“Ninna nanna” di Leïla Slimani

“Ninna nanna” di Leïla Slimani

Recensione di Emma Fenu

Ninna nanna

Ninna nanna è il secondo romanzo di Leïla Slimani, vincitore del premio Premio Goncourt 2016 ed edito da Rizzoli nel 2017.

“Ninna nanna ninna oh,
questo bimbo a chi lo do?
Lo darò alla Befana
che lo tiene una settimana,
lo darò all’Uomo Nero
che lo tiene un anno intero,
lo darò all’Uomo Bianco
che lo tiene finché è stanco,
lo darò al Saggio Folletto
che lo renda Uomo perfetto!

Lo darò alla sua mamma
e il bimbo fa la nanna!”

(Ninna nanna popolare italiana)

 

 

Stringere al petto il frutto del proprio ventre.

Nutrirlo con il proprio corpo, cullarlo con il proprio sonno, crescerlo con il proprio tempo: la maternità è un’esperienza totalizzante.

Myriam, una delle protagoniste di Ninna Nanna, bestseller fra i più recenti romanzi noir, accantona il proprio percorso professionale per dedicarsi alla cura dei suoi due bambini, convinta di poter facilmente aderire a quello che la società indica come modello di “buona madre”.

Trovandosi, però, alle prese con una realtà non edulcorata, ossia con la depressione post partum e con l’insoddisfazione personale, in quanto non solo genitrice ma anche donna e avvocato, la giovane, in accordo con il consorte, decide di riprendere a lavorare e di affidare i propri figli alle cure di una tata, Louise.

Quest’ultima si rivela capace e disponibile, fino a rendersi prima indispensabile e poi soffocante.

La struttura narrativa è di impatto ma non innovativa: numerosi sono i libri e i film che hanno trasferito in parole ed immagini un incubo collettivo, ossia quello della donna “estranea”, all’apparenza dolce e perfetta, che mette in pericolo l’equilibrio familiare e la vita dei componenti volendo sostituirsi alla madre, insinuandosi nella altrui esistenza per sottrarre un posto che non le spetta.

Tale paura ha radici ataviche che ritroviamo personificate in figure mitiche; da Lilith alle Lamie, da Lamasthu alle Strigi, fino alle streghe medievali: sono tutte donne- demoni che si nutrono del sangue degli altrui neonati, spesso maschi.

Alla giovane scrittrice va il merito di aver costruito una storia che, attraverso un periodare secco ma angosciante e angoscioso, indaga, senza indugiare nella morbosità e senza temere tabù, nelle ombre nascoste della maternità di tutte, non solo di quante sono etichettate, e respinte, come mostri.

Fin dall’incipit il lettore è consapevole dell’epilogo cruento della vicenda: i due bambini saranno uccisi dalla tata la quale, in seguito, tenterà il suicidio.

Non è quindi il colpo di scena finale che tiene avvinto il lettore alle pagine, quanto il percorso affannoso nel labirinto mentale delle donne costrette a confrontarsi con la propria parte in eclissi, anche se psicologicamente sane.

Chi non ha sofferto di sensi di colpa lasciando i propri bambini ad un estraneo?

Chi non ha temuto che le persone che li circondano possano nascondere segreti terribili?

Chi non ha paura di orchi e streghe che si liberano dalla prigione della carta e del racconto orale per divenire protagonisti della cronaca?

Chi non si è sentita, almeno una volta, madre inadeguata, sfinita, imperfetta?

Perché le mamme buone vegliano sempre sui propri bambini, proteggendoli da tutti e tutto. Così si racconta.

Dormono le case,

 dorme la città.

Solo l’orologio

suona e fa tic tac.

Anche la formica

si riposa ormai,

ma tu sei la mamma

e non dormi mai”.

(Ninna nanna del chicco di caffè, Zecchino d’oro 1970)

Sinossi

Quando arriva il secondo figlio, Myriam decide di riprendere a lavorare.

È una scelta sofferta, ragionata, discussa a lungo con Paul, il marito, eppure imprescindibile, e appena si presenta l’occasione la neomamma la afferra con tenacia e torna alla sua professione di avvocato.

Adesso però serve una tata per Mila e Adam. Sarà una selezione severa, nessuno affida di buon grado i propri figli a una sconosciuta.

Poi un giorno nell’appartamento dei Masse entra Louise: luminosa, solare, dolce, e i bambini, soprattutto Mila, sembrano sceglierla prima dei genitori.

È l’incastro perfetto dell’ultima tessera di un puzzle.

La donna guadagna l’affetto incondizionato dei piccoli e la gratitudine di Myriam e Paul, trasforma la casa in un incanto, li vizia anticipando ogni loro necessità.

Finché questo rapporto di dipendenza, come tutte le dipendenze, non si incrina, mostrandosi eccessivo, non si rivela sbagliato e infine deraglia rovinosamente.

Attraverso la descrizione chirurgica, certosina, della giovane coppia e della figura intrigante e misteriosa della tata, Ninna nanna affonda lo sguardo nelle nostre concezioni dell’amore, dell’educazione, dei rapporti di forza che si celano dietro il denaro, parlandoci di pregiudizi culturali e di classe e del tempo in cui viviamo.

E ci mette di fronte ad alcune delle più recondite paure di ogni genitore, di ogni donna e di ogni uomo.

Titolo: Ninna nanna
Autore: Leïla Slimani
Edizione: Rizzoli, 2017
link d’acquisto:
https://www.amazon.it/Ninna-nanna-Le%C3%AFla-Slimani/dp/8817093645

Emma Fenu

Nata e cresciuta respirando il profumo del mare di Alghero, ora vivo, felicemente, a Copenhagen, dopo aver trascorso un periodo in Medio Oriente.

Sono Laureata in Lettere e Filosofia e ho, in seguito, conseguito un Dottorato in Storia delle Arti.
Scrivo per lavoro e per passione.
Mi occupo da anni di storia delle Donne, critica, letteratura al femminile e iconografia di genere; tengo un corso di scrittura creativa; recensisco libri, intervisto scrittori; organizzo e partecipo ad eventi culturali; gestisco siti e blog dedicati al mondo della cultura, fra cui “Cultura al Femminile”.

Ho pubblicato un saggio, “Mito e devozione nella figura di Maria Maddalena”, un romanzo – inchiesta, “Vite di Madri. Storie di ordinaria anormalità”, sul lato oscuro della maternità, racconti, fiabe e poesie e una saga familiare, “Le dee del miele”, che si snoda in una Sardegna intrisa di mito e memoria, dove sono le donne le custodi della vita e della morte. Scrivo fiabe, racconti e collaboro per varie antologie.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *