Letteratura femminile e sesso

“Letteratura e Sesso” 

a cura di Ferlisi Maria Lucia

Letteratura e Sesso.

La vita delle donne è stata caratterizzata da secoli e millenni di umiliazione e da una faticosa strada di ricerca per la propria autodeterminazione, costellata da continue lotte.

Se in alcuni ambiti la donna è riuscita ad aprire un varco nella società per affermarsi, di sicuro l’ambito sessuale è quello dove ha faticato di più e il suo ruolo non è ancora paritario.

La donna, ancora oggi, se vuole affermare la libertà sessuale, alla pari dell’uomo, viene classificata come : troia, sgualdrina, puttana, ed altri apprezzamenti sessuali denigratori.

La donna non è ancora libera dai condizionamenti e dal perbenismo della società che continua a dividerle in perbene o puttane. 

La letteratura come tutte le altri arti, non può che assoggettarsi a a queste regole non scritte, ma che riflettono i canoni che la società ha stabilito.

La donna è stata descritta nella letteratura: eroina, santa, fedele e brava donna di casa, ubbidiente amorevole verso i figli. I romanzi riflettono ciò che la società ha imposto sul come deve essere la donna. Sono davvero pochi i libri che riportano l’immagine di una donna che è anche corpo,  sensualità o sesso.

Letteratura e sesso

Letteratura e Sesso

Anche i nomi scelti per i romanzi o le poesie si portano dietro un OMEN che è presagio di un destino a cui non ci si può sottrarre, alcuni nomi sono pregni di storia, mitologia e cultura.

Pensiamo a Beatrice, Elena, Laura, Lucrezia, Gertrude… sinonimi di attributi e significati dati dalla letteratura nel corso dei secoli.

Nomi a cui associamo stereotipi consolidati e difficilmente modificabili.

La donna non ha mai potuto esprimere la propria sessualità, il proprio corpo o il proprio piacere. La chiesa ha sempre lanciato anatemi contro la sua figura e lanciato anatemi, già dalla sua comparsa, mangiando il frutto del peccato.

Nel medioevo  la figura della donna subisce gli attacchi più forti, è considerata corrotta e corruttrice, ed il suo corpo è un contenitore dove vi sono sangue, sterco, urina e altri liquidi schifosi.

  Il corpo della donna è il luogo della perdizione dell’uomo.

Ma anche nei secoli successivi l’immagine della donna nella letteratura non migliora di molto, la donna è sempre perduta, o danneggiata e non le resta che scegliere o accettare il marito, diventare quindi una mantenuta, altrimenti non le resta che andare incontro alla povertà, alla depravazione.

E se già nell’800 la figura femminile comincia la sua lenta ascesa all’emancipazione, la donna fatale è sempre denigrata, la sua affermazione, le sue scelte, il suo piacere si paga con il suicidio basti pensare ad Emma Bovary o Anna Karenina

Letteratura e sesso

Letteratura e Sesso

La rinuncia agli errori commessi non è sufficiente, la donna perduta è perdonata soltanto con la morte.

Tra la fine dell’800 ed il 900 il ruolo della donna comincia a subire un cambiamento,  sparisce la donna angelo di Dante o pia e devota come Lucia Mondella del Manzoni.

Si sovrappone una figura più aggressiva, priva di virtù morali, prostituta come Nanà di Zola, demoniaca come in Baudelaire, oppure brutta e malata come la Fosca del Tarchetti, capace di succhiare l’essenza dell’uomo.

La donna, nella letteratura, continua ad essere concepita come incapace di produrre e fare cultura, ha dovuto mistificare se stessa per affermarsi, usando all’occorrenza anche nomi maschili per poter emergere, o per non essere sopraffatte: pensiamo a George Elliot, scrittrice britannica o George Sand, scrittrice e drammaturga francese.

Letteratura e sessoLetteratura e sesso

Due donne che furono costrette a non essere se stesse per frequentare salotti letterari e scrivere per mantenersi.

Questo perché le donne venivano ostacolate, se non addirittura censurate; veniva ritenute intellettualmente inferiori e con scarse capacità intellettuali nel mondo letterario. 

Jane Austen, le sorelle Bronte, Virginia Woolf, Marchesa colombi, Neerea, Matilde Serao, Vertura Gentile, Percoto, Contessa Lara, Carolina Invernizio, Grazia Deledda e tante altre hanno dovuto lottare non poco per affermarsi nel mondo della cultura.

Una lotta continua per essere ciò che volevano delle scrittrici e fare dei libri il loro lavoro, senza essere mantenute da mariti o amanti.

Negli anni 60 si ha una vera e propria spinta nell’affermazione letteraria per le donne scrittrici ed al tempo stesso ci sarà una vera rivalutazione di tutte le scrittrici di fine 800.

Anche se gli stereotipi non sono stati completamente debellati la vita delle scrittrici si è semplificata molto, la lotta per l’affermazione se non è terminata si è affievolita moltissimo, grazie anche ad un aumento dei lettori soprattutto donne, che una volta erano tagliate fuori anche dalla lettura dei libri.

Negli anni 60 si ha una vera e propria spinta nell’affermazione letteraria delle donne scrittrici, ed al tempo stesso una vera rivalutazione delle scrittrici di fine 800.

Anche se gli stereotipi non sono stati completamente debellati, la vita delle letterate si è semplificata molto. La lotta per l’affermazione non è terminata, si è solo affievolita.

Letteratura e Sesso

Dopo Saffo, le cui liriche sono una ricerca sull’amore, all’ansia ed alle pene che procura, dove la forza emotiva, la passione si fonde con l’eleganza dei versi da lei scritti, passeranno molti secoli prima di ritrovare il nome di una donna legato al piacere femminile; precisamente nel 1282, versi rinvenuti in un archivio notarile di Bologna e pubblicata successivamente dal Carducci nel 1876,

Con lui me staria tutta nuda

nè mai non vorria far divisa

eo l’abrazeria en tal guisa

che el cor mi faccia rallegra

Altra poesia scritta da una ragazzina di 10 anni risale alla seconda metà del XIV secolo

Madre mia dammi marito

figlia mia dimmi il perchè

che mi faccia dolziemente

quel che fa mio padre a te

et volessiti baciare

mettigli la lingua in bocca 

….

Nel XVI secolo abbiamo FRANCO VERONICA, poetessa e cortigiana le cui poesie sono velate di una forte sensualità.

Altro salto di secolo ed arriviamo a CAROLINA INVERNIZIO, regina indiscussa del romanzo d’appendice nella seconda

Letteratura e sessometà dell’ottocento. Le sue storie di peccato e perdizione scossero gli ambienti borghesi della nascente Italia, tanto che i suoi libri furono banditi dal Vaticano. Fu definita “onesta gallina della letteratura popolare” da A. Gramsci.

Nei decenni successivi hanno scritto di sesso:

Margherite Duras: L’amante.

Histoire D’O di Pauline Reeja.

Emmanuelle di E. Arsan

Paura di volare di Erica Jong.

Il delta di Venere di Anais Nin.

Porci con le ali di Lidia Ravera.

Le età di Lulù di Almudena Grandes.

Una donna di Sibilla Aleramo.

Il danno di Josephine Hart.

La vita sessuale di Catherine M di Catherine Millet.

  Letteratura e sesso

Nella seconda metà degli anni 90, molte scrittrici,  sfruttando il nuovo clima culturale, nei loro libri marrano sesso senza limiti, alcool e droghe, con un linguaggio libero e senza tabù. Vedasi il successo di 50 sfumature, il porno da signora, che vola in cima alle classifiche di vendita.

Dopo l’uscita di tutte le sfumature, i racconti erotici sono aumentati a dismisura, ma la maggior parte non hanno avuto la capacità di trattare l’erotismo in modo raffinato o di rottura.

(Rimando ad un prossimo articolo un approfondimento sulle autrici del novecento che ho soltanto citato)

Bibliografia

Il corpo della musa. Erotismo e pornografia nella letteratura italiana dal ‘300 al ‘900. Storia, dizionario e antologia di Riccardo Reim


Le donne e la letteratura di Elisabetta Rasy

https://it.wikipedia.org/wiki/Porci_con_le_ali

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