“Le Grazie di Ugo Foscolo, la consolazione di Bellezza ed Armonia”

“Le Grazie di Ugo Foscolo. La consolazione di Bellezza ed Armonia”

di Giulia La Face

Le Grazie di Ugo Foscolo

 Le Grazie di Ugo Foscolo. Perchè rileggere un carme e per di più incompiuto? Cosa possiamo trovare ne “Le Grazie” noi lettrici e lettori di questa epoca?

Foscolo, dopo le delusioni politiche e le amarezze della vita, torna a celebrare con forza il valore assoluto della Bellezza e dell’Arte. In esse trova consolazione e assoluti che oltrepassano la precarietà delle vicissitudini , così umane e così transitorie.

La delicatezza, la passionalità, l’estremo culto di valori che trascendono la contingenza del vivere umano mi hanno offerto la chiave di lettura. O meglio di rilettura di questo carme, suddiviso in tre parti. Possiamo in esso trovare l’esaltazione della bellezza e delle arti, dell’Amore e dell’Armonia.

“Le Grazie sono il canto elevato alla bellezza e all’amore, alla donna e all’armonia delle sue forme, alla visione della donna nella sua triplice espressione identificabile nella poesia, nella musica e nella danza. “(G. Bonghi)

 La struttura del Carme  si sa lo mise in scacco più volte. Quando comincia a farsi  più complessa, Foscolo passa dalla concezione in un solo Inno a quella in tre Inni. Si presume  nel mese di maggio del 1813.

Identifica le tre Grazie con tre donne che fino a quel momento avevano rappresentato per lui l’amore e la gioia di vivere.    Eleonora Nencini, di Firenze, Cornelia Martinetti di Bologna e Maddalena Bignami di Milano.

Le Grazie di Ugo Foscolo

Copertina Le Grazie di U. Foscolo -immagine da web

Ciascuna con le proprie caratteristiche, che esprimono la bellezza animatrice di gioia ed armonia, fondamento di una specie di filosofia della bellezza. Foscolo dedicò questo poema allo scultore italiano Antonio Canova.

Il carme è chiaramente di gusto neoclassico, accarezza l’anima e l’intelletto e riporta lo spirito in uno stato di benessere e di fulgore spirituale.

Cosa che più di ogni altra ho considerato interessante per una sua riscoperta, per noi logorati da passioni e stress elevatissimi.

  Ritroviamo qui  il mito delle tre dee condotte sulla terra da Venere per donare all’umanità la bellezza e l’armonia. Il loro arrivo segna il superamento dell’epoca primitiva e l’avvio verso un processo di civilizzazione.

Le Grazie di Ugo Foscolo

Botticelli, Le tre grazie -immagine da web

Esse sono «divinità intermedie fra la terra e il cielo», «abitatrici invisibili tra gli uomini ». Esse mitigano l’aggressività e lo spirito animale dell’Uomo, rendendo loro i doni degli dèi, favorendo quindi l’incivilimento degli uomini.

E’ il concetto tipicamente neoclassico dell’ arte e della bellezza come strumenti dell’elevazione dell’uomo. L’opera celebra  Eufrosine, Aglaia, Talia. Ovvero le tre Grazie che attuano in terra l’ Armonia: un’armonia non puramente estetica ma integralmente spirituale.

Le Grazie  di Ugo Foscolo rappresentano l’aspirazione dell’uomo a comporre in armonia le tensioni della vita. Sollecitano la ricerca nella realtà multiforme della natura e della storia, la ricomposizione delle dissonanze, nel tentativo di costruire un mondo più luminoso.

L’avvento delle Grazie sulla terra simboleggia il costituirsi di un nuovo ideale di umanità, capace di fondere un insieme di valori individuali e sociali.

“Cantando, o Grazie, degli eterei pregi

Di che il ciel v’adorna, e della gioja

Che vereconde voi date alla terra

belle vergini! a voi chieggo l’arcana

Armoniosa melodia pittrice

Della vostra beltà:sì che all’Italia

Afflitta di regali ire straniere

Voli improvviso a rallegrarla il carme.”(Inno Primo)

I grandi temi della poesia foscoliana (la bellezza della natura, i sacri legami della famiglia e della patria, il dono divino della poesia) tornano tutti nell’opera. Trovando espressione allegorica nelle tre dee. Venere, dea della bellezza e dell’amore che rigenera la natura. Vesta, dea del focolare, simbolo dei valori civili e sociali. Pallade protettrice delle arti, dispensatrice della poesia.

Le Grazie di Ugo Foscolo

Foscolo amò molte donne, la cui bellezza fu fonte di ispirazione  -immagine da web

Il carattere Neoclassico dell’opera si manifesta nella presenza del mito, nel ricorso a modelli letterari tipici della poesia greca e nel ruolo civilizzatore attribuito al racconto mitologico. In questo senso il valore letterario dell’opera è altissimo.

Ma la lettura che vi propongo è una lettura più emotiva, che possa, come lo fu per Foscolo, essere di consolazione ed ispirazione.

Il mito della poesia e della bellezza , cantate con un verso che oggi appare tanto originale e di profondo fascino, ripaga il cuore dalle delusioni, cura le ferite terrene.

E ne abbiamo sempre più necessità ed elevarci attraverso la Poesia è un dono e un meraviglioso  privilegio .

Un breve ritratto di Foscolo

http://www.italialibri.net/autori/foscolou.html

http://www.oilproject.org/lezione/foscolo-grazie-nascita-del-poema-e-spiegazione-2099.html

http://balbruno.altervista.org/index-549.html

 

 

giulilaface

Lettrice compulsiva e onnivora da sempre, mi piace ascoltare le storie altrui e scriverne. Viaggiatrice per bisogno, madre e moglie per scelta, canto per passione, lavoro come educatrice e counselor .Ma appena posso mi immergo nella musica e nella ricerca di poesia e di immagini. Adoro cucinare. Per questo invito spesso amici a condividere nuovi piatti e sapori. Ma è nella solitudine che mi ritempro e incontro tutti i miei pensieri.

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