“Carissimi amici” di Elvira Rossi

“Carissimi amici” di Elvira Rossi

Contest Lettere al Femminile

carissimi amici

Carissimi amici,

sì, parlo proprio con voi.

Mi sembrate stupiti. Nessuno vi ha mai scritto una lettera? Beh, c’è sempre una prima volta.

Siete numerosi e mi rivolgo a tutti indistintamente, senza esprimere preferenze.

Infatti vi amo tutti e mi sento ricambiata.

Il nostro legame è forte e indistruttibile.

Vi confesso, però, che pur essendo voi numerosi, non mi bastate mai. Sono alla ricerca costante di emozioni, che mi suggeriscano il senso pieno della vita.

Ho sempre voglia di ampliare il mio orizzonte e la mia curiosità mi spinge ad approfondire vecchie amicizie e a cercare insoliti incontri.

Posso affermare con convinzione che ho un bisogno insaziabile di voi.

Sono una lupa famelica, una pazza forsennata, un’appassionata incontentabile, una femmina sfrenata, che non arriva mai a una totale soddisfazione.

Certo, non posso definirmi una donna virtuosa!

Il mio vizio si palesa con notevole sfacciataggine.

carissimi amici

Che con il vostro fascino mi abbiate soggiogata appare evidente a chi entra in casa mia, dove esistono vistose tracce della vostra vita.

Siete spudoratamente visibili a tutti.

Non potrei nascondervi, non vorrei nascondervi e non avrei motivo di farlo. Siete parte di me: amanti prediletti, che popolano da sempre le mie giornate.

La mia voracità mi spinge a ricercavi a tutte le ore, ma in particolare la sera.

Vi desidero con la mente, ma anche con il corpo.

Non mi accontento solo di ammirarvi nei vostri abiti stravaganti e singolari.

Apprezzo la vostra fisicità, che dietro apparenze straripanti e policrome suscita in me possenti vibrazioni. Non vi potrei accettare come presenze virtuali. Ho bisogno di accarezzarvi, per sentire il vostro “corpo”.

Voglio possedervi e voglio essere posseduta da voi.

Sì, proprio così!

carissimi amici

E non mi sentirei di rinunciare a nessuno di voi. Se solo uno venisse meno, avvertirei immediatamente un senso di vuoto e ne soffrirei molto.

Al contrario, gioisco, quando con affabilità si aggiunge un altro amico. Pur di accogliervi tutti, sono sempre pronta a ridurre il mio spazio vitale.

In ogni incontro mi dispongo a spogliarvi con calma.

Oh, perdonatemi! Avrei voluto dire “sfogliarvi”.

Scusate, ma il profumo antico di alcuni di voi è così inebriante da confondermi le idee.

Per me è così facile abbandonarmi all’eccitazione. Eppure non mi sono mai lasciata attrarre da quell’erotismo esasperato, che talvolta qualcuno di voi prova a sprigionare.

Sebbene appaia un’indomita adescatrice, amo le tonalità tenui e i sentimenti delicati.

La bambina, che si nasconde in me, ama l’eleganza delle rappresentazioni e la discrezione del linguaggio. Tende facilmente a essere turbata da tutte le forme di violenza e rifugge da immagini, che rasentano la pornografia.

carissimi amici

Siete tutti così straordinariamente diversi, ciascuno di voi ha saputo parlarmi e donarmi una parte di sé. Vi siete offerti con generosità, senza chiedermi nulla in cambio.

Vi siete sentiti appagati dal mio desiderio di esplorazione e di possesso.

Avete arricchito la mia esistenza, mi avete protetta dalla solitudine e dal dolore. Ho sentito sulla mia pelle e dentro di me il vostro calore.

Mi avete divertita, emozionata e soprattutto avete stimolato la mia sensibilità e il mio pensiero.

Meditando sulle vostre parole, ho potuto conoscermi meglio o dimenticarmi di me stessa.

Attraverso i vostri racconti sono andata lontano nel tempo e nello spazio e mi avete consentito di stabilire una distanza da un presente troppo spesso doloroso ai confini della sopportazione.

Ogni volta vivo con impaziente trepidazione la vigilia di un appuntamento, pregustando già il piacere. E già al primo contatto, lasciandomi andare, riesco a cogliere le sensazioni, che il mio “partner” del momento saprà trasmettermi.

La mia smania di immergermi totalmente in voi continua a essere irrefrenabile, spasmodica, esasperata. L’età incredibilmente sembra abbia moltiplicato la mia passione per voi.

Sicuramente non pretendo di avervi tutti contemporaneamente.

La disordinata promiscuità, in cui spesso ci troviamo a convivere ai limiti dell’impudicizia, ci obbliga a momenti di isolamento, senza il quale non sarebbe possibile un dialogo a due.

Sono felice di essere attorniata da tutti voi, ma solo nella riservatezza di un rapporto a due riesco ad apprezzarvi singolarmente. Nei momenti di intimità il terzo soggetto sarebbe un incomodo intollerabile.

Dovete solo pazientare e ciascuno avrà la propria parte di amore.

Chi di voi ha accesso in casa mia, sarà sempre il benvenuto e non sarà dimenticato. Si tratta solo di attendere tranquillamente il proprio turno.

Senza opporre resistenza, vi siete lasciati attrarre nella mia rete e ora non potrete salvarvi dalle mie brame. È il prezzo che dovete pagare per avermi sedotta.

Sì, proprio così, mi avete sedotta. Con modi garbati, ma mi avete sedotta.

Avete utilizzato tutte le vostre facoltà, per venire a me e conquistarmi. E ora siete miei prigionieri e non potete più fuggire. È il prezzo che vi tocca pagare, per avermi corrotta e trascinata nella trappola dell’amore.

Mi sono lasciata sedurre dall’apparenza, ma ancora di più dalle parole suadenti pronunciate a bassa voce nell’intimità.

Ora che mi appartenete, il vostro compito è solo quello di assecondare le mie voglie.

Quando è iniziata la nostra avventura? Da tempi immemorabili.

Sono stata molto precoce, anticipando le tappe di un normale processo di maturazione.

Sarebbe lungo e imbarazzante rievocare quei momenti di infantile e maliziosa esaltazione.

Avete partecipato presto alle vicende della mia vita, perché avevo bisogno di voi e mi avete salvata. Avete favorito la fuga da una realtà, che mi respingeva e mi avete introdotto in un mondo parallelo.

Ho capito che c’erano altre realtà diverse dalla mia e da questa convinzione sono partita per lottare. Con il vostro aiuto sarei potuta uscire dal buio e conoscere la luce. E se questo è avvenuto lo devo a voi.

carissimi amici

Quando dovrò andarmene da questa Terra, che ho amato e che non ha saputo ricambiarmi, non vi potrò portare via tutti con me.

Però almeno uno, vorrei che mi seguisse. Vorrei che fosse sepolto e bruciato con le mie ceneri come gesto simbolico di una simbiosi dal potere salvifico.

Chi di voi dovrà sacrificarsi?

Sicuramente l’ultimo degli amati amanti.

A decidere non sarò io, ma il destino.

Ad essere immolato sarà l”amico amante”, che troveranno giacere accanto, dopo che avrò chiuso per sempre gli occhi.

A seguirmi sarà l’ultimo amico libro, quello che negli ultimi istanti di vita avrò stretto nelle mani e che non avrò avuto il tempo di leggere per intero.

Dovrà essere così, per sancire definitivamente quel patto, che entrambi avevamo sottoscritto, quando il nero del vostro inchiostro si è confuso con il rosso del mio sangue, suggellando un’amicizia duratura e inviolabile.

La vostra amica Elvira

Maria Cristina Sferra

Maria Cristina Sferra, giornalista professionista e graphic designer. Insaziabile lettrice, scrive per lavoro e per passione. Autrice indipendente, ha pubblicato il romanzo “A mezzogiorno del mondo (una storia d'amore)”, la silloge poetica “Il soffio delle stagioni”, la raccolta di racconti rosa "L'amore è una sorpresa".

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