“La vita in una Matrioska” di Serena Savarelli

 “La vita in una Matrioska” di Serena Savarelli

recensione di Elisabetta Calabrese

Matrioska

Puro. Come lo sguardo di Sara che si perde tra le sfumature dell’alba.

Caldo. Come un plaid che avvolge e riscalda dopo la fremente scoperta del nuovo orizzonte.

Luminoso. Come le prime luci del sole che riflettono nel cielo creando maestosi giochi di colori.

La vita in una Matrioska di Serena Savarelli, romanzo edito da MonteCovello, racconta la vita di Sara, giovane ostetrica, che viene sconvolta da un evento drammatico il quale la condurrà alla scoperta di sé stessa.

La protagonista scopre che “il dolore non distrugge, rinvigorisce e plasma attraverso un’opera invisibile, mossa da una potenza incredibile”

e sarà Leo, infermiere di un pronto soccorso che l’accompagnerà, attraverso l’intreccio della vicenda, verso la comprensione dell’esistenza umana.

Dolore e Gioia.

Tormento e Speranza.

Attesa e Nascita.

Superficialità e Sostanzialità

Uomo e donna.

Leo e Sara.

Elementi che si alternano e poi si fondono.

In un’unica voce.

Come un travaglio.

Sara lo sa. Accompagna e assiste. Guida alla consapevolezza del significato del dolore come mezzo per assaporare una sensazione che porta gioia.

Sara lo vive. Perdita e Silenzio. Elementi utili all’illuminazione interiore. Alla fede intesa comepercorso interiore per raggiungere l’Infinito.

Sara lo sente. La metamorfosi è possibile solo quando, in un momento determinato e ben preciso, si è predisposti al cambiamento, fisico e psicologico.

Come il passaggio da figlio a madre. Da carne a spirito. E allora sarà il silenzio che porterà all’ascolto della propria voce interiore.

Leo osserva. Dapprima in maniera superficiale e poi tuffandosi dentro.

Leo scopre. L’amore come sentimento puro, caldo e luminoso. Scopre il perdono, il conforto e

l’accoglienza.

Ed è così che la Matrioska comincia a scoprirsi. Dividendosi tante volte a metà giungerà alla bambola più piccola, il seme.

È custodita gelosamente perché è la parte indivisibile, l’essenza di sé stessi.

Archetipo potente, simbolo del femminile perché capiente, la matrioska rappresenta la madre.

Le matrioske sono riposte una dentro all’altra per occupare poco spazio. Ma una volta apertesi sdoppiano, si allungano e si affiancano fino ad abbracciare il mondo.

Sara farà esperienza di questo. La sua frantumazione dolorosa la porterà ad abbracciare l’umanità intera, che essa stessa chiama infinito.

L’autrice non a caso ha ritratto nell’immagine di copertina le sue mani che contengono una delle bambole. Le mani che accolgono, sono le persone che si possono incontrare durante lo scoprirsi, durante la frantumazione.

Fare tesoro dell’aiuto ricevuto offre ulteriore sostegnoalla crescita personale.

I personaggi che si inseriscono, quindi, sono mani che accompagnano alla scoperta dell’apertura.

Una finestra, dalle imposte di legno, che si apre su un paesaggio da lasciare senza fiato.

Serena Savarelli, nel suo primo romanzo, fa emergere sentimenti di una bellezza nuova esorprendente. Dove la fede non è vista come religione bigotta e stantia ma come sentimento che profuma la vita.

Lei stessa è esempio di come un’esistenza, durante il suo cammino sulla terra, possa evolverediventando strumento di amore e com.passione.

Fondatrice e vicepresidentessa dell’associazione di volontariato Voci Diverse in favore della disabilità infantile, mette a disposizione in modo completamente gratuito, insieme a vari professionisti, il tempo perl’ascolto dei bisogni delle famiglie e partecipa attivamente alla facilitazione del loro inserimento nella rete dei servizi territoriali.

Ha pubblicato inoltre i suoi primi libri, in maniera autonoma, distribuendoli a favore della raccolta fondi per la costruzione di un pozzo in Burkina Faso.

“I cammini si intrecciano, a una causa corrisponde un effetto, ma talvolta, si verificano

situazioni, le quali non potevano che essere tali. Le persone che conosciamo, gli eventi che

caratterizzano le nostre vite, sono la somma di qualcosa che è stato e continuerà ad essere,

finchè non si verificherà il cambiamento totale e radicale del nostro pensiero e di conseguenza,

delle nostre azioni”

Sara e Serena, protagonista e autrice. Due ostetriche.

Una matrioska, una donna dentro un’altra donna.

La scoperta di sé stesse attraverso l’altra sé stessa.

Un romanzo che offre spunti di riflessione per cominciare ad aprire la prima bambola.

Un romanzo che ci propone di osservare l’orizzonte che separa la notte dal giorno.

Osservare la variazione di colore. E provare ad allungare un braccio, da fuori la coperta, per poter percepire la sensazione di toccarlo davvero.

“Non si può toccare l’alba, se non si sono percorsi i sentieri della notte” sussurrò Sara.

Sinossi

La vita in una matrioska è la storia di Leo, infermiere in un pronto soccorso, dell’ostetrica di nome Sara e delle loro vite improvvisamente stravolte da una vicenda molto dolorosa, capace di far incontrare i due.

Essi si troveranno del tutto inaspettatamente, attraverso l’intreccio delle loro esistenze, costretti a guardare reciprocamente nel profondo delle loro anime.

I due protagonisti comprendono come l’esistenza umana sia frutto dell’unione di gioia e dolore, di affanno e speranza, di finito e di infinito.

Leo verrà catapultato in una dimensione in cui la superficialità e l’apparenza verranno sostituite dal vero senso dell’amore e della dedizione al prossimo.

Sara scoprirà invece come nel dolore possa risedere la meravigliosa ecommuovente realtà di se stessi, intesi come anime immortali, ripetutamente in cammino e in evoluzione.

Titolo: La vita in una matrioska
Autore: Serena Savarelli
Edizione: Montecovello, maggio 2017
Link d’acquisto:
https://www.amazon.it/vita-una-matrioska-Serena-Savarelli/dp/8867339680/ref=sr_1_1?s=books&ie=UTF8&qid=1497171280&sr=1-1&keywords=la+vita+in+una+matrioska

 

Emma Fenu

Nata e cresciuta respirando il profumo del mare di Alghero, ora vivo, felicemente, a Copenhagen, dopo aver trascorso un periodo in Medio Oriente. Sono Laureata in Lettere e Filosofia e ho, in seguito, conseguito un Dottorato in Storia delle Arti. Scrivo per lavoro e per passione. Mi occupo da anni di storia delle Donne, critica, letteratura al femminile e iconografia di genere; tengo un corso di scrittura creativa; recensisco libri, intervisto scrittori; organizzo e partecipo ad eventi culturali; gestisco siti e blog dedicati al mondo della cultura, fra cui "Cultura al Femminile".Ho pubblicato un saggio, "Mito e devozione nella figura di Maria Maddalena", un romanzo - inchiesta, "Vite di Madri. Storie di ordinaria anormalità", sul lato oscuro della maternità, racconti, fiabe e poesie e una saga familiare, "Le dee del miele", che si snoda in una Sardegna intrisa di mito e memoria, dove sono le donne le custodi della vita e della morte. Scrivo fiabe, racconti e collaboro per varie antologie.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *