“Caro papà” di Alba

“Caro papà” di Alba

Contest Lettere al Femminile

Caro papà

Caro papà,

com’è difficile scrivere queste righe a te che a volte riesci a leggere nei miei silenzi e io nei tuoi.

Com’è difficile ammettere che non siamo in grado di parlarci con la serenità di un uomo e una donna che non hanno segreti.

Io e te ne abbiamo di segreti,

seppelliti in un passato che nessuno di noi due vorrebbe far riemergere nemmeno nei ricordi.

Eppure esistono, gemme nere incastonate nella mia felicità di bambina e nel tuo orgoglio di padre.

Hanno lame talmente affilate da squarciare ogni respiro non appena le immagini tornano alla mente.

È bastato un mese, un giorno soltanto a far crollare ogni fiducia scoprendo nel cuore una rabbia nuova: la mia di adolescente incompresa, la tua di padre deluso.

È strano quanto si riesca a distruggere in un istante.

È devastante scoprire il potere distruttivo di una parola.

E noi siamo riusciti a distruggerci a vicenda, trincerandoci nell’orgoglio e nel silenzio che ci accomuna.

Ora che è passato del tempo, mi ritrovo a riflettere su quei momenti e capisco che sono fasi della vita necessarie alla crescita.

Ora comprendo che odiare i genitori è un percorso obbligato e sentirsi delusi da un figlio è altrettanto indispensabile. Rappresenta forse il momento del distacco, l’attimo in cui ci si rende conto e si accetta che genitori e figli non seguono la stessa strada.

Il nostro errore è stato quello di crederci perfetti l’un l’altra: io avevo il mio super-papà, tu avevi la tua figlia modello. Non poteva durare. Ci siamo ritrovati a sbattere contro il muro delle nostre illusioni.

A distanza di anni riesco a rendermi conto che, se non avessi attraversato quella fase triste della mia vita, ora non potrei amarti con quel sentimento puro e forte che sento.

Una volta fatti i conti con la realtà, mi sono accorta che sei stato il punto di riferimento di ogni mia decisione.

L’amore per la famiglia, l’onestà, il rispetto, la generosità incondizionata sono i valori che leggo ogni volta nei tuoi occhi verdi.

Vorrei avere la forza di dirtelo,

ma il velo sottile che separa l’infanzia dall’età adulta copre i nostri pensieri di una ritrosia ingiustificata.

Vorrei avere di nuovo il coraggio di bambina per dirti che non ricordo più le liti e i rancori, che ho dimenticato le parole di rabbia e le gelosie, vorrei gridarti che l’unico peso che porto dentro è il pentimento per averti deluso come padre e come uomo.

Se avessi il coraggio di dirtelo, mostreresti quel tuo sorriso sbarazzino e dissolveresti l’imbarazzo con una delle tue battute per farmi capire che anche tu non ci pensi più.

Lo so perché se chiamo ci sei sempre, se ho un problema trovi la soluzione, se ti telefono ridiamo tutto il tempo, se ti ascolto ho sempre da imparare, se siamo in silenzio ci facciamo compagnia.

Se avessi ancora il mio coraggio di bambina, ti direi che sei il mio super-papà. Lo sei adesso più di prima perché solo adesso ho davvero compreso il senso.

E ringrazio Dio per averlo compreso in tempo!

Con immenso affetto.

Maria Cristina Sferra

Maria Cristina Sferra, giornalista professionista e graphic designer. Insaziabile lettrice, scrive per lavoro e per passione. Autrice indipendente, ha pubblicato il romanzo “A mezzogiorno del mondo (una storia d’amore)”, la silloge poetica “Il soffio delle stagioni”, la raccolta di racconti rosa “L’amore è una sorpresa”.

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