“Per dieci minuti” di Chiara Gamberale

“Per dieci minuti” di Chiara Gamberale

Recensione di Chiara Minutillo

Dieci minuti

” Le va di fare un gioco?”
“…”
“Per un mese, a partire da subito, per dieci minuti al giorno, faccia qualcosa che non ha mai fatto.”
“Cioè?”
“Una cosa qualunque, basta che non l’abbia mai fatta in trentacinque anni.”
“Quasi trentasei.”
“Quasi trentasei. Una cosa qualunque. Nuova.”
“Per un mese.”
“Sì.”
“Per dieci minuti.”
“Per dieci minuti.”
“Ma… è sicura che funzioni?”
“Dipende da lei. I giochi sono per persone serie. Se decide di cominciare il percorso, non deve saltare nemmeno un giorno.”
“E poi?”
“Poi che?”
“Alla fine che cosa si vince? Riavrò indietro la mia vita?”
“Ne riparliamo fra un mese, Chiara. Intanto giochi, si impenni e non bari, mi raccomando. Arrivederci.”
“Arrivederci.”

“Torno tra dieci minuti”. Un lasso di tempo che passa in un lampo.
“Devi aspettare ancora dieci minuti”. Attimi che sembrano durare un’eternità.
Dieci minuti. Un’espressione che vuol dire tutto e niente. Indica un tempo brevissimo o lunghissimo, un tempo sprecato o un tempo ipotetico.

Raramente nella vita ci rendiamo conto di quanto dieci minuti siano importanti. Di quanto facciano la differenza.

Chiara l’ha capito. Quando si è trasferita a Roma, il marito l’ha lasciata, la sua rubrica è stata sostituita da una posta del cuore e il suo nuovo romanzo non voleva saperne di nascere. Un semplice gioco proposto dalla sua analista: pochi minuti al giorno per fare qualcosa di nuovo, qualcosa di mai provato prima.

Scettica, Chiara accetta la sfida, lasciandosi coinvolgere da quei dieci minuti a volte banali, a volte assurdi.

“Per dieci minuti” è il diario che Chiara Gamberale ha tenuto in quel mese sperimentale della sua vita. È il racconto dei dieci minuti che, quotidianamente, per un mese, l’autrice ha dedicato a se stessa.

Ironico e tragico, comico e serio, questo è il diario di una terapia semplice, diretta.

Quando si perde la rotta, quando, in qualche modo, il meccanismo della vita si incrina, dieci minuti al giorno possono acquisire estrema importanza.

Minuti per scherzare, per giocare. Anche solo per stare in silenzio. Un piccolo tempo per fare qualcosa che non abbiamo mai fatto prima. Perché non osavamo, perché non rientra nel nostro stile, perché non ci abbiamo mai pensato.

Bastano quei momenti ogni giorno per comprendere che molto di ciò che non abbiamo mai provato è sempre stato a un passo da noi.

Ed è così che, da vuoti e insignificanti, pochi minuti diventano vitali. E così, anche il cambiamento che si portano dentro.

“Quello che più mi sorprende è…”
“È?”
“Non è quello che ho scoperto.”
“Cioè?”
“Cioè: certo, mi ha stupefatto scoprire che sono infiniti i modi con cui si possono riempire dieci minuti, se ci si concentra per farlo.”
“Ma?”
“Ma mi ha stupefatto ancora di più scoprire quello che c’era già. Per esempio la Città dei Ragazzi. Mia madre. Gianpietro. Elisa18. Giada. Annalisa. Gli ottantanove invitati alla mia festa di Natale. I negozi a un passo da dove abito. Il romanzo che non credevo di avere dentro, ma che evidentemente c’era, se ora non riesco a smettere di scrivere. Insomma, dottoressa.”
“Insomma?”
“Non ho più un amore. Non ho più una casa che sento davvero mia, non ho più un lavoro che mi piaceva. Non ho un perno: ecco. Ma la vita che gira attorno a questo perno che non c’è, forse, non è poi così male.”
“Vede, Chiara, è proprio la vita l’unico perno possibile. È perno e ruota insieme, la vita.”

Sinossi

Dieci minuti per fare una cosa nuova, mai fatta prima. Dieci minuti fuori dai soliti schemi. Per smettere di avere paura. E tornare a vivere. Tutto quello con cui Chiara era abituata a identificare la sua vita non esiste più. Perché, a volte, capita. Capita che il tuo compagno di sempre ti abbandoni. Che tu debba lasciare la casa in cui sei cresciuto. Che il tuo lavoro venga affidato a un altro. Che cosa si fa, allora? Rudolf Steiner non ha dubbi: si gioca. Chiara non ha niente da perdere, e ci prova. Per un mese intero, ogni giorno, per almeno dieci minuti, decide di fare una cosa nuova, mai fatta prima.

Lei che è incapace anche solo di avvicinarsi ai fornelli, cucina dei pancake, cammina di spalle per la città, balla l’hip-hop, ascolta i problemi di sua madre, consegna il cellulare a uno sconosciuto. Di dieci minuti in dieci minuti, arriva così ad accogliere realtà che non avrebbe mai immaginato e che la porteranno a scelte sorprendenti. Da cui ricominciare. Chiara Gamberale racconta quanto il cambiamento sia spaventoso, ma necessario. E dimostra come, un minuto per volta, sia possibile tornare a vivere.

Autore: Chiara Gamberale

Titolo: Per dieci minuti

Editore: Feltrinelli

Anno: 2014

Pagine: 187

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