Da Massimo Recalcati a Eva Cantarella: conflitti fra padre e figlio

Da Massimo Recalcati a Eva Cantarella:

conflitti fra padre e figlio

di Emma Fenu

padri

Siamo orfani. Il padre è morto. Evaporato.

Fecero riflettere i saggi di Massimo Recalcati che, dal 2011, hanno spiegato con termini puntuali, ma comprensibili ai non addetti ai lavori, che il nostro è un tempo figlio di vuoto e assenza.

Non c’è una Legge, simbolo paterno, a cui fare riferimento, ma neppure, ormai, contro la quale ribellarsi con una metaforica castrazione.

Al complesso di Edipo si è andato sostituendo il complesso di Telemaco.

Ed eccoci, eterni figli in attesa, sulle rocce di Itaca, ad aspettare una Legge che dia senso e significato al desiderio.

In attesa di un padre padrone o padre-dio, come lo si dipinge fin nei miti? No. Il tempo del patriarcato è finito, quello che oggi è invocato è il padre testimone, capace di far comprendere che legge e desiderio, (inteso come felicità) non sono antagonisti, ma simbioticamente legati.

Significativo, lungo questo filone di considerazioni, è il saggio di Eva Cantarella, anch’essa studiosa brava e capace di veicolare messaggi in modo esaustivo, intitolato “Non sei più mio padre. Il conflitto fra genitori e figli nel mondo antico”.

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Gli scontri generazionali, infatti, non sono certo un fenomeno ascrivibile alla sola epoca moderna, ma trovano origine nella famiglia patriarcale in cui i figli subivano ingerenze e limitazioni anche in età adulta.

I miti teogonici, ossia che narrano la nascita degli dei, possono ben chiarirci le dinamiche che erano alla base di una società di cui la nostra è erede.

Mi soffermerò su pochi miti greci non perché siano i soli importanti e condizionanti, ma perché, essendo molto conosciuti, ben si adattano all’immediatezza di un testo fruibile sul web.

Dal caos cosmico emersero, spontaneamente, Gea, la Terra; Tartaro, il mondo sotterraneo; Eros, il principio riproduttivo.

Da Gea e Tartaro nacque Urano il quale ingravidò più volte Gea, ma ricacciava i figli nell’utero materno.

 Aiutato dalla madre, l’ultimogenito, Crono, armato di falcetto, evirò il padre. Tuttavia, quest’ultimo non si rivelò un padre diverso, poiché divorava i neonati partoriti dalla sorella-sposa Rea.

Ancora una volta grazie ad uno stratagemma materno, un figlio, Zeus, riesce a sopravvivere instaurando un regno molto diverso dai predecessori.

È pur vero che Zeus partorì Atena dalla testa e Dionisio dalla coscia per evitare di essere spodestato da un figlio di donna, ma riuscì a affermare il proprio potere su una famiglia che oggi definiremo “allargata”.

Di tale modello sociale abbiamo testimonianza nei canti omerici: gli uomini sono destinati al comando e devono coltivare la forza, il coraggio e la difesa dell’onore tramite la vendetta; le donne, invece, devono obbedire ed essere fedeli.

L’esempio più significativo è costituito della famiglia di Ulisse.

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Penelope è il simbolo della moglie perfetta, così come il consorte, se pur fedifrago, è un encomiabile padre di famiglia.

Telemaco, invece, pur avendo raggiunto la maturità, si pone sempre come subalterno del padre, incapace di prendere decisioni autonome e risolutive.

Non ci appaiono conflitti familiari estremi, nell’Iliade e nell’Odissea, ma non dimentichiamo la funzione paideutica a cui essi assolvevano: non raccontavano cosa avveniva, ma  indicavamo come ci si doveva comportare.

Con l’avvento delle polis, comincia ad affermarsi il concetto di diritto, come norma generale ed astratta, che oscura il codice arcaico della vendetta.

Come questo cambiamento epocale influisce sui rapporti generazionali?

Uno spunto per analizzare tale percorso è offerto sia nella tragedia che nella commedia: mi soffermerò, se pur brevemente, sulla celebre trilogia di Eschilo, l’Orestea.

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Dopo la guerra di Troia, Agamennone, tornato in patria, viene ucciso dalla moglie Clitennestra, figura opposta a Penelope, la quale, a sua volta, viene assassinata dal figlio Oreste, insieme al di lei amante, Egisto.

A seguito del matricidio, le Eumenidi, difendendo la sacralità dei legami di sangue, perseguitano Oreste il quale giunge ad Atene per ottenere un processo, presieduto dalla dea Atena.

Nella descrizione minuziosa delle fasi processuali è evidente la morte dell’eroe che si vendica e la nascita di un nuovo modello, ossia l’uomo ligio al diritto.

In seno alle polis i figli adulti godevano dei medesimi diritti pubblici dei padri, tuttavia a ciò non corrispondeva una equa libertà in campo economico , la quale si conseguiva, di fatto, solo alla morte del capostitipe.

La situazione degenerò con la fine del periodo aureo ateniese, in conseguenza della morte di Pericle e della epidemia di peste e, in seguito, dell’avvento del governo dei Trenta Tiranni, presto allontanati dai democratici capeggiati da Trasibulo.

Gli antichi valori, su cui le polis si erano fondate ed era prosperate, erano, ormai, irrimediabilmente messi in crisi: non a caso, fra i capi di imputazione che appaiono nel processo contro Socrate c’è quello della “corruzione dei giovani”, attribuita in primis ai sofisti, rei di aver fomentato una generazione insofferente al potere indiscusso del padri.

E ora siamo qui, mano nella mano con Telemaco, ad aspettare, fra gli schizzi delle onde che si infrangono sulle coste di un’infinita Itaca,  

un padre che ci renda tangibile con i fatti, testimoniandolo, che una legge esiste e si può ancora essere felici.

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Titolo: Il complesso di Telemaco
Autore: Massimo Recalcati
Edizione: Feltrinelli, 2013
Link d’acquisto:

https://www.amazon.it/complesso-Telemaco-Genitori-figli-tramonto/dp/8807172550/ref=sr_1_1?s=books&ie=UTF8&qid=1495884604&sr=1-1&keywords=il+complesso+di+telemaco

Titolo: Non sei più mio padre

Autore: Eva Cantarella

Edizione: Feltrinelli, 2015

link d’acquisto:

 

 

 

 

 

Emma Fenu

Nata e cresciuta respirando il profumo del mare di Alghero, ora vivo, felicemente, a Copenhagen, dopo aver trascorso un periodo in Medio Oriente. Sono Laureata in Lettere e Filosofia e ho, in seguito, conseguito un Dottorato in Storia delle Arti. Scrivo per lavoro e per passione. Mi occupo da anni di storia delle Donne, critica, letteratura al femminile e iconografia di genere; tengo un corso di scrittura creativa; recensisco libri, intervisto scrittori; organizzo e partecipo ad eventi culturali; gestisco siti e blog dedicati al mondo della cultura, fra cui "Cultura al Femminile".Ho pubblicato un saggio, "Mito e devozione nella figura di Maria Maddalena", un romanzo - inchiesta, "Vite di Madri. Storie di ordinaria anormalità", sul lato oscuro della maternità, racconti, fiabe e poesie e una saga familiare, "Le dee del miele", che si snoda in una Sardegna intrisa di mito e memoria, dove sono le donne le custodi della vita e della morte. Scrivo fiabe, racconti e collaboro per varie antologie.

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