“Curiosità sulla cipolla”

“Curiosità sulla cipolla”

A cura di Lina Mazzotti

curiosità sulla cipolla
 La cipolla è un ortaggio a bulbo, le sue origini sono del continente asiatico.

Era molto apprezzata già ai tempi degli Egizi e veniva venerata come una divinità e faceva da testimone nei giuramenti, rappresentata in affreschi nelle tombe dei faraoni. Ritrovamenti risalenti al 5000 a.C. di resti di cipolle suggeriscono che facesse parte della dieta degli operai delle piramidi.

Al tempo dell’antica Grecia era consigliata per gli atleti mentre i gladiatori romani si frizionavano il corpo con cipolle per rassodare i muscoli. Anche Alessandro Magno ne aveva grande considerazione e la faceva distribuire tra le truppe per accrescerne il valore.

Marcus Gavius Apicius nel suo libro di cucina, considerato uno dei più antichi libri di ricette il “De Re Coquinaria” (l’arte culinaria) parla spesso di cipolla.

Nel medioevo era un cibo importante addirittura per pagare affitti e doni. I medici ne prescrivevano l’uso per il male di testa, la caduta dei capelli e i morsi di serpente.

Cristoforo Colombo nel suo viaggio del 1493 a Haiti facilitò l’esportazione della cipolla in America.

Durante il Quattrocento e Cinquecento la cipolla aveva grande fama di cibo afrodisiaco con la proprietà di crescere e decrescere all’inverso delle fasi lunari.

Come altri prodotti della terra, l’ortaggio era soggetto anche ad interpretazioni simboliche e superstizioni, nell’esegesi biblica identificava il dolore prodotto dal peccato e la falsità.

Secondo le credenze popolari la sua buccia era indicata nel prevedere il tempo:

“Buccia sottile inverno mite, buccia grossa stagione dura e fredda.

Inoltre veniva prescritta come cura per l’infertilità, non solo per le donne, ma anche negli animali domestici, riconosciute le sue virtù stimolanti per l’apparato digerente e per risolvere problemi di ritenzione e migliorare la circolazione. Il suo succo era usato per lenire la tosse e guarire le bronchiti, per le punture d’insetti, verruche, foruncoli, ascessi o ustioni si agiva applicando sopra la parte interessata alcune fette di cipolla cruda.

Nel campo della medicina odierna la cipolla ha importanza per le sue proprietà diuretiche e cicatrizzanti con proprietà antinfiammatorie.

La cipolla oggi è la pianta più coltivata in Italia, per le grandi qualità organolettiche con alto contenuto di Sali minerali, vitamine e principi antibiotici.

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Molte sono le varietà di cipolle con forme e colori vari, ma le differenze sono legate all’area di provenienza e all’epoca di raccolta.

Ne conosciamo in tre tipologie principali, distinte per colorazione: cipolle rosse, bianche e ramate. In Italia ci sono venti tipologie di cipolle: Rossa di Tropea, di Alife, Ramata di Montoro, di Giarratana, Dorata di Parma, Vernina di Firenze, Bianca di Barletta, Bianca di Chioggia, Ramata di Milano,  Borettana, Rossa piatta di Bassano, di Vatolla, Rossa di Acquaviva delle Fonti, di Suasa, di Certaldo, di Sermide, di Brunate, di Cannara, di Banari, Rossa di Cavasso Nuovo.

Cipolla nell’arte

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L’ortolano di Giuseppe Arcimboldo

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Natura morta con cipolle rosse di Cézanne

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Cipolla di Pierre-Auguste Renoir

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Natura morta di Carlo Magini

Cipolla e cucina

In cucina, è protagonista di diverse preparazioni: nei soffritti, nei sughi in contorni sfiziosi, ripieni, insalate, frittate, minestre, zuppe, risotti, stufati. La cipolla può essere conservata a temperatura ambiente in un luogo fresco, asciutto e buio, fino a che non si presentano i germogli.

Per evitare di lacrimare mentre si affettano le cipolle si può bagnare con acqua calda la lama del coltello, oppure mettere l’ortaggio a bagno per almeno un’ora prima del taglio. Per ovviare invece all’inconveniente dell’alito sgradevole, se consumate crude, potete masticare un paio di chiodi di garofano, tenendoli in bocca per un po’.

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Confettura di cipolle

Generalmente si prepara con le cipolle rosse e si accompagna a formaggi stagionati saporiti e leggermente piccanti. Tagliate le cipolle e cuocetele a fuoco basso in una pentola con lo zucchero di canna. Per un kg di cipolle utilizzate 200 gr di zucchero. Aggiungete poi degli aromi come chiodi di garofano, foglie di alloro e qualche cucchiaio di aceto di vino e cuocete fino a raggiungere la consistenza esatta. Lasciate raffreddare e versate la conserva in appositi vasetti sterilizzati, che farete bollire in una pentola piena d’acqua per una ventina di minuti. Asciugate poi i barattoli e conservateli in un luogo fresco, buio e asciutto.

Lina Mazzotti [LiZ]

Ho sempre lavorato con bambini e anziani nell’ambito socio sanitario e nell’insegnamento. Lettrice vorace, amo scrivere poesie, collezionare aforismi, praticare l’handmade. Vivo a contatto con la natura e i miei dolci gatti.

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