“La solitudine dei numeri primi” di Paolo Giordano

“La solitudine dei numeri primi” di Paolo Giordano

Recensione di Tatiana Pagano

La solitudine dei numeri primi è un romanzo di Paolo Giordano, scrittore e fisico italiano tra i più giovani d’Italia ad aver ricevuto il premio Strega, riconosciuto come uno tra i premi più prestigiosi.

La solitudine dei numeri primi, tra le opere più acquistate nel 2008 con più di un milione di copie vendute, è stata riproposta anche in versione cinematografica dal regista Saverio Costanzo.

Il libro si presenta come una disamina dei disagi e delle problematiche giovanili odierne che spinge il lettore a prendere coscienza di tematiche stimolanti ed inquietanti al tempo stesso.

Nei protagonisti Alice Della Rocca e Mattia Balossino si riscontra, infatti, un mix patologico che procede dal bullismo all’autolesionismo passando per anoressia nervosa, senso di vergogna, dimensioni autistiche e depressione.

Tali condizioni, sicuramente difficili da trattare tutte insieme soprattutto all’interno di un romanzo, sono talvolta la figura, altre lo sfondo, altre ancora una cornice poco chiara e definita.

L’opera sembra stimolare una lettura tutta d’un fiato alla ricerca di un evento che tolga dall’impasse psicologica i due protagonisti; anche quando si ha la sensazione che ciò stia per avvenire in realtà tutto si dissolve in una nube intrisa di idee fantasmatiche.

Il romanzo, che lascia in sospeso i “se” e i “ma”, oscilla tra la speranza di uscire dal tunnel e il precipitare nuovamente nel baratro.

In una Torino implicitamente presente, si svolgono le vicende dei due protagonisti segnati da avvenimenti traumatici della loro infanzia: Alice rimarrà zoppa a causa di un incidente avuto all’età di sette anni poiché spinta dalla ricerca di approvazione del padre e Mattia, bambino dotato di grande intelligenza, passerà l’intera adolescenza ed età adulta a colpevolizzarsi per la scomparsa della sorella affetta da un grave ritardo mentale. Fu lui stesso a lasciarla in un parco con l’intento di andarla a riprendere al termine di una festa di compleanno, non sopportando più il peso dell’isolamento da parte dei coetanei per via di Michela, sua sorella; nonostante le numerose ricerche, quest’ultima non fu mai più ritrovata.

Questi eventi segneranno profondamente la vita dei due personaggi conducendoli rispettivamente all’anoressia nervosa e all’autolesionismo, probabilmente entrambi sintomi di una sofferenza di matrice psicologica.

I due, che si incontreranno grazie ad una compagna di scuola, sembrano sin da subito attratti l’uno dall’altro senza però riuscire a cedere e a farsi travolgere dal reciproco sentimento; anche da adulti, a seguito di un tanto atteso bacio, sarà per loro impossibile riuscire ad abbattere il muro di solitudine che li separa.

Come due numeri primi gemelli vicini, ma non abbastanza da toccarsi, sono segnati da traumi, accomunati dalle stesse particolarità, attratti l’uno verso l’altra senza riuscire mai ad unirsi perché divisi da un invalicabile ostacolo: l’essere se stessi con le proprie debolezze e fragilità.

Ed è proprio su questi aspetti che l’autore si sofferma durante tutta la narrazione riuscendo perfettamente a descrivere lo stato psicologico di chi si trova a dover affrontare traumi e patologie più grandi di se stessi.

Il tentativo di scoprire la luce viene sempre annientato da un nuovo attimo di buio che si rivela sempre più tenebroso ed inquietante. L’autore non dà spazio, quindi, ad un lieto fine, ad una possibile remissione dei protagonisti dando la sensazione che siano loro stessi a voler rimanere prigionieri dei propri fantasmi interiori, intrappolati nella loro stessa rete fatta di paura, angoscia, solitudine.

Del resto anche lo stesso legame tra Alice e Mattia potrebbe essere considerato un amore malato in cui è insito un vero e proprio disagio esistenziale.

“È in questo quadro moralmente e mentalmente disastrato che si alternano sulla scena del romanzo i personaggi di Giordano che non solo sono distrutti dagli eventi ma, a loro volta, uccidono la realtà e le relazioni affettive fino a diventare sterili figure incapaci di normalità.” (cit. di Mario Gaudio)

Sinossi: 

Alice, bambina obbligata dal padre a frequentare la scuola di sci, un giorno si perde in montagna e nel tentativo di raggiungere i suoi compagni esce fuori pista; cadendo si ferisce ad una gamba e rimarrà conseguentemente zoppa per il resto della vita.

Mattia è un bambino di spiccata intelligenza che non tollera il peso dell’isolamento dei compagni a causa della presenza di sua sorella gemella, Michela, affetta da disabilità intellettiva. La presenza di Michela umilia Mattia di fronte ai suoi coetanei ed è per questo che, prima di raggiungere insieme una festa di compleanno, Mattia abbandona la sorella nel parco, con la promessa che tornerà presto a riprenderla.

Questi episodi traumatici segneranno la vita di Alice e Mattia, adolescenti, giovani e infine adulti. Le loro esistenze si incroceranno e si scopriranno strettamente uniti nelle loro debolezze, eppure incapaci di avvicinarsi l’uno all’altra.

Come quei numeri speciali, che i matematici chiamano “primi gemelli”: due numeri primi vicini ma mai abbastanza per toccarsi davvero. Un romanzo d’esordio che alterna momenti di durezza e spietata tensione a scene rarefatte e di trattenuta emozione, di sconsolata tenerezza e di tenace speranza.

Nome libro: La solitudine dei numeri primi
Autore: Paolo Giordano
Genere: drammatico
Editore: Mondadori
Data edizione: 2008
Pagine :304
https://www.amazon.it/solitudine-dei-numeri-primi/dp/8804589655

 

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *