Contest Amarcord: “Ricordi cuciti a mano: punto dopo punto” di Adele Cavalli

Contest Amarcord: “Ricordi cuciti a mano: punto dopo punto”

di Adele Cavalli

I ricordi si srotolano leggeri e si fermano vicino a mia mamma.
Lei amava cucire, lo faceva ogni giorno.

Gli ultimi anni aveva molte difficoltà di movimento così si sedeva sulla poltrona vicino alla finestra in camera sua, accendeva la lampada e ascoltava la radio o un romanzo narrato dalla voce discreta di un audiolibro.

Ma le piaceva anche il silenzio e così mentre cuciva, punto dopo punto, i ricordi le facevano compagnia.

Affioravano lentamente e la portavano a casa sua, molto spesso, con la mamma Rosina ed i suoi fratelli.
Lei, Maria, era la più grande e, a 13 anni, Rosina le fa sapere che arriverà, dopo poco,un fratellino o una sorellina, lei ha già due sorelle e due fratellini, poi c’è il papà, e una vecchia zia che vive insieme a loro.
Ci sono tante cose da fare in casa, troppe, ma Rosina non è preoccupata più di tanto, la ‘Divina Provvidenza’ aiuterà la loro famiglia, Maria deve stare tranquilla.

E così il giorno atteso da tutti arriva e lei, quando ritorna dalla casa degli zii in campagna, dove era stata mandata, nella stanza vede Rosina appoggiare il cuscino ‘porta enfant’ sulla credenza e avvicinarsi per abbracciarla.
Là, c’è Giulia, la nuova sorellina, Maria la guarda ‘è così nera!’
Capelli scurissimi ed anche la pelle è un po’ scura e poi Rosina è vecchia, ha trentotto anni, è troppo vecchia.
È preoccupata, Maria, ma pochi giorni dopo è lì seduta vicino a Rosina e insieme stanno cucendo il primo grembiulino per Giulia usando una vecchia sottoveste di cotone a righe bianche e viola della zia.

Un grembiulino alto in vita, arricciato sul davanti con una balza in fondo a piegoline sottili.
Si ricorda come ha cucito a mano ogni piccola piega, una dopo l’altra, in modo leggero perchè potessero restare morbide.

E così Giulia è la nuova di casa e cresce in mezzo agli altri fratellini.

L’infanzia e la fanciullezza dei sei fratelli sono accompagnate dal buio e dal rumore della guerra che, aggrava non poco, una situazione già difficile, in famiglia,
Maria ripensando ad allora ha un ricordo di Giulia piccola e della sua amichetta Elena, che durante l’oscuramento si siedono sul marciapiede davanti a casa e, tenendosi per mano, cantano:

“Vieni Gesù con me, sola non mi lasciar.
Ti offro il mio penar,
dè reggi con la fè,
vieni Gesù con me”

E mia mamma, alla fine del racconto, con voce lieve e tremula la ricantava, rivivendo, con me, l’atmosfera di allora.

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