“Le madri” di Brit Bennet

“Le madri” di Brit Bennet

recensione di Emma Fenu

Le madri è un romanzo della giovanissima Brit Bennet, edito in italiano da Giunti nel 2017.

madri

Questa storia inizia e finisce a Oceanside, in California, in una comunità nera che gravita attorno alla Upper Room Chapel, in un’estate perenne che non risparmia, però, il cuore dal gelo del dolore.

A raccontarcene le vicissitudini, focalizzandosi sul percorso di crescita di tre ragazzi, sono le madri, ossia le anziane signore della Chiesa, che si occupano della gestione delle varie attività concrete e spirituali.

Dedicandosi in toto ad una missione comunitaria totalizzante, le madri si nutrono e nutrono di preghiera e pettegolezzo, in un’osmosi terribilmente umana, in cui i confini fra il divino e il contingente si sfumano.

Ma le madri, a cui l’autrice affida la narrazione, seguendo l’eco del solenne intervento del teatro greco, non sono solo quello che inizialmente sembrano, ossia la voce della comunità che si veste del lutto del peccato e dell’hybris.

Sono le ragazze nere di un tempo, con i guantini in chiesa e l’amore da sognare.

Sono le mogli nere di un tempo, morbide nell’amore, al punto da accogliere e accettare l’imperfezione e il dolore, in nome della unità della famiglia.

Sono le giovani nere di un tempo, con i figli da crescere in un mondo in cui è più semplice essere bianchi.

Sono le bambine stuprate di sempre, calde di sonno nel proprio letto, vittime dell’uomo del quale avrebbero potuto e dovuto fidarsi.

Sono le donne troppo belle e troppo intelligenti di oggi, che cercano l’amore nel sesso, per sentirsi accolte in un abbraccio materno negato.

Sono le adolescenti sole di oggi, braccia conserte, a chiudere le lacrime dentro il petto, sedute nella sala d’aspetto prima di un aborto.

Sono le ragazze dal ventre vuoto di oggi che attendono di dare la vita da troppo tempo, collezionando referti medici.

E non finisce qui.

Sono la donna che si sparò in testa senza lasciare un biglietto.

Sono la donna che pagò l’aborto della fidanzata minorenne del figlio e si divorò il segreto.

Sono la studentessa nera, sola in ateneo di bianchi, a integrare sole e abbracci con la vitamina D.

Sono la moglie tradita e anche l’amante clandestina.

Sono la bambina che nascerà e sarà madre, madre delle madri, perché donna.

Il romanzo di Brit Bennet affronta, con maturità e coraggio, tematiche forti e diverse che, tuttavia, si riassumono tutte proprio nell’accezione più ampia della maternità.

Partendo dall’abbandono e dall’aborto, passando per la ricerca di una figura femminile di riferimento con cui instaurare un rapporto complesso, di amore e invidia, si giunge al tentativo angoscioso di conoscere a fondo la donna che ci ha generato e che ci vive dentro, come una figlia, rendendoci madri nell’animo di una e mille storie.

L’epilogo, di grande impatto, non ci consola né ci raggela con un colpo di scena: resta la dolce amarezza del vivere e la forza del potere creativo e generativo delle madri, ossia di coloro che insieme tessono la vita di tutti coloro che incontrano, facendo bozzoli di saliva e seta, che, forse, partoriranno farfalle.

Sinossi

Nadia Turner ha diciassette anni, frequenta l’ultimo anno di liceo in un college di Oceanside, non lontano da San Diego, e porta nel cuore il peso insopportabile del suicidio della sua mamma, avvenuto pochi mesi prima.

Nadia vive, o sopravvive, insieme al padre, uomo buono ma incapace di una relazione con lei.

Nonostante tutto le ricordi il dolore e la colpa di sua madre, Nadia si ribella e guarda avanti, aspettando di sapere se è stata ammessa a una delle università cui ha fatto domanda e innamorandosi di Luke Sheppard, che proprio come lei ha qualcosa da dimenticare: figlio del pastore della chiesa che entrambi frequentano, era un campione nella squadra di football del college, ma una brutta frattura ha spezzato la sua gamba e la sua promettente carriera.

La loro storia è emozionante e trasognata come tutti gli amori a quell’età, fino a che Nadia non rimane incinta, e le sembra che abortire sia la sola scelta giusta: è così facile, ogni ragazza oggi sa che è un diritto per il quale generazioni di donne hanno lottato.

Nadia nasconde il suo segreto a tutti, compresa Aubrey, la nuova grande amica che condivide con lei il dolore di una madre perduta.

Da giovani gli anni corrono veloci, senza quasi accorgersene Nadia, Luke e Aubrey diventano adulti: e quando Nadia torna a Oceanside per il matrimonio di Aubrey, l’ombra delle scelte compiute durante quella lontana estate in riva al mare cala improvvisamente su di loro come un debito da pagare, come una domanda che esige risposta.

A narrarci la loro storia sono “le madri”, il cuore della comunità della Upper Room Chapel, che danno voce al coro senza tempo delle donne, a volte pettegole e spietate ma più spesso capaci di ascoltare le parole non pronunciate, di scrutare i segni dei tempi, di portare nel loro grande cuore il segno di un destino difficile.

Ambientato nella comunità nera della California del Sud, il romanzo d’esordio di Brit Bennett è un libro sull’amore, sui desideri, sulle luci e le ombre – scandagliate senza retorica e con coraggio – dell’essere madri.

Con una scrittura incredibilmente matura e al tempo stesso freschissima ci pone una domanda bruciante: quando diventiamo adulti, è possibile sfuggire al peso delle scelte compiute dai noi stessi più giovani che siamo stati?

Titolo: Le madri
Autore: Brit Bennet
Edizione: Giunti, 2017
Link d’acquisto:
https://www.amazon.it/madri-Brit-Bennett-ebook/dp/B06XTYPVXY/ref=sr_1_1?ie=UTF8&qid=1494325762&sr=8-1&keywords=le+madri

Emma Fenu

Nata e cresciuta respirando il profumo del mare di Alghero, ora vivo, felicemente, a Copenhagen, dopo aver trascorso un periodo in Medio Oriente. Sono Laureata in Lettere e Filosofia e ho, in seguito, conseguito un Dottorato in Storia delle Arti. Scrivo per lavoro e per passione. Mi occupo da anni di storia delle Donne, critica, letteratura al femminile e iconografia di genere; tengo un corso di scrittura creativa; recensisco libri, intervisto scrittori; organizzo e partecipo ad eventi culturali; gestisco siti e blog dedicati al mondo della cultura, fra cui "Cultura al Femminile".Ho pubblicato un saggio, "Mito e devozione nella figura di Maria Maddalena", un romanzo - inchiesta, "Vite di Madri. Storie di ordinaria anormalità", sul lato oscuro della maternità, racconti, fiabe e poesie e una saga familiare, "Le dee del miele", che si snoda in una Sardegna intrisa di mito e memoria, dove sono le donne le custodi della vita e della morte. Scrivo fiabe, racconti e collaboro per varie antologie.

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