#Contest Amarcord “Ricordo un ragazzo che rideva”

#Contest Amarcord “Ricordo un ragazzo che rideva”

di Altea Alaryssa Gardini

Ho tanti amici, mio malgrado non li vedo mai ma so che ci sono.
Ci sentiamo quando abbiamo bisogno gli uni degli altri, ci ascoltiamo quando abbiamo bisogno di confronto: abitiamo in stati diversi e spesso ci rendiamo conto che il mondo è un eterno paese.
La cosa che ci sembra più strana è quanto ci scopriamo ad essere interconnessi, simo vicini anche se non possiamo toccarci.
Dico questo come preambolo al racconto brevissimo di una festa avvenuta qualche anno fa.

Era una di quelle occasioni in cui si riescono a riunire tutte le persone che frequenti, un unico momento in cui hai intorno tutto quello che ti serve. Ero stata invitata dalla padrona di casa, la mia dolcissima amica che correva in moto quando eravamo ragazzine, si era sposata da pochissimo e per un po’, prima di trasferirsi in America, è rimasta qui in Italia vivendo in una città a me vicina.

La sua cerchia di amici comprende qualche persona che sono abituata a vedere solo in tv ma questo non era importante, quella sera eravamo tutti ragazzi e ragazze e ci stavamo divertendo.

In fondo, tutti abbiamo flebili legami con persone che conosciamo tramite altri.

Era presente anche lui, non ricordo se mi sia stato presentato ma so che abbiamo scambiato qualche battuta all’interno di una conversazione più grande, davvero poche parole su nulla di serio.

Ad un tratto, è calato su di noi uno di quei rari momenti di silenzio all’interno del continuo suono costante di una serata tra amici.

Solo un istante, nessuno che parla e all’improvviso scoppia una risata disarmante. Gioviale, allegra, spensierata.

Un sorriso indimenticabile sul viso di uno sconosciuto.

Ciao Kid, spero di sentirti ridere ancora quando ci rivedremo

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