“Una storia nera” di Antonella Lattanzi

“Una storia nera” di Antonella Lattanzi

Recensione di Emma Fenu

storia nera

Una storia nera, nera come una vedova che stende un lenzuolo insanguinato sopra il brusio delle folle.

Una storia nera, nera come la cronaca di troppi giorni, mesi e anni; nera come le toghe in tribunale, che cercano di dare un senso alla vita tramite l’esercizio di una giustizia senza ombre.

Una storia nera, nera come un cielo attraversato da gabbiani feroci e famelici che, spinti dalla necessità di sopravvivenza, si macchiano le piume di sangue, divorando altrui carni, con il becco mortale.

Nel romanzo, fra il giallo e il noir, di Antonella Lattanzi, intitolato, appunto, Una storia nera, ed edito da Mondadori nel 2017,  risuona il garrito dei gabbiani come macabro sottofondo, fin dalle prime pagine, quasi come funesto presagio.

Per gli uomini di mare, infatti, i maestosi uccelli incarnano le anime dei morti e la morte la portano con sé, se volano sopra qualcuno o si sbattano sui vetri delle sue finestre.

Lo stile dell’autrice ci immette con immediatezza nella narrazione, rendendoci dimentichi di esserne estranei: la quarta parete della scena viene buttata giù con violenza da una paratassi ansiogena, da cambi di soggetto, da anacoluti e da dialoghi che si fondono con la voce narrante.

Si tratta, senza dubbio, di una prova (o sfida) stilistica interessante e curata, nella sua peculiare caratteristica.

È la torrida estate del 2012 quando Vito Semeraro, quarantenne, scompare, senza lasciare traccia di sé, dopo aver partecipato ad una cena in casa per il compleanno della ultimogenita.

Originario di Massafra, in provincia di Taranto, l’uomo si è trasferito a Roma per volere della ex moglie, Carla, e ivi sono cresciuti i suoi tre figli: Nicola, ventunenne, Rosa, diciannovenne e, infine, la piccola Mara, di tre anni.

Il divorzio fra i coniugi, risalente a solo due anni prima degli eventi narrati, è l’esito di maltrattamenti ripetuti subiti dalla donna, a cui sono seguite numerose denuncie.

Tuttavia Vito, che ha anche una seconda famiglia, composta da un’amante e dalla di lei figlia, non si rassegna alla perdita di quello che ritiene l’amore della propria vita e continua a far subire a Carla abusi dettati da morbosa gelosia.

In una città di fuoco e gelo, dove neppure il clima conosce la dolcezza di una carezza, si snoda una vicenda che proietta luce nella botola oscura di una famiglia avvelenata dalla violenza e ci conduce fino ad un finale totalmente insospettato, in cui perfino l’innocenza perde le ali di colomba, fra i garriti dei gabbiani.

Sinossi

Roma, 7 agosto 2012.

Il giorno dopo la festa di compleanno della figlia minore, Vito Semeraro scompare nel nulla.

Vito si è separato da qualche tempo dalla moglie Carla.

Ma la piccola Mara il giorno del suo terzo compleanno si sveglia chiedendo del papà.

Carla, per farla felice, lo invita a cena. In realtà, anche lei in fondo ha voglia di rivedere Vito. Sono stati insieme per tutta la vita, da quando lei era una bambina, sono stati l’uno per l’altra il grande amore, l’unico, lo saranno per sempre.

Vito però era anche un marito geloso, violento, capace di picchiarla per un sorriso al tabaccaio, per un vestito troppo corto.

“Può mai davvero finire un amore così? anche così tremendo, anche così triste.”

A due anni dal divorzio, la famiglia per una sera è di nuovo unita: Vito, Carla, Mara e i due figli più grandi, Nicola e Rosa.

I regali, la torta, lo spumante: la festa va sorprendentemente liscia.

Ma, nelle ore successive, di Vito si perdono le tracce. Carla e i ragazzi lo cercano disperatamente; e non sono gli unici, perché Vito da anni ha un’altra donna e un’altra quasi figlia, una famiglia clandestina che da sempre relega in secondo piano.

Ma ha anche dei colleghi che lo stimano e, soprattutto, una sorella e un padre potenti, giù a Massafra, in Puglia, i cui amici si mobilitano per scoprire la verità a modo loro.

Sarà però la polizia a trovarla, una verità. E alla giustizia verrà affidato il compito di accertarla.

Ma in questi casi può davvero esistere una sola, chiara, univoca verità?

Titolo: Una storia nera
Autore: Antonella Lattanzi
Edizione: Mondadori, 2017
Link d’acquisto:
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Emma Fenu

Nata e cresciuta respirando il profumo del mare di Alghero, ora vivo, felicemente, a Copenhagen, dopo aver trascorso un periodo in Medio Oriente.

Sono Laureata in Lettere e Filosofia e ho, in seguito, conseguito un Dottorato in Storia delle Arti.
Scrivo per lavoro e per passione.
Mi occupo da anni di storia delle Donne, critica, letteratura al femminile e iconografia di genere; tengo un corso di scrittura creativa; recensisco libri, intervisto scrittori; organizzo e partecipo ad eventi culturali; gestisco siti e blog dedicati al mondo della cultura, fra cui “Cultura al Femminile”.

Ho pubblicato un saggio, “Mito e devozione nella figura di Maria Maddalena”, un romanzo – inchiesta, “Vite di Madri. Storie di ordinaria anormalità”, sul lato oscuro della maternità, racconti, fiabe e poesie e una saga familiare, “Le dee del miele”, che si snoda in una Sardegna intrisa di mito e memoria, dove sono le donne le custodi della vita e della morte. Scrivo fiabe, racconti e collaboro per varie antologie.

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