Batuffoli rosa per dimenticare Giuda

Batuffoli rosa per dimenticare Giuda

Albero di Giuda

L’albero di Giuda.

L’altro giorno, passeggiando a cuore aperto, sono rimasta incantata da una miriade di batuffoli rosa.

Mi sentivo una spettatrice davanti ad un quadro meraviglioso!

Petali fragilissimi, rosa intenso, se ne stavano beatamente sostenuti a dei coriacei rami scuri.

Il cielo, una tela azzurro intensa… e intonsa, non una nuvola bianca a far da cornice.

La perfezione, ho pensato, è questa!

Albero di Giuda

Due magnifici Alberi di Giuda se ne stavano al mio fianco, intrecciando i rami come fossero mani alzate al cielo.

Questa è la settimana che precede la Pasqua.

Perché un albero così bello e romantico porta un nome così oscuro e tenebroso?

Giuda Iscariota, basta pronunciarne il nome e già la mente rimanda a tradimenti e serpi in seno.

Dov’è Giuda in questa bellezza che mi sta al fianco?

“Ci sono delle cose che non possono esser provate come cose scientifiche, cose che sorpassano il pensiero degli uomini” – Emma Darwin

Diventarono tavolette d’argilla, papiri, pergamene, racconti e libri… ma al principio le parole erano voce e la voce era Verbo.

Credere, non credere… non è questo il tema di questo mio articolo.

Svolazzi leggendari creano disegni con simboli e poesia, questo mi fa sorridere e sorridere mi fa stare bene.

Luca, Matteo, Giovanni o Marco…  le loro testimonianze non collimano completamente.

La storia si lascia sempre scrivere a seconda di chi la narra, questo era vero nel Nuovo Testamento quanto ai tempi nostri.

“Colui il quale mangia il mio pane ha levato il calcagno contro di me” Giovanni 13, 10-31

“Sarò io a tradirti, Gesù?” chiese uno.

“Sarò invece io?” chiese un altro.

Gesù intinse il suo boccone e lo porse a Giuda… e in lui entrò Satana.

Qualche teologo dice che non si trattò di tradimento ma di un atto che andava fatto per adempiere le sacre scritture.

Gesù andò insieme ai suoi discepoli oltre il torrente di Cedron, dove si trovava un giardino in cui  si riunivano spesso.

Anche Giuda conosceva, ovviamente, il luogo e in cambio di trenta denari ci condusse le guardie fornite dai grandi sacerdoti e dai farisei. Arrivarono brandendo armi, lanterne e torce, così narra Giovanni.

Non voglio scrivere, anche perché non ne ho le competenze, una lezione teologica… ma voglio proseguire questa leggenda cristiana che mi ha portato a capire la bellezza dei ciuffi rosa di cui parlavo all’inizio.

“Colui che bacerò, quello è Gesù” e così Giuda compì il tradimento.

Qualcuno dice che il bacio avvenne sotto un albero dalla corteccia scura.

Il bacio di GiudaIl bacio di Giuda del Beato Angelico (1395 circa–1455)

La coscienza di Giuda, poi, si fece molto più pesante delle trenta monete che teneva nel sacchetto.

Capì di aver sparso sangue innocente; di aver venduto l’onestà in cambio di metallo assassino.

«Allora Giuda, il traditore, vedendo che Gesù era stato condannato, si pentì e riportò le trenta monete d’argento ai sommi sacerdoti e agli anziani dicendo: «Ho peccato, perché ho tradito sangue innocente». Ma quelli dissero: «Che ci riguarda? Veditela tu!». Ed egli, gettate le monete d’argento nel tempio, si allontanò e andò a impiccarsi. »   (Matteo 27:3-5)

Scelse proprio l’albero sotto cui aveva dato il bacio, per spirare.

Giuda

Rappresentazione medioevale di Giuda impiccato e circondato dai demoni.

Qualcuno narra che la corda si spezzò, altri che a spezzarsi fu il ramo… comunque pare che la sua morte non sia giunta per mano sua ma in seguito alla caduta rovinosa.

L’albero che aveva scelto era il Cercis siliquastrum e da allora fu considerato simbolo di tradimento e odiato dai credenti.

Che colpa aveva?

Dio s’intenerì e per cancellare dall’albero l’onta del male, affinché chi lo guardasse potesse non pensare ad altro che alla sua bellezza, gli regalò una fioritura primaverile ricca e corposa.

Storie antiche, leggende, favole, fede… interpretate tutto come meglio vi aggrada.

Io, semplicemente, quando ora ammiro le farfalle colorate svolazzare fra i petali profumati, insieme alle api e agli altri insetti che la primavera risveglia… beh, non penso al meschino gesto di chi, per denaro, tradisce la fiducia di una persona.

Non penso a chi si accorge di avere una coscienza solo dopo aver giudicato e sputato addosso all’innocenza.

Non penso ai rimorsi, alla redenzione e alla viltà.

Sono davanti all’albero e non penso all’espiazione dei peccati fatti per la passione del denaro.

Non penso a chi vende la propria anima al Diavolo.

Ma sorrido perché penso al riscatto di un triste albero ingenuo, vittima di pregiudizi e di ignoranza, che è stato tacciato di complicità e che, grazie alla volontà di Colui che sempre perdona, ha la possibilità di innalzare i suoi rami al cielo, vestendosi di magnifici colori che sanno di equinozio, di Primavera e di rinnovo.

State sogghignando? Pensate che io sia solo una povera romantica che ama le favole?

Bene, allora potete tranquillamente pensare che l’Albero di Giuda sia chiamato così semplicemente perché il suo nome deriva dalla regione “Giudea”… dopo tutto internet mi insegna che l’attuale Palestina sia piena di Cercis siliquastrum.

Ma i sogni, la magia ed i bei finali, quelli che sanno di buono, non sono l’essenza di un bel vivere?

Non m’importa cosa sia vero e cosa non lo sia. Non in questo caso.

A me piacciono le storie.

Lisa Molaro.

 

 

 

 

 

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