“La Camminatrice e la Resistente” di Maria Zaffira Secchi

“La Camminatrice e la Resistente”

di Maria Zaffira Secchi

di Emma Fenu

 Camminatrice

C’è una grotta, illuminata da mozziconi di candele, sita fra tra Italia, ex Jugoslavia e Austria: terra di troppi, terra di nessuno, crocevia di popoli, sangue e storia. All’interno di essa due donne, identificate solo con l’appellativo che le riassume  nell’essenza, ossia, rispettivamente, la Camminatrice e la Resistente, si scambiano lettere senza ricorrere ad alcun collegamento aggiuntivo.

La seconda si abbandona ad un flusso di coscienza, scavando nel giardino dell’anima; la prima, invece, è compendiaria e si esprime attraverso una prosa poetica. Sono due. Sono una. Sono mille.

Sono tutti noi, alla ricerca di qualcosa e qualcuno, di un ritorno alle origini e di una promessa di futuro.

Tutti noi, uniti da un filo blu che riunisce  sfumature di fiori e acque e cieli, tesi verso l’infinito, alla ricerca di una strada da percorrere e di una meta da agognare.

Oggi ho il piacere di intervistare l’autrice de La Camminatrice e la Resistente, Maria Zaffira Secchi, alla sua seconda prova come romanziera, dopo aver lavorato per varie emittenti radio-televisive, redigendo servizi culturali.

Benvenuta Maria Zaffira.

Cosa contraddistingue la Camminatrice e la Resistente? Cosa le rende diverse e cosa, invece, le accomuna?

 Grazie Emma.

Le contraddistingue la responsabilità verso se stesse e verso il mondo e la ricerca, che è una vera e propria “altra dimensione”, fatta di sviluppo dele percezioni, del guardare e trasformare quel che si osserva in una risorsa importante per stare al mondo.

Sono diverse in quanto una vive come una pellegrina camminando, fermandosi talvolta per periodi in un luogo solo, a causa forse del clima.

L’altra di fatto vive il quotidiano, lavora, ha figli, amori,amici.

Mi sono chiesta: cosa potrebbero dirsi due donne solo cosi apparentemente diverse?

Tutto mi son risposta.

Tutto ciò che conduce alla gentilezza.

L’osmosi fra le due è simbolo del percorso umano che conduce alla scoperta di sé. Perché hai scelto due figure femminili?

Mi riesce difficile rispondere.
Vorrei poter credere che si possa facilmente fare uno “switch” con due uomini… Direi che sono due anime…
E spero che in futuro il mondo sia fatto di persone più che da uomini e donne.

Al momento, il coraggio della responsabilità lo vedo molto più presente nelle donne che negli uomini, che sono più incapaci/disabituati a cercare.

Raccontaci dell’ambientazione del romanzo, ossia di una terra di confine e guerre. Tale luogo liminare simboleggia una generazione in bilico o l’intera storia umana sottoposta alla contingenza?

Questa è la  terra che ho imparato ad amare nel tempo, perché non è la mia terra di origine.

Ho vissuto sradicata da case e amici, con un lutto primigenio, la morte di mia mamma quando avevo quattro anni e mezzo; sono seguite esplosioni di ruoli e famiglie intere… le radici me le sono costruite da sola.

Amo di questa terra gli spazi.

Qui è ancora possibile non incontrare costruzioni o persone.

L’antropizzazione tipica del vicino Veneto e della Lombardia ancora non l’hanno corrotta; ha una storia difficile che l’ha resa guardinga.

I suoi abitanti sono diffidenti, solitari, operosissimi; severi e un po’ intimiditi dai sentimenti, dalle emozioni.

Hanno lavorato duramente e hanno visto passare tanti eserciti; forse mi somigliano, forse è una metafora.

In questi boschi e in queste foreste si sono sviluppate molte leggende e credenze popolari, una è legata a delle figure femminili che venivano viste, di sfuggita, correre scalze: le Krivapeta.

Studi di antropologia culturale hanno, poi, supposto che fossero le ostetriche che, chiamate per le partorienti, correvano anche in piena notte seguendo sentieri che abbreviavano la strada!

Quale messaggio vuoi lasciare ai nostri lettori? Ci scrivi una missiva sintetica degna della Camminatrice?

Tutto è stato già scritto; la mia richiesta è umile: cercate la strada della gentilezza e della benevolenza.

Viviamo in un mondo così noncurante: possiamo cambiarlo e renderlo abitabile dai nostri figli/e e nipoti?

Voglio credere di sì, se impareremo a lasciare un segno personale, ossia un esempio di ricerca, di attenzione autentica, di osservazione dell’altro.

Non è metafisica, è un giudizio severo sul tempo che viviamo, sul degrado, la paura, la lontananza, l’esasperata comunicazione che ci tiene invece separati, l’ossessione per la finanza, l’ingordigia che trasfigura l’ambiente.

La strada è già dentro di noi.

Stiamo assistendo a grandi cambiamenti e ognuno/a li attende con gli strumenti che ha.

Tra i miei vi sono la coltivazione della radice che ci lega alla Terra.

Pensieri blu a voi.

Sinossi

Il libro narra di un carteggio tra due donne nascosto in una grotta.

Le loro vite così diverse hanno in comune lo stesso rigoroso senso del rispetto, la fatica del movimento verso la comprensione, la percezione di essere un tutt’uno con l’universo.

La natura, le stagioni, ma soprattutto i fiori, fiori di tutte le sfumature del blu, sono il filo conduttore di questo scambio epistolare che è dialogo e monologo, narrazione e riflessione, scoperta ed esposizione profonda dell’alterità delle donne, del loro vero essere interiore, così spesso snaturato e violato.

Titolo: La Camminatrice e la Resistente
Autore: Maria Zaffira Secchi
Edizione: Le Mezzelane, 2017
Link d’acquisto:
https://www.amazon.it/Camminatrice-Resistente-Maria-Zaffira-Secchi-ebook/dp/B06ZZ6GJCP/ref=sr_1_1?s=books&ie=UTF8&qid=1499155313&sr=1-1&keywords=la+camminatrice+e+la+resistente

Emma Fenu

Nata e cresciuta respirando il profumo del mare di Alghero, ora vivo, felicemente, a Copenhagen, dopo aver trascorso un periodo in Medio Oriente.

Sono Laureata in Lettere e Filosofia e ho, in seguito, conseguito un Dottorato in Storia delle Arti.
Scrivo per lavoro e per passione.
Mi occupo da anni di storia delle Donne, critica, letteratura al femminile e iconografia di genere; tengo un corso di scrittura creativa; recensisco libri, intervisto scrittori; organizzo e partecipo ad eventi culturali; gestisco siti e blog dedicati al mondo della cultura, fra cui “Cultura al Femminile”.

Ho pubblicato un saggio, “Mito e devozione nella figura di Maria Maddalena”, un romanzo – inchiesta, “Vite di Madri. Storie di ordinaria anormalità”, sul lato oscuro della maternità, racconti, fiabe e poesie e una saga familiare, “Le dee del miele”, che si snoda in una Sardegna intrisa di mito e memoria, dove sono le donne le custodi della vita e della morte. Scrivo fiabe, racconti e collaboro per varie antologie.

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