“Aspettando Bojangles” di Olivier Bourdeaut

“Aspettando Bojangles” di Olivier Bourdeaut

Recensione di Emma Fenu

 Bojangles

“I heard someone ask him

Please, please

Mr. Bojangles, Mr. Bojangles

Mr. Bojangles, dance!”

Mr. Bojangles , Jerry Jeff Walker

riproduzione di Nina Simone

Per favore Mr. Bojangles, danza.

Fai sentire il tip tap risuonare sul pavimento scuro del carcere.

Facci ridere e sognare, facci piangere e ricordare.

New Orleans, luglio 1965. A seguito di un omicidio, vengono incarcerati numerosi vagabondi senza fissa dimora: in una cella, piena di corpi e storie, un uomo, Mr. Bojangles, inizia a raccontare la propria vita e a ballare, risollevando l’umore dei compagni.

Nel romanzo di Olivier Bourdeaut, Aspettando Bojangles, edito da Neri Pozza nel 2016, si raccontano le vicende di una famiglia atipica in cui, come nella canzone di Nina Simone che ne è la colonna sonora, la tristezza e l’allegria si alternano o si abbracciano, in una danza infinita.

La voce narrante è quella di un bambino figlio di una donna affetta da isteria, schizofrenia e disturbo bipolare che si rivolge a tutti dando del “voi”, riservando il “tu” alle stelle, che balla ogni sera in feste casalinghe che si protraggono per tutta la notte e che considera la bugia una forma di gentilezza e creatività nei confronti della realtà, spesso sbiadita o crudele.

Il padre, George, innamorato alla follia della follia, chiama la propria moglie ogni giorno con un nome diverso; accetta di impartire al piccolo un’educazione casalinga alternativa a quella proposta, e imposta, dalle istituzioni; festeggia ricorrenze inventate in seno alla famiglia.

Sarà il suo punto di vista, accostato a quello del figlio, a offrire al lettore la visione più veritiera dello svolgersi della vicenda, che egli vuole immortalare in un romanzo.

Il filtro narrativo del bambino, invece, rispondendo alla semplicità e alla saggezza proprie dell’infanzia, dona leggerezza e ironia, rivendicando libertà dai modelli e ruoli che spesso degenerano in stereotipi.

Il libro, dallo stile brioso di un ballo improvvisato sotto la pioggia, si rivela di struggente bellezza e coglie l’essenza di un amore autentico e insofferente ad ogni limite contingente derivato da una realtà che imprigiona e dalla quale alcuni non possono esimersi dall’evasione.

Come fece Mr. Bojangles e come fanno coloro che aspettano che inizi la musica per diventare, magicamente, ciò che desiderano essere.

Un centinaio di pagine che riempiono l’anima.

Sinossi

Immaginate di essere un bambino e di avere un padre che non chiama mai vostra madre con lo stesso nome. Immaginate poi che a vostra madre quest’abitudine non dispiaccia affatto, poiché tutte le mattine, in cucina, tiene lo sguardo fisso e allegro su vostro padre, col naso dentro la tazza di latte oppure col mento tra le mani, in attesa del verdetto; e poi, felice, si volta verso lo specchio salutando la nuova Renée, o la nuova Joséphine, o la nuova Marylou…
Se immaginate tutto questo, potete mettere piede nel fantastico universo familiare descritto dal bambino in queste pagine.

Un universo in cui a reggere le sorti di tutto e tutti è Renée, Joséphine, Marylou… la madre.

Di lei, suo marito dice che dà del tu alle stelle, ma in realtà dà del voi a tutti, a suo marito, al bambino e alla damigella di Numidia che vive nel loro appartamento, un grosso uccello strambo ed elegante che passeggia oscillando il lungo collo nero, le piume bianche e gli occhi di un rosso violento.
Renée, Joséphine, Marylou, o anche, ogni 15 febbraio, Georgette, ama ballare con suo marito sempre e ovunque, di giorno e di notte, da soli e in compagnia degli amici, al suono soprattutto di Mister Bojangles di Nina Simone, una canzone gaia e triste allo stesso tempo.

Per il resto del tempo si entusiasma e si estasia per ogni cosa, trovando incredibilmente divertente l’andare avanti del mondo.

E non tratta il suo piccolo né da adulto né da bambino, ma come un personaggio da romanzo.

Un romanzo che lei ama molto e nel quale s’immerge in ogni momento.
Di una sola cosa non vuole sentire parlare: delle tristezze e degli inganni della vita; perciò ripete come un mantra ai suoi: «Quando la realtà è banale e triste, inventatemi una bella storia, voi che sapete mentire così bene».
La realtà, però, è a volte molto banale e triste, così scioccamente triste che occorre più di una prodigiosa arte del mentire per continuare a gioire del mondo.

Romanzo-rivelazione della recente stagione letteraria francese, accolto da uno strepitoso successo di pubblico e di critica in Francia, Aspettando Bojangles ha segnato il sontuoso esordio di Olivier Bourdeaut, uno scrittore «dalla disperata levità di un Fitzgerald» (Les Inrockuptibles).

Titolo: Aspettando Bojangles
Autore: Olivier Bourdeaut
Edizione; Neri Pozza, 2016
Link d’acquisto:
https://www.amazon.it/Aspettando-Bojangles-Olivier-Bourdeaut-ebook/dp/B01DUP3P44/ref=sr_1_sc_1?s=books&ie=UTF8&qid=1498468089&sr=1-1-spell&keywords=AspettandoBojangles

 

Emma Fenu

Nata e cresciuta respirando il profumo del mare di Alghero, ora vivo, felicemente, a Copenhagen, dopo aver trascorso un periodo in Medio Oriente.

Sono Laureata in Lettere e Filosofia e ho, in seguito, conseguito un Dottorato in Storia delle Arti.
Scrivo per lavoro e per passione.
Mi occupo da anni di storia delle Donne, critica, letteratura al femminile e iconografia di genere; tengo un corso di scrittura creativa; recensisco libri, intervisto scrittori; organizzo e partecipo ad eventi culturali; gestisco siti e blog dedicati al mondo della cultura, fra cui “Cultura al Femminile”.

Ho pubblicato un saggio, “Mito e devozione nella figura di Maria Maddalena”, un romanzo – inchiesta, “Vite di Madri. Storie di ordinaria anormalità”, sul lato oscuro della maternità, racconti, fiabe e poesie e una saga familiare, “Le dee del miele”, che si snoda in una Sardegna intrisa di mito e memoria, dove sono le donne le custodi della vita e della morte. Scrivo fiabe, racconti e collaboro per varie antologie.

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