“La zecca e la rosa” di Maurizio Maggiani

“La zecca e la rosa” di Maurizio Maggiani

Recensione di Maria Cristina Sferra

la zecca e la rosa
La zecca e la rosa non è un romanzo né un saggio ma, come lo definisce l’autore stesso,

un “piccolo almanacco delle Creature”.

È una raccolta di cose del mondo naturale che inducono meraviglia, dalle piante ai fiori, dagli animali agli insetti, dagli eventi atmosferici che connotano le stagioni al rapporto dell’uomo con l’universo che lo circonda.

Si tratta di un libro composto da singole storie lunghe una pagina, raccolte con pazienza nel corso del tempo e colme della bellezza che abita il cosmo e che si disvela soltanto a chi ha sguardo attento e spirito curioso.

Mi butto sulla ripa per portarne via una rama, un fascio di rame, come se andassi a rubare dei baci, mi ci voglio infiorare la bici, voglio tornare a casa obnubilato e acquietato, strafatto di mimosa.

Maurizio Maggiani è capace di cogliere gli aspetti più minuscoli dell’esistenza e di tradurli nelle sue pagine in parola fremente di vita.

Autore dalla penna ricercata, si mostra in questo libro come un uomo legato alla terra, in particolare alla sua Ligura.

Una regione di orti, campi e vigneti arroccati su terrazze ricavate nelle scoscese pareti che fronteggiano il mare, prodiga di profumi differenti, dimora prediletta di animali domestici, uccelli, insetti.

Casa del sole, del vento, dei fiori e dei frutti maturi, dell’uva e del vino.

Dimora degli uomini semplici, dei contadini, dei viandanti.

A folate, no, a ondate migrano i petali del glicine che il vento di mare ha preso di sghimbescio a tradimento in questa seconda giornata di primavera vera, primavera ubertosa, madida, vorace; ventosa per l’appunto, di quel vento di raffica e di turbine che ruba e va a seminare per il mondo le cento essenze floreali dei giardini di Genova.

Le pagine di questo libro si leggono, si guardano e fanno buona compagnia, inducono a pensare, spingono a ricordare, fanno anche sorridere.

Lo stile narrativo è poetico, erudito, composito, ma in alcuni punti si trasforma diventando ironico e, a brevi tratti, persino graffiante e irriverente.

È una fortuna che non sia stata abolita, non del tutto ancora, la stagione del giacere, dell’improdurre, dell’attendere, del nutrirsi del conservato, dell’alienarsi del di più. È una benedizione la tramontana che purga, asciuga e rinsecca, e induce al riparo, a cercare tepore nei fiati, accostarsi a un corpo nel sonno. A spingere in un ultimo slancio le radici più in giù.

La zecca e la rosa, pagina dopo pagina, invita a guardare la natura con gli occhi bene aperti e con i sensi allerta mentre, con tocco leggero, risveglia lo stupore fanciullo nascosto dentro i lettori.

E per condurre questi ultimi come fossero bambini che si lasciano affascinare dalle favole, le piccole storie narrate sono inframmezzate dalle bellissime illustrazioni a colori di Gianluca Folì.

la zecca e la rosa

Sinossi

Un libro illustrato ed elegante che ci restituisce l’intimità con le cose della natura, che sanno diventare, attraverso l’occhio e la poesia di Maurizio Maggiani, cose della vita, cose del mondo.

Gatti, uccellini, campi e orti, tenerezza dei mattini e violenza dei cieli: Maggiani ci accompagna dentro le piccole meraviglie che rendono la vita più grande.

Ed è lui stesso che ce lo racconta così:

“Sono nato in un paese di campagna nel cuore della miseria degli anni cinquanta, sono stato cresciuto alla confidenza con tutto ciò che ha vita e va bene per la vita, chi mi ha educato aveva più parole per le piante e le bestie che per i cristiani, mi è stato insegnato a guardare e ascoltare e odorare e toccare ogni creatura e capire cosa ne veniva di buono e cosa di cattivo, evitando con cura di disturbare Creato e Creatore.

Niente era mio, ma sono stato principe degli orti e barone dell’uva fragola, re dei fossi e granduca dei pesciolini che ci nuotavano dentro.

Sono tornato a vivere nella campagna, i miei vicini sono tutti quanti contadini e continuano a parlare più volentieri con le creature che con i cristiani, a parte la miseria è tutto quanto rimasto più o meno allo stesso modo.

E allo stesso modo prendo e vado per fossi e orti a toccare, ascoltare, guardare e odorare, considerare l’infinito universo di ciò che vive, evitando di disturbare.

A meno che, metti, non mi ritrovi tra i peli la zecca assassina”.

Titolo: La zecca e la rosa
Autore: Maurizio Maggiani
Illustratore: Gianluca Folì
Genere: Narrativa
Editore: Feltrinelli, 2017
Pagine: 159
Link di acquisto: http://www.feltrinellieditore.it/opera/opera/la-zecca-e-la-rosa/

Maria Cristina Sferra

Maria Cristina Sferra, giornalista professionista e graphic designer. Insaziabile lettrice, scrive per lavoro e per passione. Autrice indipendente, ha pubblicato il romanzo “A mezzogiorno del mondo (una storia d'amore)”, la silloge poetica “Il soffio delle stagioni”, la raccolta di racconti rosa "L'amore è una sorpresa".

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