“Lettera a mio figlio”, di Rossana Bacchella

“Lettera a mio figlio”, di Rossana Bacchella

Contest Lettere al Femminile

figlio

Caro figlio,

oggi ti ho incontrato sul tram, il 29. Mi hai offerto il tuo posto a sedere, più per la stanchezza che hai letto sul mio viso che per l’età. Ecco, sei tu, mi sono detta,  quello perduto tempo fa, proprio così ti ho sempre immaginato. Mai così forte avevo sentito che sei sempre rimasto con me.

E se mai sei stato neonato, né mai ti ho dato il mio latte o curato le ferite sui ginocchi o consolato nel pianto… tu sei cresciuto.

Ora sei qui, ragazzo magro e dinoccolato, come ho sempre saputo saresti diventato.

E con un sorriso mi hai offerto il tuo posto a sedere, sul tram 29.

Avrei voluto raccontarti che, dopo di te, dalle stesse profondità che per troppo poco tempo ti hanno cullato, è uscita una bimba tanto piccola d’avere quasi paura a toccarla e poi un’altra che era tanto piccola d’avere paura a toccarla quando la prima m’arrivava al fianco. Ma tu stavi scherzando con i tuoi amici e non ho voluto disturbarti.

Penso che ora siete tutti e tre nell’età in cui ci si butta a capofitto nella vita: le due ragazze, una mora e una bionda, e tu, magro, dinoccolato e sorridente come ti mostri a me, qui sul tram 29, in carne e ossa per la prima volta.

Grazie

La tua mamma

 

 

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