“Lettera a mio figlio” di Anna D’Auria

“Lettera a mio figlio” di Anna D’Auria

Contest Lettere al Femminile

Caro figlio

Salerno, 06 aprile 2017

Caro figlio,

Sei ormai giunto nel periodo dell’adolescenza e io ti guardo sbocciare e cercare il tuo posto nel mondo.

Sei arrivato tardi nella mia vita, desiderato con tutto il cuore e con tutte le forze.

Quando tra mille problemi e mille perplessità ho avuto la certezza che tu esistevi, la gioia è stata incontenibile seppur minata dalla paura che potessi sparire dalla mia vita ancor prima che potessi conoscere questo mondo.

Invece ce l’hai fatta, sei nato in anticipo, eri un piccolo guerriero e hai sfidato la vita.

L’emozione di vederti, contare le dita delle mani e dei piedi, vedere la perfezione del tuo corpicino, piccolo ma perfetto; e la meraviglia… oh!

La meraviglia.

Continuavo a guardarti e a ripetermi: “non è possibile, l’ho fatto io. Questo è mio figlio. Questo bambino è mio figlio e io sono una mamma.”

Sei cresciuto in un battibaleno, la prima separazione da te al nido, un dolore indescrivibile.

Poi l’asilo, e la scuola elementare, e adesso le medie e tra pochissimo la scuola superiore.

Quando sei nato eri 48 centimetri e pesavi soltanto due chili e mezzo, uno scricciolo che avevo paura di prendere in braccio, più piccolo di Cicciobello.

E guardarti adesso è una gioia per gli occhi e per il cuore, sei diventato un ragazzone alto più di un metro e settanta e già sei costretto a farti la barba, hai una voce da baritono e la passione per il sax, studi improvvisazione jazz e ascolti musica che per i tuoi coetanei è assolutamente sconosciuta.

Ti guardo, fiore delicato in un mondo difficile.

Vedo la gioia nei tuoi occhi quando parliamo di chimica e di fisica, vedo la tua irrequietezza quando ti interessa una ragazzina, ti vedo curare il tuo aspetto e poi stare fuori per ore; e infine appoggiati alla mia spalla e raccontarmi tutto (beh, quasi tutto) e mi sento una privilegiata perché ancora ti fidi di me.

Non sei più il mio bambino ma sei ancora mio figlio, appartieni a te stesso e al mondo fin da quando sei nato e io sono orgogliosa di essere la tua mamma.

Ti auguro che la vita non ti ferisca troppo e che tu possa essere sempre sereno come sei adesso, che possa continuare a guardare gli altri negli occhi scorgendo sempre il bello, che sappia vedere oltre le apparenze, che la musica ti accompagni sempre.

                                                                            La tua mamma, innamorata di te.

2 commenti:

  1. Giovanna Avignoni

    In questa lettera ci sono la gioia e l’amore. L’ho letta con gli occhi sorridenti.

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