“Temaki” – di Caterina Stile

“Temaki” – di Caterina Stile

Recensione di Lisa Molaro

Caterina Stile

Temaki” è il romanzo d’esordio di Caterina Stile, scrittrice dal bel sorriso e dalla penna scorrevole.

Se il titolo vi ha fatto pensare al sushi, a coni di alghe ripieni di riso e salmone… beh, mi dispiace deludervi ma non siete per nulla sulla buona strada: qui il Giappone c’entra solo di sfuggita!

Sedute al tavolino di un ristorante giapponese, Tessa, Maria e Chiara, amiche da sempre, hanno deciso di festeggiare la loro “festa di non compleanno” cercando un acronimo dei loro nomi, utile poi per le loro confidenze private da scambiarsi, magari, in codice.

E così, tra un nome scartato e l’altro, ecco arrivare il lampo di genio: TeMaKi !

“«Ma è ovvio, siamo in un ristornate giapponese! Solo che il tuo nome, Chiara, da oggi sarà scritto con la kappa.»

«Me ne ricorderò quando firmerò il contratto.»

Poi una nuova idea le sfrecciò nella mente, strappò tre bigliettini dal foglio su cui aveva provato le combinazioni e su ognuno scrisse uno dei loro nomi, li appallottolò rendendoli irriconoscibili e li mescolò dietro la schiena prima di riporli al centro del tavolo.

«Questo è il rituale delle palle?» disse Chiara.

Tessa la ignorò. «Adesso ognuna di noi pescherà una pallina e leggerà il nome che c’è scritto e quella sarà la persona a cui dovrà rivolgersi quando avrà bisogno di aiuto, consigli, supporto…»”

L’avrete capito, Caterina Stile in questo romanzo parla d’amicizia e lo fa in modo chiaro, divertente e scorrevole.

La vita di tre ragazze che hanno unito le loro mani – sì, come le Winx – intrecciando destini diversissimi tra loro.

Così, come guardando un telefilm, assistiamo al dipanarsi dei giorni di Tessa, esuberante ragazza che ancheggia su tacchi alti; dalla sua borsa – che mi immagino simile a quella di Mary Poppins – sembrano uscire cosmetici capaci di ogni magia. Tessa ha la battuta sempre pronta, la lingua libera e a volte fin troppo sciolta.

Tessa, che si è sempre sentita l’anello debole del trio, quella che non si cerca per una confidenza segreta ma solo per l’abbinamento giusto degli abiti.

Poi c’è Maria, magra e slanciata quanto indecisa e rispettosa delle tradizioni.

Maria che sogna un abito bianco e perfetto… il suo abito, quello che a prima vista le lucida lo sguardo ma che, no, non si può proprio prendere.

Maria che, con la sua non stucchevole dolcezza, ha ben chiare quali debbano essere le parole su cui far ruotare la sua intera esistenza: amore e famiglia.

Infine c’è Chiara, con la K nell’acronimo, che ci terrà in bilico fino alla fine del romanzo… fra treni e aerei, tra terra e cielo.

Determinata, quasi scontata dentro abiti da ufficio, scomoda dentro quel tailleur nero, troppo aderente, che le sue amiche l’avevano costretta a comprare.

Nel libro di Caterina Stile queste tre protagoniste crescono, roteando dentro il vortice quotidiano di una vita che potrebbe essere la nostra oppure quella di una nostra amica.

Tre rami di glicine che s’intrecciano da piante madre diverse, ognuna con i suoi volteggi, ognuna con la propria linfa, ognuna con il proprio sorriso e le proprie lacrime.

Come si conviene in ogni romanzo di questo genere, Amore (quello con l’A maiuscola) ballerà con Amicizia, creando figure rigide, dalla schiena perfettamente diritta in contrapposizione ad altre che seguiranno il ritmo di movimenti bruschi, confusi, indecisi.

La vita, questa musica che segue comunque lo spartito di un destino cui non si può sfuggire nemmeno volendo.

destino

Le civiltà antiche, interrogandosi sul destino, cercavano un ordine universale e bramando risposte per ogni cosa scomodavano divinità di ogni genere… nel libro di Caterina Stile il destino segue una cosa sola:

l’imprevedibilità apparente di un quotidiano in cui il cuore detta legge.

Da lui non puoi fuggire ma ti è concesso solamente, al limite, prendere un biglietto aereo.

Lo stile narrativo di Caterina Stile è scorrevole, liscio (mi passate il termine?), educato e realistico, sembra davvero di assistere al quotidiano di personaggi che anziché di carta prendono forma davanti agli occhi del lettore.

I molti dialoghi, in special modo le battute di Tessa, fanno in modo che spesso ci si ritrovi a sorridere.

Ma la vita non è solo spensieratezza, ilarità e giochi… magari lo fosse!

Crescere quanto può cambiarci?

Quali sono le cose importanti di cui non si dovrebbe mai fare a meno?

Quanto l’apparenza e le scelte corrette da fare possono attaccarsi al cuore, come gli anelli concentrici che si trovano sezionando gli alberi?

Alla fine del romanzo qualcuno, che si trova su un aereo diretto a Praga, scrive una lettera alla sua mamma… ed è lì che, più di tutto, a me è arrivata una scia bellissima, emozione pura dentro parole che se ne fregano – dichiarandolo – della sintassi e dei refusi.

Una penna a ruota libera che segue solo il flusso dei propri pensieri.

“(…)Ignorare tutto è solo distruzione. Bisogna accettarlo, capire che in fondo si cresce, si cambia – sì, adesso ne sono convinta, si cambia. E con noi cambiano i rapporti umani e si sconvolgono le gerarchie della mente: ciò che era prioritario diventa all’improvviso solo una necessità e quello di cui credevamo di poter fare a meno diventa indispensabile.

(…)Ma l’essere umano è una macchina troppo complicata e deve crearsi una realtà altrettanto complicata per sentirsi a suo agio e così anche i sentimenti vengono distorti fino a non riconoscerli più.”

In fondo la vita può essere paragonata a un viaggio aereo: si decolla, ci sente schiacciare contro il sedile, ci si sente le orecchie tappate mentre le gambe si gonfiano; ci si assesta e si va in alto, verso ciò che ci attende.

Passi a tre, passi a due… comunque: passi!

Lisa.

“È più facile vedere un amore estremo che un’amicizia perfetta” – Jean de La Bruyère, I caratteri

 

Titolo: Temaki
Autore: Caterina Stile

Sinossi:

Quando la vita perde i contorni dell’infanzia, ogni riferimento si dissolve nell’incertezza e bisogna fare i conti con una realtà a volte talmente crudele da macchiare perfino i sogni e le speranze giovanili. Chiara, Tessa e Maria lo imparano a proprie spese scontrandosi con le responsabilità, gli ideali, le difficoltà di un’esistenza che a un tratto non sembra più appartenere loro. Crescere vuol dire anche questo. Temaki è il romanzo della crescita, il romanzo dell’affermazione di sé che, con stile tagliente e profondo, giunge all’essenzialità dell’io-tu, allo scontro – uomo-donna, genitore-figlio – inevitabile e necessario per comprendere che l’amore, in tutte le sue forme, non accetta compromessi.

https://www.amazon.it/dp/B01E82WW3I/ref=dp-kindle-redirect?_encoding=UTF8&btkr=1

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *