“Best Seller Marzo 2017”

” I Best Seller Marzo 2017 di Caf”

di Redazione di Cultura al Femminile

Eccoci qui anche questo mese, siamo tornate con i Best sellers di Marzo.

Ammettiamo che non è facile avventurarsi tra le mille classifiche stilate dalle grandi case editrici e lo è ancora meno affrontare quelle compilate dai grandi marchi di distribuzione.

Il lato positivo è che possiamo fare finta di camminare tra gli scaffali e toccare uno per uno ogni libro che ci viene proposto, ce ne sono tantissimi e tutti profumati di una sfumatura particolare di carta che vorremmo imprimerci nella memoria per non dimenticarli, chissà se questa sia davvero possibile.

I libri di marzo sono tantissimi e, purtroppo, non possiamo citarli tutti, ma sappiate che vi aspettano nelle  librerie, seduti sulle loro scaffalature in vostra amorevole attesa.

Le nostre amiche Case Editrici ci offrono qualcosa di buono e appetibile? Ma certo!

Mai pensare il contrario, alla fine è solo una questione di gusti, dipende molto da cosa vi piace e da chi preferite avere sul vostro comodino, appena fuori dai vostri pensieri quando vi svegliate al mattino o prima di addormentarvi. Tutto è rimesso a noi, non credete?

Detto questo, abbiamo comunque stilato un piccolo assaggio di cosa c’è sul mercato: una nostra personalissima visione formatasi valutando le grandi classifiche di Amazon, Mondadori, Ibs, e Feltrinelli.

Sappiamo che il nostro primo posto è molto discusso e soprattutto molto famoso tra tutti noi, quindi vi lasciamo aspettare per qualche minuto ed iniziamo dal quinto posto:

QUINTO POSTO:

“Chi sta male non lo dice”
di  Antonio Dikele Distefano
Editore: Mondadori
Pagine: 162
best sellers
Questa è la storia di Yannick e Ifem, la storia di due ragazzi. Di mancanze, assenze, abbandoni, di come è difficile credere nella vita quando questa ti toglie più di quanto ti dà.

Una storia iniziata in un quartiere dove a cadere a pezzi sono le persone prive di impalcature, schiave delle condizioni economiche al punto di attaccarsi al lavoro rinunciando così alla vita. Dove chi non ci riesce beve fino ad annullarsi e alza le mani sui figli e sulle mogli dietro imposte serrate. Dove la gente sa e non fa nulla. Perché addosso tutti hanno l’odore dei poveri e le scarpe consumate di chi è abituato a frenare in bici coi talloni.

Una storia di sogni infranti che i figli ereditano dai genitori, partiti dall’Africa per “na Poto”, l’Europa, senza sapere che questo paese non è pronto ai loro tratti del viso né preparato a sostenere le loro ambizioni.

Basta avere la pelle un po’ più scura per essere preso di mira, il taglio degli occhi diverso per sentirsi intruso, un cognome con troppe consonanti per sentirsi gli sguardi addosso. In questa desolazione, Ifem prova a colmare il vuoto che la mangia da dentro con l’amore. Quello per Yannick. Un ragazzo che sembra inarrestabile.

“Ifem, non ci fermeremo finché non capiranno che non siamo neri che si sentono italiani, ma italiani neri”le ripete continuamente.

Ma pian piano quell’amore, come tutto attorno a lei, svanisce.Ne rimane solo un’ombra sottile nelle linee immaginarie che lei traccia sulle labbra di lui mentre dorme.

Uno dei pochi momenti in cui Yannick sembra quieto. Perché a fermare la sua corsa è la cocaina. Iniziata per noia, quasi per caso, perché lui è cresciuto in un quartiere popolare dove tutti almeno una volta hanno provato, anche i preti. E perché per un attimo la polvere bianca riempie qualsiasi vuoto – ti fa sentire come avessi dentro tutto il ferro della torre Eiffel -, ma poi si porta via tutto.

“Chi sta male non lo dice” non è però solo un pugno nello stomaco, è soprattutto la storia di come i fiori spuntano anche nel cemento. Di come c’è sempre un modo per salvarsi, l’importante è non rinunciare, non smettere mai di amare la vita.

Link all’acquisto:

https://www.amazon.it/Chi-sta-male-non-dice/dp/8804677430/ref=sr_1_1?ie=UTF8&qid=1491295703&sr=8-1&keywords=chi+sta+male+non+lo+dice

Leggi l’estratto:

QUARTO POSTO:

“Nel Guscio”
di Ian McEwan
Editore: Einaudi
Pagine: 173
best sellers

La gravidanza di Trudy è quasi a termine, ma l’evento si prospetta tutt’altro che lieto per il suo piccolo ospite.

Ad attenderlo nella grande casa di famiglia (e nel letto coniugale) non c’è il legittimo marito di Trudy e suo futuro padre, John Cairncross, poeta povero e sconosciuto, innamorato della moglie e della civiltà delle parole, ma il fratello di lui, il ricco e becero agente immobiliare Claude.

Dalla sua posizione ribaltata e cieca, il nascituro gode nondimeno di una prospettiva privilegiata sugli eventi in corso, ed è lui a metterci a parte di una vicenda di lutto e di sospetto dagli echi assai familiari. Certo, la scena non è quella corrotta e claustrofobica del castello di Elsinore. Certo, i due cognati fedifraghi, Trudy e lo zio Claude, non hanno regni nordici cui aspirare. Piuttosto a far gola ai due vogliosi amanti è l’edificio georgiano su Hamilton Terrace, decrepito ma d’inestimabile valore, incautamente ereditato da John, i cui pavimenti luridi e la cui onnipresente immondizia prendono il posto del marcio in Danimarca.

Ma amletico è il crimine orrendo che il narratore vede (o meglio sente) arrivare, e amletico è pure il suo inesauribile flusso di pensieri dubitanti, gli stessi che hanno inaugurato al mondo la danza della modernità.

Se nel testo shakespeariano l’origliamento, l’atto di spiare e raccogliere informazioni rovistando i recessi e gli anditi del regno, è spesso motore dell’azione, nel guscio l’udito è il senso privilegiato per ragioni fisiologiche, e a essere rovistati a pochissima distanza dal capo dell’inorridito narratore sono spesso e volentieri i recessi e gli anditi del corpo materno.

Mentre all’orecchio non sempre affidabile del nostro eroe non-nato si dipana la tragica detective story, nella manciata di giorni che separano il suo «esserci» dal suo protetto «non-esserci» ancora, con il conforto di qualche buon vino giunto fino a lui dalle superbe degustazioni materne, e costantemente edotto sul mondo dai programmi radiofonici di approfondimento culturale che fortunatamente Trudy preferisce a quelli musicali, il nascituro ha tempo di riflettere su di sé, sulla complicata faccenda dell’amore, sul mondo, coi suoi orrori contemporanei e con le sue desiderate meraviglie.

Ha tempo e curiosità sufficienti per farsi domande, interpretare i segni della sua realtà mediata, contemplare azioni e concludere che la sua sola salvezza, la salvezza dell’uomo, sta forse nell’esitazione.
Link all’acquisto:

https://www.amazon.it/dp/8806232746/ref=sr_1_1?s=books&ie=UTF8&qid=1491296221&sr=1-1&keywords=nel+guscio

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TERZO POSTO:

“La giostra dei criceti”
di Antonio Manzini
Editore: Sellerio Editore
Pagine: 325
best sellers
«Siamo carne da cannone, aveva detto René. Era vero. Carne da cannone. Gente che muore senza un senso, senza un’utilità. Che ha vissuto senza sapere, e senza sapere se ne va».

Quattro malavitosi della più squallida periferia romana fanno una rapina che finisce nei disegni complessi della criminalità che conta.

Parallelamente un’organizzazione di altissimi funzionari dello Stato ordisce un folle piano «Anno Zero» per eliminare il problema, delle pensioni.

Sono i due ingranaggi, irrazionali quanto brutali nella loro efficienza, che muovono la giostra dei poveri idioti di vari livelli – dal piccolo criminale al boss camorrista, dall’inquietante generale all’alto burocrate, dall’impiegato dell’Inps che si sente un giustiziere alla fantastica ragazza innamorata -, tutti in lotta contro il loro destino insensato.

Tragico e comico, noir che si scioglie in limpida e commovente poesia, thriller che offre lo spaccato di una società senza cuore, questo è il secondo dei molti romanzi pubblicati da Antonio Manzini.
Con “La giostra dei criceti” siamo all’origine del suo avvincente modo di intrecciare storie; della sua prosa priva di ornamenti ma sorprendentemente musicale; soprattutto di quel pessimismo senza illusioni e di profondo amore che caratterizza il Rocco Schiavone dei romanzi successivi.
Link all’acquisto:

https://www.amazon.it/giostra-dei-criceti-Antonio-Manzini/dp/8838936307/ref=tmm_pap_swatch_0?_encoding=UTF8&qid=1491296550&sr=1-1

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SECONDO POSTO:

“Sete”
di  Jo Nesbø
Editore: Einaudi
Pagine: 640
best sellers

A tre anni dalle nozze con Rakel, Harry Hole, ormai vicino alla cinquantina, sembra aver trovato un suo equilibrio e la forza per tenersi alla larga dai guai.

Da tempo ha chiuso con l’alcol e per lui non ci sono più casi e indagini sul campo, solo un tranquillo incarico come docente alla scuola di polizia di Olso.

Ma in città due donne vengono uccise nella propria abitazione a distanza di pochissimi giorni, e una terza viene ritrovata ferita sulle scale di casa.
A collegare le vittime, il fatto che tutte e tre fossero iscritte a Tinder. E un segno inconfondibile, quasi una firma raccapricciante, lasciata sui loro corpi.
Link all’acquisto:

https://www.amazon.it/Sete-Jo-Nesb%C3%B8/dp/8806231898/ref=sr_1_1?s=books&ie=UTF8&qid=1491296720&sr=1-1&keywords=sete

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PRIMO POSTO:

“Storie della buonanotte per bambine ribelli. 100 vite di donne straordinarie.”
Di Francesca Cavallo ed Elena Favilli
Editore: Mondadori
Pagine: 211
best sellers
C’era una volta… una principessa? Macché! C’era una volta una bambina che voleva andare su Marte. Ce n’era un’altra che diventò la più forte tennista al mondo e un’altra ancora che scoprì la metamorfosi delle farfalle.

Da Serena Williams a Malala Yousafzai, da Rita Levi Montalcini a Frida Kahlo, da Margherita Hack a Michelle Obama, sono 100 le donne raccontate in queste pagine e ritratte da 60 illustratrici provenienti da tutto il mondo. Scienziate, pittrici, astronaute, sollevatrici di pesi, musiciste, giudici, chef… esempi di coraggio, determinazione e generosità per chiunque voglia realizzare i propri sogni.

Link all’acquisto:

https://www.amazon.it/Storie-buonanotte-bambine-ribelli-straordinarie/dp/880467637X/ref=sr_1_1?s=books&ie=UTF8&qid=1491297020&sr=1-1&keywords=storie+della+buonanotte+per+bambine+ribelli

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