“Lucrezia Borgia e Giulia Farnese” di Bruna K. Midleton

“Lucrezia Borgia Giulia Farnese

le donne più desiderate e ammirate del Rinascimento”

di Bruna K. Midleton

Recensione di Lisa Molaro

Bruna K. Midleton

Ultimo romanzo di Bruna K. Midleton, scrittrice inglese e italiana di adozione, edito dalla casa editrice Bonfirraro, uscito il 21 marzo e da pochi giorni reperibile in tutte le librerie.

Come ben si capisce dal titolo del romanzo, attraverso le pagine di questo libro si entra nei palazzi finemente decorati del Rinascimento Italiano. Roma, 1500.

 Si entra in stanze vuote o piene, si guarda da finestre troppo pulite o, metaforicamente, troppo opache.

Fruscii di gonne, elegantemente adornate da gioielli importanti, fanno da sottofondo durante la lettura.

Trame di tessuto pregiato avvolgono tramature incestuose, celate, bisbigliate, sussurrate… oppure lasciate sfacciatamente girare tra corridoi impudichi e lenzuola nere su cui pelle diafana, giovane, risalta.

Lucrezia Borgia

Lucrezia Borgia dipinta da Pinturicchio

Giulia Farnese

La dama e l’unicorno, possibile ritratto di Giulia Farnese, dipinto da Luca Longhi.

Rosso cardinale. Rosso sangue. Rosso passione. Rosso forza.

Bruna K. Midleton al fuoco mette tanta carne.

In questo romanzo storico, le guerre, le lotte e le bramosie terriere, seppur presenti, non ne sono il fulcro.

Con uno stile asciutto, frasi brevi e poche descrizioni ambientali il lettore scivola accanto a due donne, non ingenue, consapevoli del proprio potere: quello della bellezza femminile.

“Nell’alcova si fanno e si disfano alleanze, si definiscono confini, si creano ducati, si contraggono matrimoni, si fanno figli per scopi particolari… insomma, si esercita il potere e si accumulano ricchezze.”

Lucrezia Borgia e Giulia Farnese, due piccoli fiori non nati con la sicurezza di una vita agiata. Illegittima l’una e di estrazione modesta l’altra, incrociano il loro destino sotto lo sguardo rapace di Rodrigo Borgia.

Perché così mi sono immaginata ciò che leggevo, indignandomi per questa povera Chiesa che tutto aveva tranne la nobiltà d’azione.

Alessandro VI

 

Papa Alessandro VI, dettaglio della Resurrezione, Sala dei Misteri; opera di Pinturicchio.

Le grinfie dure e appuntite, di un flaccido rapace, stringono la tenera carne delle sue prede, quando ancora quasi profumano di borotalco.

Nessuna novità, lo so. A quei tempi Incesto ballava con Prepotenza.

Lucrezia e Giulia, spogliate dal loro cognome, erano due donne-bambine dotate di straordinaria bellezza e questo per loro è stato condanna e forza al tempo stesso.

Particolare è stato, infatti, attraverso la penna di Bruna K. Midleton, guardare il Rinascimento Italiano attraverso il loro punto di vista.

Se devo associare, a lettura terminata, un animale a loro due… beh, ecco che ai miei occhi diventano due felini.

“Pensando, assumono nobili pose da grandi sfingi accosciate in fondo a solitudini e sembrano addormentati in un sogno senza fine” Charles Baudelaire, I gatti.

Belle stoffe, consapevolezza del potere femminile in pugno e sguardo da gatta che si trasformerà, nel corso del romanzo, in sguardo da Unicorno.

Un’amicizia, la loro, forte e delicata al tempo stesso.

Baci teneri su labbra socchiuse, carezze silenziose.

Un’amicizia capace di farsi scoglio nel mare in tempesta.

Roccia contro la furia dell’acqua salata che le si scaglia contro.

Disegni politici, disegni senza sentimento, tratti di inchiostro e profumo misto di ceralacca e incenso.

Sul tavolo tante cose, tanti nomi, tanti intrighi.

Virtù e peccato, dolcezza e brutalità, miele e limone.

