“Donne di carta e inchiostro” di Ilaria Biondi

“Donne di carta e inchiostro” di Ilaria Biondi

18 marzo 2017

Parole e Immagini al Femminile

scritturaHo atteso, con cuore sospeso e danzante, il primo appuntamento di Cultura al Femminile, che si è tenuto lo scorso 18 marzo a Milano.

Ho atteso di scorgere volti, scoprire sguardi, ascoltare voci.

Quei volti, quegli sguardi e quelle voci che, malgrado la distanza geografica, sono diventati presenze amiche dei miei lunghi giorni e dei miei istanti brevi.

Ho abbracciato occhi di perla, sorrisi di cielo, pensieri in cammino.

Gioia autentica.

Di esserci. Di riconoscersi. Di ritrovarsi.

Un incontro di scritture, di immagini e di anime.

Germoglio vivo e gonfio che carezza.

Incantamento che nutre e accompagna.

Respiro corale che sorregge sogni e speranze.

Un cerchio femminile che include e accoglie.

Il potere sacrale della Parola che unisce e riunisce.

Il misterioso e invisibile filo che cuce assieme i granelli d’anima di tante Donne.

Che si prendono per mano e solcano insieme, grate e consapevoli, un sentiero disseminato di mormorii, desideri e fulmini di Vita…

Quella che segue è la mia introduzione al Reading che ha suggellato l’evento “Parole e Immagini al Femminile”.

Ho avuto il piacere e l’onore di condividere le emozioni vive e vibranti di quello speciale momento con le scrittrici Maria Cristina Sferra ed Emma Fenu, che hanno prestato la loro voce rispettivamente alle poesie e ai racconti tratti dall’antologia “Carne e Spirito”.

Questo breve ma sentito intervento scaturisce da un percorso appassionato di scambi e riflessioni con la cara Maria Cristina Sferra, nei mesi che hanno preceduto quello speciale 18 marzo.

Potete leggere “Voce regalata alla Poesia” di Maria Cristina Sferra al seguente link

scrittura

Il grande respiro dell’anima femminile adagia sulle pieghe della carta le proprie rughe ruvide e geometrie luminose.

La scrittura raccoglie e racconta.

Chi siamo.

Come eravamo.

Cosa saremo.

La scrittura è presagio.

Profezia.

Eredità di radici e memoria.

Consolazione silente.

Battesimo purificatore.

Grido e preghiera.

Verbo negato dal guinzaglio ipocrita delle convenzioni.

Alfabeto ribelle e caparbio, che non si arrende all’oblio.

Cerchio infinito d’inchiostro, che partorisce nuovi semi di vita e di parole.

Scrittrici cavalcatrici, che con sguardo fiero e anima indomita corrono sulle ali di vento di sillabe antiche e sempre nuove.

Graffio di voce, che non smette di cantare.

Battito di cuore, che non si stanca di raccontare.

Ieri. Oggi. Domani.

La scrittura racconta la pelle cucita d’amore, che si scioglie nella polvere bruciante di un bacio.

Nel volo sincopato di due anime.

Di due carni che si trovano, custodiscono, scoprono.

Distanti dal rumore distratto del mondo.

Racconta il grembo di stelle che si gonfia di luce, speranze, attesa.

Il nido sacro di Madre.

Le guance nude di Figlia.

“Mi sono svegliata con questa immagine nella mente, in una strana penombra pomeridiana. Non è un sogno, è un ricordo. Ho risentito l’odore buono della saponaria. Ho sentito la radice della mia smania di abiti e scarpe da accumulare. Forse ho compreso il desiderio di riscatto di mia madre. Mai raggiunto.

Mi sono svegliata piena del dolore di una vita che non mi appartiene e che neppure io sono riuscita a riscattare nel suo nome.”

(Susan Moore, Odore di saponaria)

Placente che accolgono e abbracciano.

Grembo che sa anche tremare di paura.

La scrittura racconta la pazienza di una carezza.

La tenerezza di una promessa.

Il mistero invisibile di un cordone che sbriciola i terrori, distrae le inquietudini, sostiene le cadute, sfida il Nulla e l’Assenza.

Racconta di discese che diventano rinascite.

Di fragilità che si tramutano in forza.

Di mani quiete e sagge che cospargono miele sulle ferite.

Di dita spalancate che lavorano alacremente.

Tessendo trame di passione indomabile.

Ricamando i giorni con i fili della consapevolezza e del coraggio. Ingravidando fatiche e sofferenze con la tenacia di un sogno che non muore.

Racconta i segreti di un’anima antica, sensuale, enigmatica, sfuggente, libera.

Figlia della Luna. Di un’anima Donna. Di un’anima Gatto.

La scrittura racconta il viaggio di un corpo e di un pensiero, che si perde e si ritrova negli sguardi di geografie sconosciute, nell’incontro con strade lontane, che tatuano nei ricordi istanti di gioia e frammenti di dolore.

Viaggio fuori. Oltre.

Viaggio dentro, nei pezzi dispersi del proprio mosaico interiore.

La scrittura racconta di sogni che muoiono in bocca.

Di corpi slacciati, venduti e svenduti.

“A Milano facevo le notti, un incubo quegli stradoni dove d’inverno accendevamo i fuochi come nella savana, anzi peggio, perché  nella savana servivano a tenere  lontane le bestie feroci, mentre in città le attiravano. Corpi e  corpi, voci, grida, litigi  fino all’alba, quando finalmente prendevo il treno per Torino sperando di dormire. Cosa non facile in quelle carrozze affollate, maleodoranti di carni sfatte, di scarpe, di profumo scadente,  sotto sguardi che se li incontravi ti sentivi appestata.”

(Maria Antonietta Macciocu, Gazzella)

Di baci inventati sporcati di sangue.

Di capelli strappati che non danzano più nel vento.

Di lividi accesi che orlano di nero la pelle trasparente.

Di un corpo piegato da un cuore malato.

Di uno spicchio di cielo che si tinge di rosso.

La scrittura racconta a volte storie che mai vorrebbe raccontare…

Potete leggere l’intervento di Emma Fenu su Scrittrici e violenza a questo link

Potete leggere l’intervento di Maria Lucia Ferlisi su Scrittrici e amore e sesso a questo link

Potete leggere l’intervento di Sabrina Corti su Scrittrici e famiglia a questo link

Potete leggere l’intervento di Elisabetta Corti su Scrittrici e gatti a questo link

Potete leggere l’intervento di Marina Fichera su Scrittrici e viaggio a questo link

Potete leggere l’intervento di Silvia Lorusso su Scrittrici dimenticate a questo link

Potete leggere la cronaca dell’evento scritta da Paola Caramadre su Tantestorie.it a questo link

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *