Scrittrici e viaggi di Marina Fichera

“Scrittrici e viaggi” di Marina Fichera

18 MARZO 2017

Parole e Immagini al Femminile

Viaggi e donne, un binomio insolito che ho provato a portare all’attenzione del pubblico intervenuto all’evento organizzato da Cultura al Femminile, lo scorso 18 marzo.

In realtà avevo scritto tutte le cose che leggerete sotto, ma durante il nostro bel pomeriggio ho preferito per larga parte improvvisare, facendo emergere il mio animo di jazzista.

Tutto iniziò nel maggio di due anni fa quando feci una scommessa con alcune amiche

“O mi fidanzo entro l’anno oppure mi prendo una seconda laurea!”

In Ottobre, essendo ancora profondamente single, mi decisi a scegliere la facoltà: Geografia, la facoltà più affascinante per un’amante dei viaggi! Presi mezza giornata di ferie e andai in Statale alla presentazione del corso di laurea. E qui ebbi un incontro folgorante. No, non con un bel professore – e, in effetti sono ancora single e non mi sono neanche iscritta, ma questa è un’altra storia… – ma con le donne incredibili, avventurose, geniali e anche impavide che trovai nel libro, obbligatorio per il corso base di Geografia I, “Great Women Travel Writers – from 1750 to present” di Alba Amonia e Bettina I. Knapp.  Andai subito a ordinare on line questo testo edito a New York e iniziai a scoprire il mondo nuovo e affascinante delle scrittrici di viaggio.

Questo l’intervento da me scritto.

Quando si parla di Letteratura di viaggio i nomi che vengono subito alla mente sono Chatwin (In Patagonia,  Le vie dei canti), Hopkirk (Diavoli stranieri sulla via della seta, Il grande gioco), forse Kerouak (Sulla strada, I vagabondi del Dharma) e naturalmente Terzani (in Asia, Un indovino mi disse).

Quasi nessuna donna viene citata.

Eppure le donne scrittrici e viaggiatrici sono state, fin dal 1700 almeno, molte e molto prolifiche nella produzione letteraria. E sono state donne che hanno viaggiato non solo attraverso i paesi, i confini geografici e fisici, ma anche, e soprattutto, attraverso i confini sociali della loro epoca. Sono donne che hanno sfidato apertamente le regole, al loro tempo. Sono quasi delle “fuori casta” ma che ora definiremmo delle “fuori serie”. Il viaggio lo hanno vissuto come evasione e ribellione rispetto a un piccolo mondo femminile nobile/borghese, in cui unico scopo della donna era quello di diventare moglie e madre.

Queste donne spezzano le catene sociali e partono.

Partono verso la fascinazione del diverso, dell’esotico, ma non lo fanno mai da scriteriate, da avventuriere senza scopo. Studiano le lingue, si preparano, sono disposte anche a indossare abiti maschili per farsi accettare inizialmente. Ma non improvvisano.

Quello che ho capito studiando la vita di queste donne è che i loro viaggi, e poi i loro libri, sono frutto di scelte profonde, vissute in ogni singolo istante e di cui nessuna si pentirà mai.

Vi vorrei far conoscere alcune di queste grandi donne, partendo dalla più antica: Maria Sibylla Merian. Naturalista e pittrice tedesca nata nel 1647, impara a dipingere dal patrigno. A diciotto anni sposa un pittore da cui venti anni dopo si separerà, non prima di aver pubblicato due libri illustrati su piante e insetti.

Si trasferisce in Olanda e da lì deciderà di partire con la figlia per il Suriname, che nel 1699 è una colonia olandese. Viaggia per oltre due anni e torna in Europa solo perché prende la febbre gialla. Quattro anni dopo pubblicherà – in tedesco e non latino – “Metamorfosi degli insetti del Suriname”. Questa opera verrà definita come “l’opera più bella mai dipinta in America”.  Morirà nel 1717.

Isabelle Eberhardt

Nel XIX° secolo ci spostiamo in Svizzera, dove nel 1877 nasce, da genitori russi, Isabelle Eberhardt.

Isabelle è stata per certi versi una rockstar ante litteram.

Esploratrice e scrittrice di successo, cresce in un ambiente cosmopolita, colto e anticonformista. È una ragazza ribelle, curiosa e affamata di esperienze. Per questo motivo, fin da giovanissima, non esita a vestirsi da uomo per poter accedere ad ambienti maschili. Brillante studiosa, parla correntemente almeno sei lingue, tra cui l’arabo.

Nel 1895 si trasferisce in Algeria, si converte al sufismo, viaggia per tutto il Nord Africa vestita da uomo. Diventa famosa come giornalista e persona poco gradita dal governo coloniale francese. Vive la vita in modo esagerato, strappando esperienze ed emozioni al tempo. Muore a soli 27 anni in modo paradossale, per un’improvvisa piena di acqua e fango che colpisce l’oasi algerina di Aïn Sefra e spazza via la sua casa.

Freya Stark

Esploratrice, scrittrice di successo e raffinata conoscitrice della cultura araba, Freya Stark (Parigi, 31 gennaio 1893 – Asolo, 9 maggio 1993) è stata una delle figure femminili più carismatiche dell’ultima era dell’Impero Britannico. Adolescente subisce un grave incidente che la sfigurerà parzialmente. A 34 anni Freya parte perché deve cercare quello che le manca. Deve trovare un sostituto dell’amore, di un marito e della famiglia che non è riuscita ad avere. Il diventare viaggiatrice e scrittrice le permette di combattere le proprie paure e quella che lei stessa definisce “una vita inaccettabile”.

Ma è proprio nel viaggio e nella curiosità verso il mondo che Freya riuscirà a trovare la propria realizzazione come persona, prima ancora che come donna,

e a liberarsi dai rigidi schemi imposti dalla società vittoriana. Viaggerà attraverso il Medio Oriente e la Penisola Araba, e scriverà ben trenta libri di viaggio, un’autobiografia in quattro tomi e otto volumi epistolari.

Gertrude Bell

Gertrude Bell (Washington Hall, UK, 14 luglio 1868 – Baghdad, 12 luglio 1926) archeologa, scrittrice, diplomatica, spia e viaggiatrice inglese,  è considerata l’omologo femminile di Lawrence d’Arabia, con cui collaborò per il successo della cosiddetta rivolta araba del 1916-18, e con il quale ebbe in comune gli studi a Oxford e la passione per l’archeologia e il Medio Oriente.

Gertrude Bell è un personaggio per certi aspetti controverso, è stata una donna profondamente imperialista. Eppure nei suoi libri si nota la continua ricerca di un equilibro. Un precario equilibrio tra il mondo da cui proviene e l’esotico mondo che tanto l’attira. Inoltre, contrariamente alle altre donne di questo elenco, è stata una convinta anti-femminista, con un netto schieramento contro il movimento delle suffragette.

Ella Maillart

La più famosa tra tutte le scrittrici di viaggio nasce nel 1903 a Ginevra Ella Maillart, viaggiatrice, campionessa sportiva, fotografa e scrittrice.  Le Figaro l’ha definita “uno degli ultimi personaggi mitici del XX° secolo”. Ho conosciuto Ella mentre preparavo un viaggio in Uzbekistan, perché amo preparare  i miei viaggi attraverso i romanzi e i racconti di viaggio.

Prima donna nella storia olimpica a partecipare, nel 1924, a una gara di vela. Negli anni ’30 viaggia senza sosta per la Russia e l’Asia centrale fino alla Cina. Viaggia da sola o in compagnia del giornalista Peter Fleming o della scrittrice Annemarie Schwarzenbach. Su queste spedizioni scrive diversi libri di successo che vendono ancora oggi.

Ella è una donna che ha vissuto senza mai farsi imbrigliare dalle regole della società del XX° secolo.

Che fosse un matrimonio o un lavoro “normale” lei non ha mai voluto adattarsi e non l’ha mai fatto. Il suo spirito era animato dalla fiamma della curiosità, dalla bramosia di conoscenza. La sua era la tenacia di una donna intelligente e determinata.

Negli ultimi anni è si imposta al pubblico un’altra svizzera: Sarah Marquis. E mentre parlavamo è sorta la domanda:

Chissà perché tante svizzere? 

Forse per fuggire da una società chiusa, alle alte montagne, alla mancanza del mare? Non siamo riuscite a trovare una risposta.

Nata nel 1972, viaggiatrice in solitaria per tutto il globo, compie spedizioni che durano anche tre anni, e quando si ferma è autrice di libri di successo e conferenziera. Nel 2014 la rivista National Geographic l’ha nominata “Avventuriera dell’anno “. Inoltre è stata definita la nuova Ella Maillart.

Sarah Marquis però mi sembra che non viaggi davvero con la voglia di conoscere la cultura degli esseri umani. Quelle persone che vivono nelle terre che percorre a piedi e che spesso la spaventano. Racconta di aver subito spesso attacchi e perciò rifugge i villaggi e ama la solitudine dei deserti. Il suo viaggio è attraverso i continenti ma meno attraverso le culture.

In conclusione ho fatto un invito a viaggiare con la curiosità e il rispetto che hanno caratterizzato queste, e tantissime altre donne che devo ancora scoprire, in passato. In fondo anche leggere è un meraviglioso viaggio, per cui

Buona lettura e buon viaggio!

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