire i loro bimbi.

Più che per esigenze economiche lo fa per passione: Filomena è una mamma da cui nessun piccolo vuole separarsi e neppure Chico, il figlio di Guida, fa eccezione.

Al contrario di sua sorella Eurídice, Guida è sotto gli occhi del Mondo.

Guida, Filomena e il piccolo Chico formeranno una nuova famiglia.

Una famiglia in continua evoluzione.

“Quando era piccolo Chico pensava che tutte le altre famiglie fossero uguali alla sua:  bambini avevano due mamme e le mamme erano dolci come le sue (ma le sue più di tutte) (…) Crebbe un poco e si accorse che le cose non stavano esattamente in quel modo. Non esistevano famiglie come la sua. (…) Chico crebbe ancora un po’ e penso di saperne abbastanza su tutto. Le sue due mamme erano zoccole, senza peraltro sapere cosa fosse una zoccola.

Eurídice Gusmão che sognava la rivoluzione è un bel romanzo di ampio respiro, che fa guardare oltre e andare lontano.

Titolo: Eurídice Gusmão che sognava la rivoluzione
Autore: Martha Batalha
Genere: narrativa.
Editore: Zanichelli
Pagine: 200
puoi acquistare il romanzo qui: https://www.amazon.it/Eur%C3%ADdice-Gusm%C3%A3o-che-sognava-rivoluzione-ebook/dp/B01INPG6TC

 

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