“Cortile Nostalgia” di Giuseppina Torregrossa

“Cortile Nostalgia” di Giuseppina Torregrossa

Recensione di Emma Fenu

 Nostalgia

La Nostalgia si mangia, si beve, si respira. Ha vari profumi e vari sapori.

È lo struggimento infinito di un bambino orfano divenuto uomo fra fantasmi di lacrime.

È il dialogo negato, in silenzi che legano l’anima, di due sposi costretti a separarsi dopo un bacio ai piedi dell’altare.

È l’abbandono che segna l’ingrigirsi dei capelli della donna tradita e il crescere dei seni della bambina non abbastanza amata.

È la voglia di un abbraccio e di una carezza che resta muta sulle labbra fino a morire nel cuore.

È il ricordo del proprio paese lontano nello spazio, dove i vecchi affidano nenie al vento perché superino il mare.

È il ricordo del proprio paese lontano nel tempo, quando sulle macerie si sperava di costruire una democrazia figlia della pace e della giustizia.

Cortile Nostalgia, l’ultimo libro di Giuseppina Torregrossa, edito da Rizzoli a maggio 2017, è una storia corale in cui le vicende dei protagonisti, legate dal medesimo sentimento di languore e perdita, si intrecciano con la Storia universale nella quale il ricordo diventa “passato” e la speranza diventa “futuro”.

Il luogo che è protagonista muto è una piazzetta di Palermo, nel quartiere dell’Albergheria, chiamata delle Sette Fate in onore delle donne di fora che, nottetempo, rapiscono gli umani, trasportandoli in luoghi lontani.

In essa vivono Mario, carabiniere orfano a seguito dei bombardamenti del ’43, con la moglie Melina e la figlia Maruzza e tante famiglie, alcune siciliane, altre migranti e provenienti dall’Africa, dal Bangladesh e dall’India.

In tale microcosmo, variegato per lingua, cultura e tradizioni, Giuseppina Torregrossa ambienta un romanzo che attraversa la storia dell’Italia dalla fine della seconda guerra mondiale fino agli anni Settanta: si passa, di pagina in pagina, dalla miseria alle rivendicazioni della classe operaia, dalla lotta contro la mafia a quella contro il terrorismo, dal femminismo alla rivolta studentesca, dalla tragedia del terremoto all’avvento dei mass media.

La Nostalgia si mangia, si beve, si respira. Ha il profumo di vaniglia e il sapore del latte.

È un abbraccio, un bacio, un suono dolce.

È un ventre caldo e accogliente.

È l’utero di una Dea Madre il cui abbraccio l’umanità serba nella memoria ancestrale e che riempie gli anfratti di una Storia troppo orfana.

Sinossi

A Palermo c’è una piazzetta abitata dalla magia, dove ogni notte sette fate, una chiù bedda di n’autra, rapiscono i passanti per condurli verso luoghi lontani e poi riportarli a casa, storditi dalla meraviglia, alle prime luci dell’alba.

È in questo cortile che vive Mario Mancuso, nel cuore dell’Albergheria, tra le abbanniate dei mercanti di Ballarò e i rintocchi del campanile di Santa Chiara. Orfano, ha conosciuto solo l’affetto di zia Ninetta, che però lo abbandona al primo giro di vento, inseguendo i propri sogni.

L’incontro con Melina è la sua occasione per ritrovare in una nuova famiglia il calore che il destino gli ha negato.

Per lei, bella e infelice, quel ragazzo rappresenta la libertà da due genitori che l’hanno educata più alle privazioni che all’amore.

Lo sposo però deve partire per Roma, dov’è stato assegnato come carabiniere semplice, così le nozze sono celebrate in fretta e furia, e con la stessa voracità vengono consumate.

Forse soltanto un figlio può colmare la distanza tra marito e moglie, sempre in bilico tra tenerezza e passione; ed è così che nasce Maruzza.

A legarli sarà una sottile nostalgia, la stessa che gli abitanti della piazzetta, di Paesi e colori diversi, curano ogni sera con i piatti cucinati dalla donna che tutti chiamano Mamma Africa e che sembra avere lo stesso dono delle sette fate.

Con un romanzo corale e pieno di vita, Giuseppina Torregrossa racconta la necessità innata di essere accolti in un abbraccio: quello di una madre, un marito, un amico, o una città che sappia tenere aperte le porte anche nella notte.

Titolo: Cortile Nostalgia
Autore: Giuseppina Torregrossa
Edizione: Rizzoli, 2017
Link d’acquisto:
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Emma Fenu

Nata e cresciuta respirando il profumo del mare di Alghero, ora vivo, felicemente, a Copenhagen, dopo aver trascorso un periodo in Medio Oriente.

Sono Laureata in Lettere e Filosofia e ho, in seguito, conseguito un Dottorato in Storia delle Arti.
Scrivo per lavoro e per passione.
Mi occupo da anni di storia delle Donne, critica, letteratura al femminile e iconografia di genere; tengo un corso di scrittura creativa; recensisco libri, intervisto scrittori; organizzo e partecipo ad eventi culturali; gestisco siti e blog dedicati al mondo della cultura, fra cui “Cultura al Femminile”.

Ho pubblicato un saggio, “Mito e devozione nella figura di Maria Maddalena”, un romanzo – inchiesta, “Vite di Madri. Storie di ordinaria anormalità”, sul lato oscuro della maternità, racconti, fiabe e poesie e una saga familiare, “Le dee del miele”, che si snoda in una Sardegna intrisa di mito e memoria, dove sono le donne le custodi della vita e della morte. Scrivo fiabe, racconti e collaboro per varie antologie.

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