La lancia di Longino. La storia straordinaria di un uomo comune

“La lancia di Longino. La storia straordinaria di un uomo comune” di Louis De Wohl

Recensione di Sabrina Corti

Longino

Quando ero piccina la mia curiosità mi portava sempre a fare domande e, in fatto di religione, il mio mentore era la mia nonna materna.

“Nonna, perchè Gesù ha il costato trafitto?”

“È stato un soldato romano a trafiggere il cuore di Gesù. E dal cuore di Gesù ne è uscito sangue e acqua”.

La risposta, pur esaustiva, aveva tuttavia nel contempo sollecitato nuovamente la mia curiosità di bambina.

Chi era quel soldato romano? Perchè lo aveva fatto? E perchè ne sono usciti sangue ed acqua?

“Il sangue era il male del mondo, e l’acqua di salvezza lo ha purificato”.

Ma su quel soldato romano, la mia nonna, nulla seppe dire.

Continuo a pensare che, a prescindere dal fatto di essere credenti o meno, il Vangelo sia la più bella storia mai narrata.

Quell’uomo così affascinante che parlava per parabole, e poi i soldati, i pubblicani, le peccatrici, i ladroni, i tribuni, i sacerdoti, gli angeli, i Re, e le donne.

Una storia meravigliosa dove ogni comparsa è insieme protagonista.

Questa è la storia di quel soldato romano: Longino.

Per giungere all’episodio per cui è divenuto famoso, tuttavia, occorre attendere la parte conclusiva del romanzo ove, conosciuta la personalità di Longino, si potrà capire appieno il movente di quel gesto.

Siamo a Roma, qualche anno dopo la nascita di Cristo.

Cassio Longino, soldato romano figlio di un generale dell’esercito, ci sa fare con la lancia.

Una sera, nel corso di una festa in una villa privata, e per far colpo su una giovane (Claudia Procula), Cassio Longino scommette ventimila sesterzi con il padrone di casa (tale Balbo) che colpirà in pieno centro uno scudo posto ad oltre cinquanta passi.

L’abile Longino fa centro. Poi, siccome è un uomo di vent’anni preda agli impulsi dell’età, promette a Claudia di sposarla. E Claudia, affascinata da Cassio e dalla prospettiva di una vita agiata, non disdegna la proposta.

Ricordiamola questa Claudia perchè più avanti la troveremo in sposa ad altro uomo, di fama ormai millenaria.

Tornando a casa dal padre, il Generale Longino, lo trova in punto di morte: suo padre aveva tentato il suicidio.

Salvato in extremis da una morte pressocchè certa dal figlio e da due schiavi, il Generale Longino confida a Cassio di essere completamente indebitato tanto da aver già perso gran parte del suo patrimonio. La causa dei suoi debiti era da imputarsi ad un inganno commerciale ordito ad arte da Balbo e da Saiano, uomo assai vicino all’imperatore.

Non vi è più nulla da fare, nulla potrà consentire a Longino di recuperare alcunchè; il Generale, qualora non risani i suoi debiti, verrà condannato a morte.

Cassio Longino confida ancora, almeno, nell’amore di Claudia Procula che, ahimè, appresa della decadenza patrimoniale dei Longino, rifiuta la mano di Cassio.

A quel punto a Cassio non rimane altra scelta: per salvare il padre sacrifica sè stesso offrendosi come schiavo a Balbo. A Longino viene forato il lobo dell’orecchio, a qualificarlo come schiavo, e il Generale Longino viene trasferito, libero da ogni peso debitorio, in una sua proprietà fuori Roma.

Ma lo scopo di Balbo e Saiano era quello di eliminare la famiglia.

Il Generale Longino viene barbaramente ucciso mentre Cassio viene fatto scendere nell’arena a duello con uno dei gladiatori imbattutti da tempo.

La regola vuole che colui che vincerà potrà tornare libero.

Sul palco reale siede Claudia Procula, insieme al marito: Ponzio Pilato.

La lancia di Longino colpisce a sopresa, inaspettata: Longino è libero, si arruola nell’esercito e viene trasferito in Galilea.

Ponzio Pilato viene nominato Prefetto della Giudea.

Nel frattempo, nei medesimi luoghi, un Uomo si fa avanti: catalizza la folla, parla per parabole, compie miracoli.

È il Cristo.

Lascio a Voi la lettura di questo romanzo di ampissimo respiro dove l’opera, di fantasia, si fonde mirabilmente con gli avvenimenti che hanno preceduto la Crocifissione e la Resurrezione di Gesù.

longino

“Chi di voi è senza peccato, scagli per primo la pietra contro di lei (Gv. 8,7)”

L’episodio noto come quello dell’adultera viene inserito nel libro dopo aver romanzato l’avvenimento di Naomi, giovane donna in sposa ad un ricco anziano che, sorpresa dai briganti durante un trasferimento, viene salvata proprio da Cassio che si innamora di lei.

Ma anche altri episodi noti del Vangelo (dalla resurrezione di Lazzaro, alla predicazione di Gesù nel Tempio, all’arresto di Barabba) vengono rappresentati senza forzature rispettando il racconto evangelico, ossequiosi dei contenuti del Nuovo Testamento.

