Cinque motivi per interessarsi a “Tredici”

Cinque motivi

per interessarsi a “Tredici”

Di Emma Fenu

 Tredici

Scrivo ora, prima di vedere l’ultima puntata di Tredici, serie televisiva statunitense trasmessa su Netflix e ispirata all’omonimo romanzo di Jay Asher.

Non mi propongo di elaborare una recensione cinematografica, poiché non è il mio settore di competenza, né una letteraria, in quanto non ho letto il libro ma ho solo visto le puntate su esso basate.

Mi preme, tuttavia, cogliere un’occasione di riflessione personale che possa dare adito ad un confronto costruttivo e interessante sulla nostra società e sulle problematiche che coinvolgono gli adolescenti e, di conseguenza, ci raccontano, a volte drammaticamente, i limiti e i fallimenti della famiglia e della scuola.

La vicenda narrata è conosciuta a molti, essendo un successo internazionale, anche a coloro che non hanno direttamente letto o seguito la serie: Hannah, una intelligente e graziosa liceale, si suicida dopo aver inciso tredici lati di cassette, quelle usate in un passato che pare lontano, elencando i motivi, e in primis le persone, che la hanno portata all’estrema decisione.

Tutti coloro che sono coinvolti nella vita della ragazza ascoltano, a turno, i messaggi da lei lasciati: segreti inconfessabili contenenti sofferenza, solitudine e denuncia.

Le tematiche affrontate sono, dunque, quelle, sfortunatamente attuali, del bullismo, della violenza psicologica e fisica, del sessismo e dell’incomunicabilità.

Non intendo soffermarmi sulle modalità in cui esse sono trattate nella serie e sul valore sociale e paideutico affidato ad un media.

Prendo spunto da esso, invece, per considerazioni generali, applicabili a contesti più ampi.

  1. Ancora oggi il termine “puttana” è espressione di un maschilismo affatto celato anche fra i giovanissimi, secondo i quali il sesso promiscuo è motivo di vanto per i maschi e di emarginazione per le femmine.
  2. Il potenziamento dei canali comunicativi, inclusi i social, ha permesso un’evoluzione nella diffusione di idee e nello scambio culturale, ma ha amplificato in modo incontrollabile il potere della calunnia e dello stalking.
  3. La collaborazione fra scuola e famiglia, fondamentale per uno sviluppo sano degli adolescenti, svela ancora numerose lacune, fondate sulla diffidenza reciproca, sulla scarsa capacità di individuare obiettivi comuni e, talvolta, sulla inadeguata preparazione dei docenti, che non possono limitarsi solo all’insegnamento della propria disciplina.
  4. Il grande interesse suscitato dal romanzo e dalla serie televisiva da parte del pubblico giovanile si spiega facilmente. Anche il diario di Laura Palmer, alcune generazioni fa, suscitò attenzione in quanto rispondente alla domanda di mercato, ossia di un mix di violenza, sesso e mistero in un contesto quotidiano, in cui sono i ragazzi ad essere protagonisti.
  5. Oltre ad una sorta di voyeurismo è comprensibile una identificazione degli adolescenti con le vittime e i carnefici della storia narrata. Ed allora questo dato tangibile non può non essere sfruttato come ponte di comunicazione e confronto fra adulti e fra adulti e ragazzi per instaurare le basi dell’educazione sentimentale in cui tanto si crede affinché le donne e gli uomini del domani, insieme, cambino il mondo e pongano fine all’abuso.

Sinossi

“Ciao a tutti. Spero per voi che siate pronti, perché sto per raccontarvi la storia della mia vita. O meglio, come mai è finita. E se state ascoltando queste cassette è perché voi siete una delle ragioni. Non vi dirò quale nastro vi chiamerà in causa. Ma non preoccupatevi, se avete ricevuto questo bel pacco regalo, prima o poi il vostro nome salterà fuori… Ve lo prometto.”

Quando Clay Jensen ascolta il primo dei nastri che qualcuno ha lasciato per lui davanti alla porta di casa non può credere alle sue orecchie.

La voce che gli sta parlando appartiene ad Hannah, la ragazza di cui è innamorato dalla prima liceo, la stessa che si è suicidata soltanto un paio di settimane prima.

Clay è sconvolto, da un lato non vorrebbe avere nulla a che fare con quei nastri.

Hannah è morta, e i suoi segreti dovrebbero essere sepolti con lei.

Ma dall’altro, il desiderio di scoprire quale ruolo ha avuto lui nella vicenda è troppo forte.

Per tutta la notte, quindi, guidato dalla voce della ragazza, Clay ripercorre gli episodi che hanno segnato la sua vita e determinato, in un drammatico effetto valanga, la scelta di privarsene.

Tredici motivi, tredici storie che coinvolgono Clay e alcuni dei suoi compagni di scuola e che, una volta ascoltati, sconvolgeranno per sempre le loro esistenze. Ora è anche una serie televisiva prodotta da Netflix.
link d’acquisto del romanzo:

https://www.amazon.it/Tredici-Jay-Asher/dp/8804677147/ref=sr_1_1?ie=UTF8&qid=1497346475&sr=8-1&keywords=tredici

 

Emma Fenu

Nata e cresciuta respirando il profumo del mare di Alghero, ora vivo, felicemente, a Copenhagen, dopo aver trascorso un periodo in Medio Oriente.

Sono Laureata in Lettere e Filosofia e ho, in seguito, conseguito un Dottorato in Storia delle Arti.
Scrivo per lavoro e per passione.
Mi occupo da anni di storia delle Donne, critica, letteratura al femminile e iconografia di genere; tengo un corso di scrittura creativa; recensisco libri, intervisto scrittori; organizzo e partecipo ad eventi culturali; gestisco siti e blog dedicati al mondo della cultura, fra cui “Cultura al Femminile”.

Ho pubblicato un saggio, “Mito e devozione nella figura di Maria Maddalena”, un romanzo – inchiesta, “Vite di Madri. Storie di ordinaria anormalità”, sul lato oscuro della maternità, racconti, fiabe e poesie e una saga familiare, “Le dee del miele”, che si snoda in una Sardegna intrisa di mito e memoria, dove sono le donne le custodi della vita e della morte. Scrivo fiabe, racconti e collaboro per varie antologie.

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