“Vivere fino all’ultimo respiro” – di Gianella Girotto

“Vivere fino all’ultimo respiro” – di Gianella Girotto

Recensione di Lisa Molaro

Girotto

“Vivere fino all’ultimo respiro” è il recente saggio scritto dalla dott.ssa Gianella Girotto, psicologa e psicoterapeuta.

Essere professionisti non significa indossare un’armatura di ferro atta a difendere dalle emozioni confinanti ma, in questo caso specifico, assimilarle per una continua crescita empatica volta ad aiutare il prossimo.

L’autrice ha raccolto tutte queste particelle di vita che ha accumulato negli anni.

Ha mescolato molecole di ricordi del suo privato familiare con le emozioni vissute “per conto terzi” e ciò che ne esce è questo scritto che sviscera, dipana.

Districa come dita che si fanno largo tra ragnatele di fili aggrovigliati.

Fili di mangrovie che impediscono, alla potente luce di un tramonto infuocato, di penetrare la nera coltre del dolore.

“Il pomeriggio conosce cose che il mattino nemmeno sospetta – Proverbio svedese”.

Il tema centrale del libro, come si evince dal titolo, è un argomento ritenuto spesso tabù: la morte.

Solo leggere questa piccola parola può far rabbrividire la pelle, stringere i pugni e distogliere lo sguardo.

Eppure, vita e morte, ai due estremi si diluiscono, amalgamandosi.

Lo scheletro dell’Arcano XIII, dei Tarocchi di Marsiglia, ha la colonna vertebrale simile al grano maturo.

In mano tiene una falce con cui miete, in modo drastico, tutto ciò che spunta in superficie, lasciando intatto ciò che si trova ben radicato sotto il suolo.

Ciò che resta sopra la terra sono frammenti che, se non raccolti, si rifonderanno con un terreno capace di ridonare, incessantemente, vita.

Un cerchio, quello della Vita, di questo parla Gianella Girotto in questo libro.

Vita e Morte, in continuo rinnovamento attraverso spirali che non sempre si possono spiegare con la razionalità.

L’autrice ha suddiviso il libro in dodici capitoli all’interno dei quali sminuzza il pensiero razionale basandosi sui suoi studi, sul suo personale vissuto e riportando numerose testimonianze di pazienti.

Ogni aspetto è curato con delicatezza e infinita sensibilità ma da una psicoterapeuta specializzata in terapia del dolore, di certo non mi aspettavo il contrario!

Nonostante si tratti di un saggio, mai ci si perde dentro parole saccenti o troppo tecniche.

I “non addetti al lavoro” sono condotti per mano dentro i meandri di un ignoto che accomuna tutti noi mortali.

L’ignoranza del non sapere tutto, circa il proprio sé; la consapevolezza di non poter controllare le cose nella loro totalità, di perdere il contatto con il proprio motore…

è il non sapere che partorisce la paura.

Ogni lutto è una lacerazione, uno strappo, una fonte di dolore… esiste, c’è e inutile è negarlo rifiutandone il pensiero.

Trattenere le lacrime fa più male che bene, e in questi nostri anni in cui la medicina sta divenendo sempre più olistica, le conseguenze dei dolori inespressi s’iniziano a riconoscere negli organi che si affaticano troppo in fretta.

Le emozioni, tutte, vanno affrontate con consapevolezza e forza.

Molte sono le domande che la Girotto suggerisce al lettore, molti gli spunti di riflessione.

È giusto nascondere l’esistenza della parola “morte” ai bambini? Come ci si rapporta con loro, in questi casi?

Chi è il curato e chi il curante? Che ruolo hanno i familiari durante l’ultimo respiro di un morente?

La vita è un sogno da cui ci si risveglia morendo, come diceva Hodjviri?

Bisogna affrontare con coraggio questi temi e questo non implica un’assenza di paura ma un forte bisogno di consapevolezza.

Leggendo questo libro ho pensato spesso all’importanza del proprio affidamento alla Madre archetipa, non con dipendenza arrendevole a un destino fatalista ma con lo spirito di chi abbandona le forze sentendosi al sicuro dentro un abbraccio sconosciuto.

Le persone molto razionali avranno qualche difficoltà a “de-razionalizzare” il loro punto di vista; in certi capitoli tentenneranno ma, probabilmente, a loro più che a me è volto questo saggio.

Personalmente vivo tutte le emozioni all’estremo, non le schivo e non le maschero.

Temo, come tutti, i lutti e le lacerazioni nella realtà… ma mi dona speranza il pensiero che la perdita possa essere trasformazione, permettendomi di rinnovare costantemente l’amore per le persone a cui non posso più accarezzare il volto.

Io chiudo gli occhi, o li rivolgo al cielo,  apro il cuore e resto in ascolto.

Ascolto la natura, accarezzo i petali dei fiori, mi pregno della natura che nasce, senza sosta, sotto ai miei occhi… a volte non basta, certo, ma sempre aiuta!

“(…) Il nostro corpo è una macchina meravigliosa e perfetta adatta a contenere tutto ciò che non è visibile. Gli antichi avevano chiara la destinazione tra la scintilla vitale, in sanscrito “atman”, e la macchina psicofisica. Le persone si ponevano numerose domande ma non dubitavano di essere distinti dal corpo e di avere una natura spirituale e dunque immortale. (…)”

Citazioni, testimonianze, storie cliniche, spiriti di luce, Tolstoj, medicina tradizionale, accompagnamento canonico e placebo alternativo, palliativi, sicurezze, consigli e lacrime personali… tutto questo dentro un saggio pieno di filosofia, spiritualità, religione, letteratura e storia.

Storia vera, storia collettiva dal Medio Evo ad oggi.

Storia vera, storia soggettiva, dalla paura alla speranza.

“Io sono il germoglio e le radici,

sono il tronco, la corteccia e la linfa che ci scorre dentro,

sono la terra dentro la quale cresci

e sono il cielo verso cui svettano le tue chiome

e il vento che le fa muovere,

sono anche la pioggia che ti disseta e il sole che ti da energia.

Sono l’uccello che ci fa il nido

e le api che impollinano i tuoi fiori

e ancora le farfalle che vi si posano

 infine sono la persona che cerca riparo sotto le tue fronde

e raccoglie i tuoi frutti.

Questo è appartenere alla stessa sostanza,

essere uno,

essere la vita.

Gianella Girotto.”

Un saggio che parla della morte inneggiando alla vita e urlando il bisogno di viverla fino all’ultimo respiro appunto!

Lisa.

“Vivere è la cosa più rara al mondo. La maggior parte della gente esiste, ecco tutto – Oscar Wilde”

Titolo: Vivere fino all’ultimo respiro
Autore: Gianella Girotto
Editore: Edizioni Creativa (21 febbraio 2017)

Sinossi:

Il passaggio dalla vita alla morte è un punto cruciale della vita di ogni essere vivente e fin dall’alba dei tempi è sempre stato protagonista di profondi interrogativi.

Quest’opera conduce il lettore a porsi delle domande sul tema della vita e della morte prendendo spunto da considerazioni spirituali, religiose, etiche, filosofiche e mediche.

Stimola la riflessione sulla peculiarità del singolo individuo che chiede di essere riconosciuto, nella sua vera identità, nello status finale della propria vita. Chi è il morente?

È una persona consapevole che il proprio tempo a disposizione sta per terminare; tutti gli esseri umani sanno che moriranno ma il morente sa che quel tempo è ora.

Il morente siamo noi perché tutti arriveremo ad un momento in cui passeremo attraverso lo stato di consapevolezza che il nostro tempo sta per terminare.

Il morente è una persona che sta vivendo l’ultimo capitolo del libro della vita, di questo passaggio di vita ed io ritengo indispensabile avere la possibilità di scegliere cosa scrivere, prima dell’ultimo respiro.

https://www.amazon.it/Vivere-allultimo-respiro-Gianella-Girotto/dp/8869120813

Gianella Girotto, Psicologa Psicoterapeuta, Libera Professionista.

Si è occupata per molti anni di morenti e delle loro famiglie, conduce percorsi di accompagnamento al perdono con l’associazione II soffio.

È fra i soci fondatori dell’associazione Jenny for life che si occupa del sostegno alle attività socio-sanitarie rivolte ai pazienti terminali e alle loro famiglie.

Ha pubblicato il saggio La grazia del perdono con Dissensi Edizioni.

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