“Il re dei re” di Nicholas Ray

“Il re dei re” di Nicholas Ray

Recensione film di Carolina Colombi

Il re dei re

 

Il re dei re è film realizzato dal regista Nicholas Ray nel 1961.

In una situazione di oppressione politica, per mano della dominazione romana della Giudea, nasce un Uomo che, nelle intenzioni di suo Padre, dovrebbe cambiare le sorti dell’umanità.

Ne Il re dei re il regista accompagna lo spettatore a conoscere quel rivoluzionario ante litteram, che ha visto la luce in Betlemme oltre 2000 anni fa.

La narrazione filmica inizia con la strage degli innocenti voluta da Erode, e prosegue raccontando della vita di Gesù (Jeffrey Hunter).

C’è Maria (Siobhan McKenna), la sua mamma, amorevole, che lo segue fino all’ultimo giorno della sua vita.

Giuseppe, padre attento, che gli insegna il mestiere di carpentiere.

E gli altri personaggi di contorno che hanno seguito Gesù in tutta la sua peregrinazione.

Gli apostoli: Pietro (Royal Dano), in prima linea accanto a lui, ma che lo abbandonerà proprio nel momento di maggior bisogno.

Inoltre, tutti coloro che hanno creduto nel messaggio del Salvatore, ma nulla hanno potuto fare per salvargli la vita.

Uno fra tutti: Giuda (Rip Torn), che pur manifestando passione per le parole del Messia non esita a tradirlo.

Tradimento non fine a se stesso, ma con uno scopo ben preciso: incitare l’uomo nuovo a prendere parte attiva alla rivoluzione.

Sovvertire l’ordine imposto dall’esercito romano e liberare il popolo, sottoposto al giogo dell’invasore.

Inoltre, Giovanni (Robert Ryan), detto il Battista, che morirà a causa dei capricci di Salomè, figlia di Erode (Frank Thring).

Come in ogni film dello stesso genere, c’è poi lui: Ponzio Pilato (Hurd Hatfield), figura di primissimo piano.

Che, ne Il re dei re, non solo si lava le mani a proposito della sorte di Gesù, ma lo segue controllando ogni suo movimento.

Perché, vede in lui un potenziale nemico di Roma, un rivoluzionario pronto a scompaginare lo stato delle cose, messo in atto dall’oppressore.

Ma Gesù, che rivoluzionario lo è per davvero, non intende affatto intervenire nelle questioni politiche dell’epoca.

Semmai portare un messaggio, sì rivoluzionario, ma di ben altra natura. Ovvero, indicare la convivenza fra i popoli con semplici insegnamenti: pace, amore e umiltà.

Questo è ciò in cui crede Gesù, il figlio di Dio, come lo stesso si dichiara in alcune scene.

Ma, credere al suo appello è difficile, perché il suo messaggio è clamoroso, tanto da attirare una moltitudine di gente. Una folla immensa calamitata dalle sue parole.

E ciò provoca timore, paura e altri sentimenti, fra i più abbietti, tanto da condannarlo in modo definitivo e inoppugnabile.

Ne Il re dei re il regista presenta un Gesù Cristo diverso da quello conosciuto attraverso la tradizione.

Il Messia è mostrato a sottolineare che Gesù è figlio di Dio come un profeta, un uomo fra gli uomini, che agisce per conto di Dio.

Ma, nella pellicola, a sottolineare che Gesù è figlio di Dio, non è dato sufficiente rilievo.

Tale aspetto è appena sfiorato, e non approfondito come in altri resoconti filmici o documentaristici.

Ciò che molto colpisce ne Il re dei re è l’umanità del Messia, ben evidenziata da ogni suo gesto e dalle sue parole.

Anche alle figure di Giuda e Barabba (Harry Guardino) il regista ha dato ampio risalto nel contesto storico in cui sono inserite.

Offrendo un’interpretazione politica delle loro figure. Perché entrambi si ribellano al potere della dominazione perpetrata da Roma.

Il re dei re è pellicola dalla ricostruzione scenografica imponente e fedele dei fatti accaduti.

E, rispettata a pieno, è l’ambientazione in cui il Cristo ha operato: la Palestina della sua epoca.

Nonostante Il re dei re lo si possa definire un kolossal religioso, non c’è voglia di spettacolarizzazione nella narrazione del film.

A seguire le vicende, c’è l’accompagnamento di una voce fuori campo.

Che, in maniera opportuna conduce lo spettatore, al fine di permettergli di entrare a pieno negli eventi che hanno visto la nascita, la vita e la morte del Cristo.

Ottima l’azione interpretativa dei vari attori, calati con bravura nel ruolo che il regista ha affidato loro.

Eccellente la colonna sonora, a sottolineare ogni sequenza de Il re dei re.

 

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