E poi l’episodio del tradimento di Giuda.

Ma perchè Giuda doveva far riconoscere ai soldati il Cristo?

Banalmente ho sempre pensato che il volto di Gesù fosse noto a tutti già all’epoca della sua vita terrena.

Io, figlia dell’epoca informatica dove un volto è immediatamente visibile al mondo con un clik, ho dovuto fermarmi a pensare che nel anno 33 d.C. nessuno era così famoso da essere riconosciuto ovunque e da chiunque.

Serviva un discepolo di Gesù che lo rendesse riconoscibile ai soldati ed ai sacerdoti che lo volevano giudicare.

” Allora uno dei Dodici, chiamato Giuda Iscariota, andò dai sommi sacerdoti e disse: «Quanto mi volete dare perché io ve lo consegni?». E quelli gli fissarono trenta monete d’argento. Da quel momento cercava l’occasione propizia per consegnarlo (Mt.26, 14-16)”

E, dunque, ecco ancora Longino presente nel giardino dei Getsémani mentre Giuda bacia Gesù.

Longino

Longino è protagonista di un avvenimento che cambierà il Mondo.

Egli ha un’anima turbata, piena di rancore e vendetta per il padre barbaramente ucciso, e quell’Uomo che predica il bene non lo convince, eppure lo teme.

Naomi, invece, fa parte di quelle donne testimoni quasi invisibili della salvezza del Mondo.

È sotto la Croce di Cristo morente insieme a Maria, la madre di Gesù,  che le copre il volto con il velo per non mostrarle la sofferenza.

Longino è turbato. Cristo è morto: così pare.

Il cielo si è oscurato.

Sono le tre del venerdì che precede la Pasqua ebraica.

La prassi romana della crocifissione vuole che ai condannati vengano spezzate le gambe prima di essere deposti perchè, in caso di sopravvivenza, non possano fuggire.

Alcuni soldati vogliono compiere la medesima operazione con Cristo ma Longino è convinto che Lui sia morto e che non sia un Dio come molti attorno si affrettavano a dire.

Toccava a lui, sbarazzarsi di quel loro dio. Si avvicinò di nuovo alla croce (…) . A quel punto Cassio sapeva che avrebbe dovuto accertarsi che l’uomo fosse morto. Fece un cenno al soldato con cui aveva parlato (…) <Dammi la lancia> gli ordinò Cassio in tono aspro.

Era una lancia regolamentare di circa sei piedi, la lama larga quasi due pollici, e vicino all’asta era un po’ più spessa di mezzo pollice.

Cassio la soppesò nelle mani per familiarizzare, poi strinse la presa. Poi, sollevandola con entrambe le mani, la spinse con tutta la forza in avanti e verso l’altro, conficcandola nel cuore dell’uomo crocifisso.

Per un attimo pensò di essere stato colpito da un fulmine. Tutto intorno a lui si illuminò con una chiarezza terrificante e vide il lungo corpo snello, pallido e dorato, con le braccia allargate come per abbracciarlo, e la lancia che lo penetrava.

Poi fu di nuovo notte, una notte rosso scura che si riversò su di lui e lo accecò completamente. Cassio barcollò, e sarebbe caduto se non si fosse tenuto alla lancia nel cuore dell’uomo crocifisso.

Sangue. Era pieno di sangue. Il mondo intero era pieno di sangue. Ci stava soffocando dentro. (…) il sangue riprese a sgorgare, rosso scuro… Misto ad acqua. Sangue ed acqua.”

Qui inizia la conversione di Longino.

Dapprima libero dal giogo della schiavitù, ora egli è libero del giogo della vendetta e dell’odio. Cristo lo ha salvato: era davvero il figlio di Dio.

De Wohl ha sapientemente plasmato la figura di questo Santo ricostruendo le emozioni che chi si trovava sotto il Golgota ha certamente vissuto.

Un romanzo magistrale che merita una lettura rispettosa.

Sinossi

Gli ultimi giorni di Cristo, in un crescendo di tensione e intrigo che portò poi alla sua Crocifissione. Una vicenda drammatica, che cambiò il corso della Storia e che coinvolse, segnandoli per sempre, uomini e donne di ogni origine ed estrazione. Fra questi de Wohl concentra il proprio sguardo sul soldato romano Cassio Longino, il centurione che con la propria lancia trafisse il costato di Cristo. Accanto a lui, affascinante figura della tradizione cristiana, una ricca galleria di personaggi: uomini autorevoli e potenti, come Pilato o il sacerdote Caifa, ma anche individui rimasti nell’ombra, come le donne, testimoni non viste di un evento potentissimo. Una storia così intima eppure così universale, raccontata dal punto di vista di chi ha toccato con mano un grande mistero. Un romanzo storico d’ampio respiro, pieno di eventi, tra le opere più significative di de Wohl.

Scheda del libro
Nome: La lancia di Longino. La storia straordinaria di un uomo comune.
Autore:Louis De Wohl
Genere: romanzo storico
Editore: BUR Contemporanea
Data edizione: 2016
Pagine: 467
puoi acquistare il libro qui:
https://www.ibs.it/lancia-di-longino-libro-louis-de-wohl/e/9788817090377

 

 

 

 

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