Contest Amarcord: “La piccola sposa” di Adele Cavalli

Contest Amarcord: “La piccola sposa di Adele Cavalli”

I miei ricordi di bambina sono legati ad un giorno speciale, che il mese di maggio mi ha fatto ricordare.

Tra un po’ sarà il giorno della mia prima Comunione.

La mamma è tornata a casa con un grosso pacco, e quando lo ha aperto sul tavolo sono usciti dei tessuti bianchi, leggeri, leggeri, di pizzo e tulle molto vaporoso.
Tutto servirà per confezionare il mio vestito.
La mamma e la zia Giulia hanno già deciso come farlo: un corpetto aderente e stretto e poi la gonna leggermente arricciata, con piccole balze in vita.

Il lavoro può iniziare.

Finalmente, dopo il taglio e l’imbastitura, tutto è pronto per le prove che dureranno alcuni giorni perché la gonna deve ‘cadere bene’ e le balze in vita non devono essere pesanti.

Ora tocca a me.

Sono in piedi sul tavolo e loro, le mie sarte personali, sono inginocchiate a terra, con gli spilli pronti e gli aghi infilati.
Mi fanno girare molto piano, prima a destra e poi a sinistra, ma qualcosa non va, così la zia scuce la balza in vita e la arriccia un po’ di meno.

Io sono sempre lì sul tavolo in piedi, ferma e rigida.
Ora, finalmente per me, va tutto bene e si può passare alla macchina da cucire.

Arriva il momento della prova finale, i bottoncini sul davanti saranno rivestiti in pizzo… e poi la coroncina da mettere sulla testa, intorno alla quale penderà il velo bianco di tulle, poi i guantini di pizzo e sarò perfetta.

Tanti giorni di lavoro, come per un abito da sposa e se ci penso ora, sono felice che questo sia avvenuto perché poi, la mamma e la zia, non hanno potuto confezionarmi l’abito da sposa.
Non mi sono sposata in chiesa, e nemmeno con l’abito bianco, ma loro avevano potuto esprimersi alla perfezione ed io quel giorno ero ‘una piccola bellissima sposa’.

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