“E vide la luce” di Roberto Tedesco

“E vide la luce” di Roberto Tedesco

Recensione di Lina Mazzotti

E vide la luceE vide la Luce è un piacevole romanzo che racconta la storia di due amici Matteo e Emanuele nati lo stesso giorno e cresciuti in un paese in terra friulana.

Le campane suonano a festa ne annunciano le nascite, il suono festoso si diffonde nelle campagne e per tutto il villaggio, è una bellissima giornata di maggio del 1945.

“Quando la sera si perde nelle fontane,

il mio paese è di colore smarrito.

Io sono lontano, ricordo le sue rane,

la luna, il triste tremolare dei grilli.”

Ecco come Pier Paolo Pasolini ricorda la sua terra, con amore profondo e viscerale.

La natura dalle Alpi Carniche e il fiume Tagliamento fanno da sfondo importate a tutta la storia. Una natura pulita e rispettata dal lavoro dei contadini che si riflette sulle esistenze dei personaggi del libro.

“Ai due amici piaceva vivere a contatto con la natura: amavano scivolare sugli stagni ghiacciati, catturare le talpe nei prati imbiancati di brina, pescare trote, correre a piedi nudi su e giù per le rive del fiume, tra le viole e primule, nelle miti giornate di primavera.”

Crescere insieme era facile per il profondo affetto che li univa, anche se avevano differenti origini.

Matteo di famiglia benestante mentre Emanuele viveva solo con mamma Giuliana e soltanto alla sua morte scoprirà la sorprendente identità del padre.

I due ragazzi erano grandi amici e si confidavano su tutto con la gioia di raccontarsi e di condividere esperienze e pensieri, a volte reconditi, ma anche per chiedersi reciproci consigli.

“Caro amico, tu riesci a rendere semplici le cose difficili, ti ringrazio mi sei stato di molto aiuto. Nessuno me ne aveva parlato con semplicità e competenza.”

Il tempo trascorre con inevitabili cambiamenti e differenti scelte di vita che li divide in scuole diverse, catapultandoli in realtà distanti dai propri cari e dai ritmi delle stagioni e delle campagne.

Entrambi sentono la nostalgia ma amano lo studio con passione e con senso del dovere cercano di superare le difficoltà con la certezza della vicinanza e dell’aiuto morale in questa amicizia pura ed esclusiva.

“Puoi leggere, leggere, leggere che è la cosa più bella che si possa fare in gioventù: e piano piano ti sentirai arricchire dentro, sentirai formarsi dentro di te quell’esperienza speciale che è la cultura.”

Matteo e Emanuele vivono profondamente questo pensiero di Pier Paolo Pasolini.

Infatti la cultura in tutte le sue forme solleva e salva i due protagonisti nelle difficoltà della vita, nelle crisi intime e nei grandi dolori che devono superare per trovare l’armonia e riuscire a trasformare i mali in percorsi nuovi nell’autenticità del proprio talento interiore.

Diventano adulti in un momento storico di grandi cambiamenti sociali, culturali ed economici dal dopo guerra fino ai primi anni novanta. Anni significativi con i movimenti studenteschi del ’68, in un clima politico complesso, con le rapine a banche dei terroristi e le stragi di piazza Fontana, di Gioia Tauro e Gorizia, al rapimento nel 1974 del magistrato Mario Socci e nel 1978 con il rapimento e l’uccisione di Aldo Moro.

Leggendo “E vide la luce” veniamo catapultati nella storia moderna ma anche in valori universali di solidarietà, magnanimità, giustizia, umiltà e bontà.

Molti sono gli esempi di forza di volontà per ottimizzare la vita, perdonando e provando compassione, riuscendo a migliorare situazioni dolorose con tenacia e fatica raggiungendo l’armonia della propria coscienza.

“I dubbi uccidono lo so, l’amore no. Per cui non darti pena, non dare ascolto ai pettegolezzi, affronta la realtà…”

Struttura portante di “E vide la luce” sono i sentimenti, tra svolte improvvise, tra luci e ombre e ideali anche religiosi. Arrivati all’ultima pagina si sente di avere respirato la vita con tutta la forza che ogni essere umano possiede.

Sinossi

Dalle Alpi Carniche il fiume Tagliamento scende fino alla città dove riposa in pace Pier Paolo Pasolini, il poeta che tanto l’amò, e poi sfocia nel mare. In quella terra friulana, nel maggio del ’45, nacquero due bravi ragazzi: Matteo da una famiglia borghese, Emanuele da una contadina. Tra i due, fin dall’infanzia, si stabilì una bella amicizia e vissero in quella paradisiaca terra fino a quattordici anni. L’amicizia di Matteo per Emanuele, per certi aspetti, travalicava i comuni sentimenti. Grazie al suo maestro e al parroco, Emanuele poté studiare in seminario col sostegno economico del conte Onofrio, il padrone delle terre che la sua famiglia lavorava. Matteo si laureò in Scienze Politiche e intraprese la carriera giornalistica. Ben presto, però, il destino cambiò le strade dei due amici i quali si trovarono a dover affrontare delle impreviste avversità.

Titolo: E vide la luce
Autore: Roberto Tedesco
Genere: Narrativa
Editore: Edizioni Simple
Data edizione: 2016
Pagine: 201
Link d’acquisto: https://www.amazon.it/vide-luce-Roberto-Tedesco/dp/8869242064

 

Lina Mazzotti [LiZ]

Ho sempre lavorato con bambini e anziani nell’ambito socio sanitario e nell’insegnamento. Lettrice vorace, amo scrivere poesie, collezionare aforismi, praticare l’handmade. Vivo a contatto con la natura e i miei dolci gatti.

2 commenti:

  1. Roberto Tedesco

    Un grazie altissimo sale dalla mia bassa statura di autore alla generosissima Lina Mazzotti, felice di averle fatto respirare l’aria pulita della vita.

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