Un virus micidiale, che riporta il nome di Alessandro VI, si dirama, come gramigna infestante attorno a corpi e altari. Galoppa, come un nobile baio bardato di rossa stoffa, su sentieri ipocritamente privi di barriere e steccati.

Ma il cuore, l’animo, i sentimenti… quelli non si possono domare, restano l’unica cosa libera di un essere pensante.

Ogni azione ha una reazione, e così qualcuno nasconderà della polvere impalpabile e micidiale, dentro un anello altrettanto luccicante.

La redenzione spirituale, arazzi e affreschi rappresentanti una dama con l’unicorno che schiaccia, con i suoi zoccoli di toro, la testa dell’Homo selvaticus.

Un torchio che spegne il fuoco delle passioni mentre l’unicorno purifica l’acqua per le vergini.

Mi sono immaginata Lucrezia e Giulia (volutamente ometto di nuovo il loro cognome) bere, dalle mani a coppa, quell’acqua purificata, alla ricerca di una catarsi salvifica non agli occhi di Dio ma allo sguardo riflesso nel proprio specchio.

Bruna K. Midleton, con un forte taglio femminista, fa di Lucrezia Borgia e Giulia Farnese (tristemente Orsini) due simboli di ribelle sottomissione che si trasforma in ostinata liberà.

La bellezza femminile tutto può uccidere e tutto può generare.

Al di là delle prigioni, dei contesti storici, delle ipocrisie, delle barbarie o delle imposizioni… il proprio cuore e il proprio pensiero resta sempre libero.

“Virtus Securitate Parit (la virtù reca sicurezza, ovvero fiducia in se stessi).”

Sinossi:

“Mia amatissima Lucrezia, il destino ci ha separate, ma il mio cuore sarà per sempre con te”.

Quella tra Lucrezia Borgia e Giulia Farnese è la storia di un’amicizia travolgente e coinvolgente, testimonianza di un sentimento forte che, dal pieno Rinascimento, ha attraversato i secoli per giungere fino a noi.

Ed è proprio questo rapporto al centro del racconto originale della Middleton, la quale, utilizzando nuance rosa, ci regala due figure di donne ugualmente tormentate che vissero in un periodo di fasto iperbolico e di sfrenata licenziosità, quello della Roma dissoluta dei papi del ‘400, che fu definito il baccanale dell’epoca.

Seguite da una schiera di adoratori, Giulia e Lucrezia suscitarono, e tuttora suscitano, delirante ammirazione tra la gente, incantata nella visione della loro bellezza affascinante. Furono, infatti, capaci di travolgere uomini inaccessibili ai tormenti della passione. Ma qui gli intrighi di palazzo, i matrimoni combinati, i figli illegittimi, i giochi di potere e gli intrallazzi fanno soltanto da sfondo alle due protagoniste, ammantate di una superba bellezza. Angeliche e diaboliche, perfide, ma al contempo tenere nel loro districarsi in una ragnatela tutta declinata al maschile, le due si differenziavano anche per il loro profilo psicologico. Se la prima è, infatti, più esuberante, ammaliatrice ed estroversa, la seconda è timida, riservata e diplomatica e proprio questa diversità le renderà complementari e il confronto cementerà la loro amicizia, facendole maturare entrambe. Non una ricostruzione storica, dunque, ma un racconto raffinato, appassionato e coinvolgente, di uno dei sentimenti più solidi e profondi che la storia ci abbia consegnato. Un romanzo storico unico nel suo genere che fa emergere quanto sia forte e necessaria la solidarietà tra donne. Di un’attualità sconcertante.

Titolo: Lucrezia Borgia Giulia Farnese, le donne più desiderate e ammirate del Rinascimento
Autore: Bruna K. Midleton
Editore: Bonfirraro ( marzo 2017)
Pagine: 164

https://www.amazon.it/Lucrezia-Borgia-Farnese-desiderate-Rinascimento/dp/8862721471/ref=sr_1_3?s=books&ie=UTF8&qid=1491385271&sr=1-3&keywords=Farnese%2C+Giulia

http://www.bonfirraroeditore.it/narrativa/lucrezia-borgia-giulia-farnese-detail.html

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