“L’amore addosso” di Grazia Fresu

“L’amore addosso” di Grazia Fresu

Recensione di Elvira Rossi

L'amore addosso

 

“L’amore addosso” di Grazia Fresu: una raccolta di canti d’amore.

Poesie che, reclamando la lettura o l’ascolto senza alcuna mediazione, andrebbero vissute attraverso il totale abbandono alle sensazioni suscitate.

I testi meriterebbero di essere letti in raccoglimento solitario o  declamati come gli antichi canti del mondo classico.

Coinvolgenti e seducenti come sinfonie avvolgono il lettore in un crescendo impetuoso di note musicali.

Riscaldano la pelle con il calore di una passione mediterranea.

Espongono il lettore al rischio del contagio, trasmettendogli un irresistibile desiderio di partecipare al “gioco” dell’amore e della vita.

Trascinano in una dimensione estatica, dove tutti i sensi celebrano il proprio trionfo in un’atmosfera pregna di umori, che evocano momenti di attesa e incontri sognati.

Parafrasare le liriche sarebbe una sorta di tradimento, una violazione di quell’anima creativa, che cede la linfa vitale ai versi.

La poesia di Grazia Fresu ha una sua ricercatezza, che non nasce dall’artificio astratto, ma da una naturale e prorompente sensibilità, che genera immagini dense di una notevole carica sensuale.

La sensualità, che si rivela in forma esplicita nei riferimenti amorosi, coinvolge tutte le sfere sensoriali. Non è solo celebrazione ardita dell’amore, ma testimonianza di un’adesione entusiastica alla vita.

La sensualità, talvolta audace per l’evidenza di alcuni riferimenti, è temperata da un contesto comunicativo sempre elegante e misurato.

Essa, oltre a connotare il clima poetico, rivela un atteggiamento culturale, che tende al riconoscimento di una condizione umana, in cui si equilibrino emotività e razionalità.

L’amore si manifesta in una perfetta e umana fusione di carne e spirito.

La compenetrazione dei corpi perde ogni traccia di spudoratezza nella sublimazione di due creature, che si fondono in un solo essere:

“…l’amore addosso sei tu, /non altro da me, la stessa pelle lo stesso nome/la stessa vita che unisce e ci commuove…

Tutto lo spazio del corpo e dell’anima è scosso da un incrocio di potenti sensazioni.

Un’esuberante inondazione, che non differenzia le zone e le rende tutte partecipi all’amore. Ogni fremito diventa fonte di piacere ed esaltazione dello spirito.

L’amore è il tema centrale dei canti.

Un amore smisurato, che sperimenta tutti i moti dell’animo umano.

Un amore a tratti tenero, carezzevole, rassicurante, ardente, tempestoso, passionale.

Un viaggio attraverso i sentimenti, che non vengono raccontati, come la lunghezza dei testi ingannevolmente potrebbe figurare.

Nei versi di Grazia Fresu gli elementi della realtà si sottraggono a ogni analisi descrittiva e “si smaterializzano”, per navigare con leggerezza nell’etere della Poesia, dove a trionfare sono le emozioni e il ritmo cantante.

A essere percepibili sono solo le vibrazioni di un essere turbato da una passione, che si riflette nei suoni e nei profumi salmastri di un paesaggio isolano.

L'amore addosso

L’amore si riconosce nella

“la brezza che profuma le ginestre

e nella semplicità di un gesto

“… somiglia alla mia mano che ti scompiglia il cuore…”

Nel “Tempo di Eros” l’amore diventa irrefrenabile e ogni verso urla di desiderio.

“…Nel mio profilo di femmina bifronte, /la mite e la guerriera, l’urlo del silenzio/nel santuario della mia carne/trafitta dal tuo incanto…”

Tuttavia nell’incontro dei corpi, sempre interpretati con efficacia rappresentativa, si percepisce quella primitiva purezza, che compete agli atti naturali non contaminati dallo sguardo irriverente e malizioso dell’uomo.

Un amore adolescente, nato in riva al mare e mai sepolto, mai dimenticato, rinasce in età adulta, dove s’incontrano tenerezza ed eccitazione.

“…ma nella mia memoria/ci amiamo appena adolescenti/sui bordi caldi del mare/nelle mie vene scorre il tuo sangue/nel mio sesso il tuo sesso/gioca ogni possibile incanto, /come puoi mancarmi/se sei il mio specchio il mio capitano…”

L’ispirazione, che ruota prevalentemente intorno all’amore, non si affievolisce e non genera mai monotonia. Anzi alimenta una molteplicità di variazioni nelle immagini e nel lessico, da rendere ogni testo straordinario e originale.

Unità e varietà tematica procedono nell’accordo di un percorso dinamico in perenne evoluzione.

L’amore ha il potere di allontanare le ombre e inondare di luce vivida i giorni, risvegliando il senso gioioso della vita.

“Da sempre ti ho amato” somiglia a quel domani dove sei/il luogo del conforto e l’allegria/la carezza più audace quel percorso/ che ha riempito di fiori la mia vita”.

La distanza e le assenze, che potrebbero causare lacerazioni, si offrono con venature tenui di malinconia, senza incontrare la drammatizzazione. La lontananza viene vissuta come un evento transitorio, sostenuto dalla certezza del ricongiungimento:

“… io ti racconto della mia attesa/ solo in apparenza perduta, /delle mie braccia di amante/ per chiudere il tuo corpo/in una nicchia d’oro.”

Nella poesia di Grazia Fresu i momenti di mestizia sono destinati a dileguarsi:

“…la mia casa apre finestre sull’azzurro/volano per le stanze parole d’amore/ e nulla conta più se non il tuo sorriso.”

Per guadagnare la vista del mare, occorre, però, il coraggio di aprire le finestre alla vita.

L’amore va incontro a chi lo ricerca. E la poetessa, che ama la vita, è sollecitata dalla voglia di essere felice.

l'amore addosso

In molti testi è presente il mare, che sebbene sia suggerito da elementi biografici, finisce con l’avere ben poco in comune con il paesaggio della vita reale. Assume, infatti, un significato ricco di simboli e di fascino, esibendo una ricchezza di riflessi superiore a quella di un caleidoscopio.

Il mare è invenzione della poesia:

“I mari che non navigammo nei versi li invento…”

È spazio infinito dell’immaginario, dove i versi ricreano sussurri d’amore e romantiche avventure:

“… la nave scivola su piani di cristallo/ su leggende su canti di marinai e sirene/ che si danno in segreto il loro incanto…

 

Con la sua profondità ed estensione rappresenta la geometria di sentimenti senza limiti:

“Il mare di quest’amore/che viaggiò/nel mare delle negazioni/dei desideri smisurati…”

Separa e unisce:

“…chiudevo le illusioni i cancelli/sul respiro del mare, /ieri senza che io lo sapessi/ hai messo vele sapienti alla tua nave/tolto la tua veste di capitano dall’oblio/affidato alle onde il tuo ritorno.”

Suggerisce la calma e lo sconvolgimento dei sensi:

“…noi che le onde scavano emozioni/ e pelle e abbiamo bisogno di una luna/nuova ogni notte per sollevare/le maree dei nostri corpi inquieti…”

 Sa ascoltare e catturare in silenzio storie segrete, per restituirle, attraverso lo sciabordio delle onde, a chi saprà comprenderle.

Il mare con i suoi umori, il suo respiro, i suoi colori, i suoi profumi è una creatura viva, che partecipa ai movimenti della vita:

 “…dove tu esisti/il nulla non esige i suoi foschi tributi/il mare si fa padre devoto/ di racconti e di tesori…”

L’autrice attraverso l’intuizione poetica stabilisce quasi una sorta d’identità tra il mare, l’amore, la vita.

Tutte le potenzialità immaginative e simboliche del mare sono ampiamente sfruttate.

Il mare non è solo il luogo dell’innamoramento e delle lunghe attese, diventa metafora di uno stato d’animo inquieto e appassionato, di un cammino interiore verso l’amore.

Un amore che nasce in un’isola, viaggia sul mare e ritorna attraverso il mare in un rapporto circolare.

Una donna innamorata, un capitano, il mare: un’associazione felice, che segna il ritmo della Poesia.

La sensualità prorompente si ripropone, legandosi frequentemente all’immagine del mare:

“…la tua lingua viaggia/nel mio mare di attese, /è una canoa ansimante/ che scivola come un petalo/sull’acqua…”

Assenze, attesa e incontro: a ricomporre una continuità tra i diversi piani temporali è la poesia, che ha il potere di navigare tra l’immaginario e la realtà.

A colmare il vuoto delle assenze è l’estasi del sogno.

Palpiti amorosi e scene di avventure emergono da una visione onirica:

 “Incontriamo pirati e battaglie viaggiatori e donne/ col volto dipinto e il destino infranto/ sussurra il capitano ai miei sensi stupiti/ “avrò i capelli bianchi e ti cercherò ancora/ in tutti i viaggi persino nei naufragi/nei corpi delle altre ti cercherò ancora…”

l'amore addosso

I paesaggi mediterranei, in cui sono proiettate le scene d’amore, sono intrisi di sentori che, espandendosi nei versi, contribuiscono all’eccitazione dei sensi. All’aria frizzante della costa si mescola la dolcezza di fragranze fiorite. A ogni sensazione corrisponde un profumo, i ricordi sono salmastri, le speranze sanno di alloro e viole.

Nei testi, posti alla fine del libro, il capitano finisce con l’assomigliare quasi a un antico eroe, protagonista di viaggi avventurosi. Il sentimento acceso di amore lo ho ingigantito, elevandolo a una figura epica.

Il capitano diventa Odisseo, che naviga nell’oceano di un amore senza limiti:

“Vieni a navigare nel mare/dei miei sogni redenti, /mio capitano,/e saremo tu e io una nuova Odissea.”

Tuttavia i riferimenti all’epica classica non dovrebbero ingannare e distogliere l’attenzione da quella linea poetica, che resta prevalentemente lirica e distante dagli schemi narrativi.

L’ultima poesia, straordinariamente bella, è un inno alla gioia di una donna, che proietta la propria luce di felicità sul mondo.

“L’odore di una donna felice”, come per magia, ha il potere di trasfigurare ogni cosa con lo sguardo incantato e il cuore pieno d’amore:

“…l’odore di una donna felice/accende speranze passioni/odore di terra umida e di firmamento/che espande ovunque/il canto fascinoso della vita.”

l'amore addosso

L’estro poetico, quando si imbatte nella suggestione amorosa, crea versi mirabili.

Sul piano stilistico i versi, intolleranti a ogni vincolo, fluiscono liberamente senza l’intralcio di una strutturazione sintattica, affermando il diritto a un respiro ampio, che raramente viene sospeso dalla punteggiatura.

Le parole, rifiutando costrutti chiusi e definiti, rivendicano un’assoluta libertà di movimento.

I pensieri scorrono ininterrotti, come se ogni espressione ne richiamasse un’altra, in una soluzione di continuità, assecondando unicamente l’ispirazione poetica. Una dinamica, che presenta qualche affinità con il flusso di coscienza, per la rapida successione delle immagini che tuttavia, pur essendo svincolate da connessioni logiche, racchiudono una coerenza semantica.

L’ideazione poetica si palesa attraverso forme espressive incisive e preziose, all’interno delle quali risultano essere fondamentali la pregnanza e l’accostamento insolito di termini, che stabiliscono uno straordinario effetto empatico.

Nella lettura il ritmo armonico è scandito essenzialmente dalle pause, determinate da versi per lo più lunghi nella loro disomogeneità. Uno stile nominale, che non è certo estraneo all’efficacia del discorso poetico, influenza anche il ritmo, rendendolo a tratti più spedito.

La musicalità deriva dalla naturale sonorità delle parole e da affinità di suoni ed eccezionalmente dalle rime.

Nella poesia di Grazia Fresu, mentre lo stile di scrittura appare disancorato dagli schemi convenzionali, la concezione poetica sembrerebbe richiamarsi alle tendenze liriche della tradizione.

Si potrebbe parlare di un lirismo rinnovato, che si fonda sulla sensibilità di una donna dei nostri tempi.

Il momento dell’interiorità, che non conosce sentimentalismi e abbandoni languidi, esprime stati d’animo complessi, slanci vitali di straordinaria energia e passioni, che lasciano supporre una visione aperta e un’accoglienza gioiosa della vita.

Ne “L’AMORE ADDOSSO”, attraverso una coraggiosa e sincera rivendicazione del piacere, si canta l’amore per la vita.

l'amore addosso

Sinossi

L’amore addosso è il titolo della quarta raccolta poetica di Grazia Fresu, leggerla è come intraprendere un affascinante itinerario, portando con sé il forte sentimento capace di muovere i venti della passione, con solo un diario di bordo redatto in versi, e sconfinare in ogni dove.

La sua poesia è un connubio perfetto tra il logos e la musica. Tutti i suoi versi è come se si dispiegassero, armonicamente, sui tanti “strumenti” di una scrittura in partitura.

In questo libro interamente dedicato a cantare l’amore, si ripercorrono le tappe di un sentimento nato nell’adolescenza che ritorna nella maturità dell’autrice a riaccendere le emozioni.

Al suo Capitano si dirige questo canto e al mare, metafora complessa del viaggio, della separazione, dell’incontro oltre che memoria concreta della propria isola natale.

Lì dove il cielo e il mare sono incantevoli e rimangono impressi insieme alle memorie dei primi amori, dei primi baci, la poetessa, la sacerdotessa dell’amore trova la sua pienezza di donna e la sua dimensione poetica capace di cantare se stessa, l’amato, il mare e la poesia in un universo di palpitante intensità umana e poetica.

Scheda libro
Titolo : L’amore addosso
Autore: Grazia Fresu
Genere: poesia
Editore: BastogiLibri
Pagine: 68
LINK
https://www.amazon.it/LAMORE-ADDOSSO-GRAZIA-FRESU/dp/8899376948

Un commento:

  1. d'antonio stefania

    il libro di poesie di grazia fresu l amore addosso crea forti emozioni nei lettori di qualsiasi età.l amore viene esaltato in tutte le sue sfaccettature attraverso metafore significative.
    la lettura è scorrevole ed avvincente.in conclusione un testo unico ed irripetibile come un’opera d’arte. prof.d’antonio stefania

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *